SCUOLA/ “Far morire l’alternanza è il più grave errore del governo”

- Gabriele Toccafondi

A questo governo l’alternanza scuola-lavoro non interessa, ha contribuito a ucciderla

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Scuola (LaPresse)

L’alternanza scuola-lavoro sta morendo per mancanza di attenzione e volontà del Miur e del governo. Il governo non l’ha abolita, ma i dati dimostrano che se non ci crede il governo, perché mai dovrebbero crederci le famiglie, le aziende e le scuole?

Meno studenti coinvolti, meno scuole interessate, meno ore fatte, meno occasioni di fare esperienze per i ragazzi. È un florilegio di segnali meno, di pericolosi passi indietro quello che il ministero dell’Istruzione ha reso noto sul funzionamento dell’alternanza scuola-lavoro in risposto ad una mia interrogazione.

Sono numeri che rendono evidente i risultati della volontà di smantellare questa esperienza e saranno ancora peggiori quelli che arriveranno, perché è chiaro oramai, anche ai più distratti, che l’alternanza scuola-lavoro è stata abbandonata del tutto da questo governo. È lo stesso Miur, che rispondendo (finalmente!) ad una mia interrogazione, dichiara che l’hanno svolta solo il 53% dei ragazzi nel 69% delle scuole. Un anno prima era stata svolta dal 70% dei ragazzi e nel 89% delle scuole e anche le strutture ospitanti calano da 208mila a 190mila. 

Una riduzione delle scuole coinvolte, nelle Regioni del Nord pari al 15% e in quelle del sud del 25%. Una riduzione di studenti del terzo anno del 35%, del quarto anno del 30% e solo un aumento, per gli studenti del quinto anno, del 30%. 

Un calo complessivo di studenti e scuole del 20% mentre l’alternanza rimane ancora percorso curricolare, cioè è obbligatoria, significa solo che a fronte dell’abbandono di fatto del governo corrisponde un disimpegno di aziende, enti ospitanti e quindi delle scuole. Un danno gravissimo per i ragazzi, cui viene surrettiziamente tolto uno strumento in più per formarsi e conoscere meglio sia ciò che stanno studiando, sia il mondo del lavoro. 

Questa insomma è la prova che il Governo non crede all’alternanza ma più in generale non crede nella scuola. Non basta assumere per dimostrare di credere nella scuola. Se abolisci il merito, ridimensioni la valutazione, penalizzi i dirigenti scolastici, cancelli la cosiddetta chiamata diretta, metti in disparte l’alternanza e la scuola fatta di esperienza è chiaro che non ti interessa la scuola fatta per i ragazzi, semmai ti interessa altro, come la pace sindacale per esempio. Sono scelte. 

Lega e M5s con le loro azioni hanno ridotto del 60% le ore dell’alternanza, tolto quasi 60milioni alle scuole, l’hanno eliminata come strumento di valutazione per l’esame di Stato, ed infine le hanno cambiato nome. Si tratta di un grave errore perché se fatta bene (e questa deve essere una premessa fondamentale ed irrinunciabile) è utile perché la scuola è fatta non solo di nozioni ma anche di esperienze, di conoscenza ma anche di competenze. Per questo rimango convinto che il dialogo fra il mondo della scuola e il mondo del lavoro sia indispensabile. Va migliorato certamente, ma non va né ridimensionato né abolito. Perché la scuola è fatta per i ragazzi e deve puntare al meglio.

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