SCUOLA, BOZZA DPCM: IN PRESENZA AL 75% DAL 7 GENNAIO/ 25% Dad, ancora stop concorsi

- Niccolò Magnani

Scuola, le novità nella bozza del Dpcm 3 dicembre: rientro in classe anche per le superiori dal 7 gennaio 2021. Sarà 75% in presenza e 25% in Dad, confermato stop concorsi

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Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

Cambiano i contenuti dell’ultima bozza di Dpcm 3 dicembre discussa da Governo e Regioni fino a poco prima delle ore 18: non più studenti delle superiori in presenza al 50% ma al 75% a partire dal prossimo 7 gennaio. La nuova decisione è stata presa proprio dopo il confronto istituzionale nella Conferenza Stato-Regioni: ecco dunque il “nuovo” testo che dovrebbe essere adottato nel Dpcm in vigore da domani e valido fino al 15 gennaio prossimo, «le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, In modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 75 per cento della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza». Il Dpcm chiarisce infine che l’attività didattica ed educativa «per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione nonché, secondo quanto previsto al primo periodo della presente lettera, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina».

BOZZA DPCM: 50% IN PRESENZA, 50% IN DAD

Nella bozza del nuovo Dpcm in uscita oggi 3 dicembre – ma in vigore da domani 4 dicembre fino al 15 gennaio 2021 – il tema della scuola acquisisce una parte importante: dopo le discussioni, anche molto accese nell’ultimo Cdm conclusosi in nottata, il Governo è orientato al ritorno in classe per tutti, comprese le scuole superiori, dal 7 gennaio prossimo. La formula sarebbe quella dell’alternanza tra didattica a distanza e in presenza, il recupero insomma di quella “didattica digitale integrata” già sperimentata ad inizio anno scolastico prima degli ultimi Dpcm: mentre permane la regola per il 100% di presenza degli studenti di asili, elementari e scuole medie, a partire dal 7 gennaio è previsto il ritorno in classe al 50% per gli studenti delle scuole superiori, con il 50% di Dad che proseguirà almeno per tutto il mese di gennaio. «Le scuole sono in grado di riaprire sin da subito, siamo in grado di farlo», ha spiegato la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (su fonte Adnkronos) durante il Cdm di stanotte. Se il Premier Conte, con Cts e parte di M5s e Italia Viva spingevano per un rientro in classe già dal 14 dicembre, l’ala dura del Governo (Pd, Speranza e metà M5s) e le stesse Regioni hanno manifestato non pochi dubbi. E così, dopo una lunga discussione, la bozza del Dpcm contiene sia il ritorno da gennaio delle superiori sia la “consapevolezza” che già da metà dicembre quasi tutte le Regioni entreranno in fascia gialla, con dunque il rientro in presenza al 100% di tutte le scuole medie.

REGOLE SCUOLA IN DPCM: CONFERMATO STOP CONCORSI

Secondo quanto diffuso dalla bozza del Governo, il nuovo Dpcm inserisce così nero su bianco le nuove regole sulle scuole a partire dal 4 dicembre 2020, non considerando così le “linee guida” della Commissione Europea che invece invitava ad allungare le vacanze post-Natale per evitare un rientro in classe con possibili nuovi contagi. «Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021*, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali», si legge nella bozza Dpcm 3 dicembre. Viene infine confermato lo stop al concorso straordinario per i docenti e a tutte le altre procedure del Miur almeno fino al 15 gennaio prossimo: «Resta ferma la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto» si legge nel testo del Decreto. Capitolo a parte la Maturità 2021, che non è ovviamente inserita nel nuovo Dpcm essendo ancora di là da venire e in una stagione dove, si spera, l’ondata di contagi sarà mitigata: ad una lettera preoccupata di diversi studenti circa la possibilità di non essere “pronti” all’Esame di Stato dopo gli ultimi mesi di profonda difficoltà tra chiusure, Dad e programmi “accorciati”, la Ministra Azzolina ha risposto direttamente «nel corso dei prossimi mesi, in considerazione delle condizioni che si verranno a creare rispetto alla frequenza della scuola, forniremo le opportune indicazioni sulle modalità di svolgimento dell’Esame di Stato, tenendo conto delle condizioni di un anno scolastico particolare come quello che stiamo vivendo».

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