SCUOLA, RIAPRE A GENNAIO?/Regioni vs Azzolina: ritorno in classe dopo le feste

- Dario D'Angelo

Scuola, riapre a gennaio? Braccio di ferro tra Regioni e Azzolina: sembra sfumare l’ipotesi di un ritorno in classe dal 9 dicembre. Per le superiori…

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Studenti in Dad nella Piazza di Regione Lombardia, a Milano, per protestare contro le misure del governo (LaPresse)

Sono ore di riflessione e allo stesso tempo di confronto tra le varie anime del governo e le Regioni sulla riapertura delle scuole. Sono proprio queste ultime a chiedere che il rientro in classe dei ragazzi delle scuole superiori, al momento in didattica a distanza al 100%, non avvenga prima del mese di gennaio. Di parere opposto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che invece preme affinché gli studenti tornino in classe già da dicembre, precisamente a partire dal 9. Secondo le ultime indiscrezioni, ad essere privilegiata da parte del governo dovrebbe essere alla fine la linea delle Regioni, con una riapertura delle scuole superiori che potrebbe avvenire come da tradizione dopo l’Epifania, dunque non prima del 7 gennaio. Neanche un’Italia tutta zona gialla entro il 15 dicembre, come pronosticato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe modificare l’orientamento del governo nel mantenere la didattica a distanza negli istituti superiori.

SCUOLA, RIAPERTURA A GENNAIO: IN CLASSE DOPO LE FESTE

In presenza resteranno invece le lezioni per gli alunni della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie: questo sarà valido sia per quelli che vivono nelle zone gialle che nelle zone arancioni. Compatto il fronte dei presidenti di Regione nel chiedere al governo di mettere una pietra tombale sull’ipotesi, ventilata dallo stesso premier Conte, di un ritorno in classe a partire dal 9 dicembre. L’unico a proporre una soluzione di compromesso era stato il governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani, che contattato dall’Huffington Post ha spiegato come a suo avviso sarebbe opportuno “in questa fase di contenimento immaginare una didattica al 50% a casa e al 50% in classe. Una forma intermedia, insomma“, cosicché gli alunni “possano sincronizzarsi meglio con la didattica a distanza. Se a casa non capiscono qualcosa hanno possibilità di chiederla in presenza il giorno dopo agli insegnanti“. Difficile, in ogni caso, che la sua proposta venga accolta.

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