SCUOLA E CONTAGI, LA GUIDA PER LE FAMIGLIE/ Milano, ecco i punti tampone gratuiti

- Dario D'Angelo

Scuola e contagi, la guida per le famiglie: come comportarsi? Quanto dura l’isolamento? E per i compagni di classe? L’elenco dei punti tampone a Milano.

scuola quarantena classi
(LaPresse)

Per chi vive a Milano è disponibile un nuovo elenco dei punti tampone per la scuola a cui si può accedere anche senza prenotazione. Il servizio prevede test Covid gratuiti, sia antigenici che molecolari; anche per questi ultimi i risultati possono arrivare in giornata. Quando si possono effettuare i tamponi? Alcune strutture restano aperte anche nel pomeriggio, dopo le lezioni. Come riportato dall’edizione meneghina del corriere.it, dell’elenco fanno parte “l’Asst Santi Paolo e Carlo, nei punti di via Ovada e in via Pio II; l’ospedale Sacco, l’Asst di via Ippocrate; l’ospedale Buzzi in via Castelvetro, il centro prelievi del Policlinico in via Pace, il punto tamponi dell’Auxologico in via Mercalli, l’Humanitas San Pio X in via Nava, l’ospedale Niguarda e il San Raffaele, il Galeazzi e i cinque punti prelievi Synlab; Multimedica in via De Togni e il centro cardiologico Monzino in via Parea“. L’elenco completo, con tanto di orari e indirizzi, si può consultare cliccando qui. Bisogna poi ricordare che i referti di tamponi eseguiti in auto somministrazione non sono considerati validi, ma è possibile effettuarli a proprie spese in centri autorizzati e nelle farmacie.

SCUOLA E CONTAGI: LA GUIDA PER LE FAMIGLIE

Ma quali sono i comportamentei che le famiglie devono adottare in relazione al contagio da Covid? Iniziamo dalle basi: prima di portare il proprio figlio a scuola gli si deve misurare la febbre e controllare che non abbia sintomi sospetti. In presenza di febbre superiore a 37.5 C° o di dubbio sullo stato di salute, bisogna evitare di portare l’alunno/a a scuola premurandosi di contattare il pediatra o il medico di famiglia. Se occorre eseguire un tampone ci si può presentare in una delle strutture abilitate senza bisogno di prenotazione. Il discorso cambia nel momento in cui il bambino inizi ad accusare un malessere mentre si trova in classe. A quel punto spetta alla scuola isolare l’alunno. Sarà poi il “referente Covid” dell’istituto ad avvisare i genitori della necessità dell’allontanamento del proprio figlio. Se maggiorenne, la scuola deve provvedere a timbrare il modulo di autocertificazione per il tampone: il documento, oltre a carta di identità e tessera sanitaria, consentirà l’esecuzione del test. L’istituto in ogni caso non deve predisporre alcuna misura restrittiva per la classe del soggetto potenzialmente contagiato e per il personale, che potranno continuare a frequentare la scuola. In attesa dell’esito del tampone, l’alunno non potrà andare a scuola. Egli dovrà restare in isolamento. In caso di risultato negativo, sentito il medico di famiglia o il pediatra, potrà fare ritorno in classe. Se il test darà invece esito positivo dovrà osservare una quarantena di almeno 10 giorni dal giorno in cui il contagio è stato riscontrato. L’isolamento si conclude dopo almeno tre giorni senza sintomi, a cui dovrà seguire un tampone naso-faringeo molecolare negativo. Nel caso in cui il test sia ancora positivo, l’isolamento ha fine dopo 21 giorni dal primo tampone positivo, purché ne siano trascorsi sette dalla fine di eventuali sintomi. Per il rientro a scuola c’è comunque bisogno della “attestazione di rientro sicuro in comunità” rilasciata dal pediatra o dal medico.

SCUOLA: COME GESTIRE I CONTAGI

L’identificazione e la gestione dei contatti scolastici varia a seconda che si tratti di asili nido e scuole dell’infanzia o primarie e secondarie. Per asili nido e scuole dell’infanzia, scrive il Corriere della Sera, “in presenza di uno o più casi Covid tra i bambini, tutti i contatti (bambini e insegnanti/educatori) della stessa classe/bolla vanno in quarantena; in presenza di un primo caso tra educatori/insegnanti, i bambini della stessa classe/bolla vanno in quarantena. Gli insegnanti/educatori vanno in quarantena se non vaccinati o ex casi Covid guariti da più di 6 mesi. Se vaccinati o guariti da meno di 6 mesi, non vengono posti in quarantena solo se si sottopongono a due tamponi (antigenici o molecolari). Se si verifica un secondo caso tra gli insegnanti/educatori, tutti gli insegnanti/educatori vanno in quarantena, indipendentemente dal proprio stato vaccinale“.
Per quanto riguarda scuola primaria e secondaria, invece, “in presenza di un caso Covid di un alunno o insegnante, gli alunni della stessa classe non vengono posti in quarantena a patto che si sottopongano a due tamponi (antigenici o molecolari): il primo al «tempo zero», il prima possibile, entro 48 ore dalla consegna dell’attestazione di sorveglianza con testing da parte della scuola. In attesa dell’esito negativo del test l’alunno non potrà frequentare la classe. Il secondo tampone deve essere effettuato cinque giorni dopo il primo e l’attività scolastica può proseguire dal giorno successivo esibendo l’attestazione di sorveglianza e l’esito negativo del test. Nel caso in cui l’alunno non dovesse effettuare uno o entrambi i tamponi previsti dalla sorveglianza, Ats disporrà la quarantena. Il personale scolastico (qualora individuato come contatto del caso) sarà posto in quarantena se non vaccinato o ex caso Covid guarito da più di 6 mesi; mentre i vaccinati o guariti da meno di 6 mesi, non vengono posti in quarantena solo se si sottopongono, come gli alunni, a sorveglianza con i tamponi. Non sono considerati validi i referti di tamponi eseguiti in auto somministrazione, mentre resta facoltà della famiglia effettuare i test, con oneri a proprio carico, in altri punti tampone autorizzati e nelle farmacie autorizzate“.



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