SCUOLA/ Educazione e sostenibilità: i giovani e le domande da sciogliere

- Ezio Delfino

L’Agenda 2030 sta imponendo i nuovi contenuti della didattica orientata allo “sviluppo sostenibile”. Se ne parla al convegno Disal dell’11, 26 e 27 marzo

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(LaPresse)

Una nuova sigla si è affacciata in queste settimane nel linguaggio della politica italiana: MiTE, ministero della Transizione ecologica. Un nome una garanzia? “Voglio porre l’accento sul nuovo acronimo del ministero: Mite – ha detto il nuovo ministro Cingolani –. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni”.

E sono proprio le nuove generazioni quelle chiamate ad essere interpreti e protagoniste di un futuro sostenibile.

Due i documenti che indicano autorevolmente gli orizzonti di senso e di azione a cui le scuole e gli educatori non possono non fare riferimento: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata nel 2015 dall’Assemblea generale dell’Onu e il Patto globale per l’educazione promosso da Papa Francesco. Tocca anche alla scuola il difficile compito di preparare le nuove generazioni ad acquisire un pensiero integrato e a interiorizzare gli elementi trasformativi che permetteranno di comprendere, come sottolineato nell’Agenda 2030, che “Il futuro dell’umanità e del nostro pianeta è nelle nostre mani. Si trova anche nelle mani delle nuove generazioni, che passeranno il testimone alle generazioni future. Abbiamo tracciato la strada verso lo sviluppo sostenibile; servirà ad assicurarci che il viaggio avrà successo e i suoi risultati saranno irreversibili”. All’educazione viene specificatamente dedicato il Goal 4 dell’Agenda 2030 “Istruzione e qualità” nel quale l’educazione viene indicata come “vettore” per raggiungere tutti gli obiettivi di sostenibilità.

Quali processi formativi sono chiamati a promuovere e realizzare i dirigenti scolastici, i coordinatori didattici ed i docenti per rispondere a queste urgenze? “Per la sostenibilità” e “alla sostenibilità”: le proposte formative, se ben finalizzate ed attuate, possono infatti avviare modi di pensare e stili di vita nei ragazzi per introdurre consapevolezze e cambiamenti nella direzione di promuovere un futuro sostenibile.

È una sfida che mai come in questo drammatico periodo di pandemia deve essere affrontata e non evitata che le istituzioni europee e mondiali e l’attuale governo italiano hanno messo al centro dei loro programmi per i prossimi anni.

Cosa significa educare alla sostenibilità? Quali sono i risvolti antropologici, sociali ed economici? Come si può innovare la direzione di una scuola o l’insegnamento curricolare in un’ottica di reale sostenibilità? Di tutto questo si parlerà nel convegno internazionale promosso dall’Associazione Disal – Dirigenti Scuole Autonome e Libere previsto nei giorni 11, 26 e 27 marzo dal titolo “Educazione e sostenibilità. Dirigere per innovare” al quale sono stati invitati esperti del mondo accademico e della scuola a confrontarsi con l’intento di:

– riflettere sulle ragioni culturali, antropologiche ed economiche di una educazione  e di una scuola orientate agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile;

– approfondire una visione della sostenibilità che metta al centro la persona dello studente, il suo desiderio di conoscere, la sua razionalità e la sua disponibilità ad essere protagonista di un mondo nuovo;

– verificare come innovare la progettazione formativa rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030: temi, curricoli, laboratorialità, tecnologie, ed. civica, ambienti e modelli di insegnamento e apprendimento.

Il convegno sarà arricchito da presentazioni di esperienze di dirigenti scolastici di scuole statali e paritarie che realizzano modelli di scuole orientate alla sostenibilità. Ricchissimo e molto qualificato il gruppo di relatori, esperti e studiosi: Mauro Magatti, Stefano Zamagni, Costantino Esposito, Andreas Schleicher direttore dell’Ocse di Parigi, Francesco Profumo, Angelo Paletta, Dario Nicoli, Giorgio Vittadini e Michael Fullan, educational consultant di Toronto.

L’evento si qualifica anche per la collaborazione ideativa e culturale della Fondazione per la Sussidiarietà, dell’Indire, dell’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) e della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.

Il Convegno rappresenta l’occasione per un rilancio del protagonismo delle scuole e dell’associazionismo professionale aperto alle sfide internazionali del momento e desideroso di offrire un contributo costruttivo al bene dei più giovani.

Informazioni e modalità di iscrizione al Convegno sul sito disal.it

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