SCUOLA/ Insegnare cambia: 4 rivoluzioni dell’esperienza

- Marco Ferrari

“Nuove esperienze per una scuola che cambia” è il tema di un ciclo di quattro incontri che si terrà al Meeting di Rimini, quattro “avventure” di una didattica nuova

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Scuola (LaPresse)

“Nuove esperienze per una scuola che cambia” è il tema di un ciclo di quattro incontri che si terrà al Meeting di Rimini dal 19 al 22 agosto alle ore 12 nell’Arena Polis. Questi incontri nascono da alcune esperienze già in atto nella scuola italiana ed altre in fase di costituzione, promosse da diversi soggetti, in particolare dalla nuova associazione “Amore per il Sapere” (ApiS).

Il primo è un dialogo filosofico con Carmine Di Martino e Adriano Fabris sul tema “Guardare il mondo attraverso le parole”. Come accade in classe e nel lavoro delle Romanae Disputationes i due filosofi risponderanno a diverse domande sulla natura dell’io, sull’esperienza del rapporto tra soggetto e alterità, sulla specificità dell’essere umano in quanto animale dotato di linguaggio, sul linguaggio nell’epoca dell’informazione digitale e sul ruolo della filosofia circa il destino della comunità umana.

Il secondo è anch’esso un dialogo tra lo psicoanalista e scrittore Luigi Ballerini e Valerio Capasa, insegnante di letteratura, sul tema “Oltre i classici. La narrativa contemporanea a scuola. Opera prima”. Sarà Francesco Fadigati, rettore della scuola “La Traccia” di Calcinate e scrittore, a guidare il dialogo. A tema i criteri per scegliere quali proposte di lettura e scrittura fare ai nostri ragazzi e ragazze a scuola, tra autori e testi classici e alcune proposte della narrativa contemporanea per ragazzi. L’incontro è stato pensato in occasione del lancio del nuovo concorso di racconti brevi per studenti dalle elementari alle superiori, “Opera prima”, promosso dall’Istituto Toniolo, ApiS e dall’Editrice il Castoro che pubblicherà i racconti vincitori in un vero e proprio libro per ragazzi, scritto dai ragazzi.

Il terzo incontro “Un linguaggio da guardare. Il cinema nella scuola. Accademia di Video Making” metterà a tema il ruolo che il linguaggio cinematografico sempre più riveste nella didattica e nella formazione culturale dei giovani studenti, attraverso il racconto di alcune esperienze didattiche e del corso dell’Accademia di Video Making 2019. Interverranno Simone Fratini del dipartimento Schermi e lavagne della Cineteca di Bologna, Andrea Mazzoleni, docente di filosofia al Malpighi di Bologna ed esperto di cinema, e Rosy Russo ideatrice di Parole O_Stili.

Infine, il quarto incontro, “Nacque il discorso da ciò che fissavi. Le Microconferenze” avrà come protagonisti cinque studenti del Liceo Fermi di Policoro, introdotti dal loro insegnante di italiano Pino Suriano e dal loro dirigente scolastico Giovanna Tarantino. Pino Suriano farà conoscere a tutti il metodo da lui ideato per insegnare ai suoi allievi a realizzare “microconferenze”, mostrando come attraverso la pratica del discorso in pubblico in stile TEDTalk sia possibile far dialogare la vita dei ragazzi con gli apprendimenti realizzati a scuola.  

Con la filosofia, la narrativa contemporanea, il cinema nella scuola e il public speaking, vedremo dunque alcuni esempi del rinnovamento della didattica che si sta realizzando nella scuola italiana. Un rinnovamento basato su due aspetti che ci hanno insegnato i greci fin dai tempi di Socrate: l’amore per il sapere e il coinvolgimento reciproco di chi insegna e di chi apprende.

L’amore per il sapere determina lo stile dell’insegnante che rende speciale il percorso formativo ed educativo di ogni giovane, perché lo segna per tutta la vita, salvandolo dal mero materialismo consumistico che domina il nostro tempo. Amare qualcosa che duri, amare la conoscenza del significato del mondo che abbiamo intorno, degli altri e di noi stessi. Amare la scienza più delle nostre opinioni, la scienza che pur mutando incessantemente ci attrae naturalmente e misteriosamente.

Insegnare ad amare la ricerca stessa, senza dogmatismi, è uno degli scopi della scuola ed è al tempo stesso la via privilegiata da seguire per rimanere umani, liberi e razionali, aperti all’altro da sé e tenacemente costruttivi.

Ma questo non è più possibile se non reinventando forme nuove e coinvolgenti che sappiano riproporre il grande contenuto della tradizione umanistica e scientifica occidentale, trovando modalità, strumenti e linguaggi suggestivi e interessanti per noi adulti e per i nostri giovani allievi e allieve. 

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