SCUOLA/ Educazione civica, senza “perché” è solo tempo perso

- Gianni Bianchi

Diesse propone un convegno, a Milano il prossimo 16 ottobre, e un percorso per docenti e alunni che vogliono implicarsi in questo lavoro

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LaPresse

L’introduzione della legge sull’educazione civica, che diventerà effettiva materia di studi a partire dal prossimo settembre 2020, propone alla riflessione di quanti lavorano nel mondo della scuola e alla cittadinanza intera un quesito interessante, di quelli grandi e significativi su cui vale la pena spendere qualche parola.

Per educazione civica la legge intende una serie di temi anche molto diversi che sono frutto, inevitabile, di una mediazione tra sensibilità e giudizi tra loro non omogenei. Proprio per questa mediazione, tale legge ha avuto l’appoggio della totalità delle forze politiche, tanto che è stata approvata alla quasi unanimità in entrambe le Camere.

Questo consenso diffuso si deve alla speranza che tutti presagiscono che questa occasione diventi un’opportunità reale, per promuovere tra i giovani riflessioni e contenuti alti, che possano sostenerli nel giocare un ruolo da protagonisti costruttivi nella società italiana. Ma tali speranze potranno effettivamente prendere piede?

Come chiunque sa, un soggetto umano non può essere educato da una legge, ma da soggetti umani vivi che si propongono alla sua libertà e responsabilità. Tocca a insegnanti, famiglie e ragazzi il lungo cammino di presentazione e verifica di una proposta. E una proposta non può ridursi a un insieme di nozioni sul funzionamento delle istituzioni, ma deve comprendere e tematizzare il “perché?” di quanto viene proposto.

Allo scopo di aiutare quanti vogliono implicarsi in questo lavoro, si terrà mercoledì 16 ottobre, alle 15.30, presso il Liceo Carlo Tenca di Milano, un convegno organizzato da Diesse Lombardia, in collaborazione con Fondazione Cariplo e Università Cattolica (la partecipazione è gratuita ma occorre iscriversi compilando la scheda di iscrizione) che mette a tema “Che cosa significa oggi reintrodurre nella scuola l’insegnamento dell’educazione civica? Aspetti culturali, educativi, didattici” ed è rivolto anche ai genitori che dovranno svolgere un ruolo specifico secondo la legge approvata.

Si tratta di un’occasione estremamente importante, che l’associazione professionale Diesse mette a disposizione di tutti, per iniziare a riflettere sui contenuti e sulla modalità di un insegnamento che può essere vissuto come una grande occasione per scuole, docenti, alunni e famiglie.

La legge, infatti, pur dando indicazioni estremamente generiche su contenuti e modalità operative, demandando a linee guida non ancora prodotte ulteriori specificazioni, fissa tutta una serie di grandi temi che possono essere affrontati all’interno di tale insegnamento: si va dalla conoscenza del sistema amministrativo italiano alla cura del territorio e del paesaggio, dalla consapevolezza della specificità economica italiana (il cosiddetto Made in Italy) all’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie e altro ancora. Per saperne di più basta ricercare la legge 62 del 20 agosto 2019.

Riflettere su queste possibilità permette a docenti e operatori della scuola di prendere coscienza delle implicazioni e delle possibili aperture all’interno di queste tematiche, che se trasmesse come pure nozioni agli alunni rischiano di essere sentite come orpelli inutili a un percorso scolastico già di per sé impegnativo. In realtà, è possibile cogliere il valore e le possibilità che tale insegnamento apre, poiché mette a tema fatti e realtà nella quale alunni e adulti sono immersi tutti i giorni, fornendo possibilmente qualche spunto di consapevolezza in più per maturare una posizione ragionevole su questi aspetti del vivere.

Ad aiutare gli intervenuti a riflettere su queste realtà ci saranno Lorenzo Ornaghi, già ministro dei Beni culturali e rettore dell’Università Cattolica e attualmente presidente dell’Alta scuola di Economia e relazioni internazionali; Paolo Pagani, ordinario di Filosofia morale nell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Caspani, già dirigente scolastico, docente e autore di numerose pubblicazioni dedicate alla didattica; Emanuele Pizzatti dell’Associazione Articolo 26, associazione che sostiene il rapporto tra scuola e famiglia.

Oltre a questo appuntamento, l’associazione Diesse Lombardia propone ai docenti un corso di formazione “Educare alla cittadinanza, educare alla responsabilità. In vista dell’introduzione all’insegnamento dell’Educazione civica” e la successiva possibilità di progettare insieme l’insegnamento dell’educazione civica. Per i docenti che lo sceglieranno è data anche la possibilità di seguire con le proprie classi delle proposte esperienziali di verifica sul campo di quanto affrontato in classe: “Percorsi di cittadinanza e Costituzione”.

Un percorso per tutti, docenti ed alunni, che metta in moto l’intelligenza e la responsabilità.

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