SCUOLA/ Roberto Pellegatta, l’educazione è una vita (e non muore mai)

- Ezio Delfino

Roberto Pellegatta (1948-2021), docente, preside, fondatore di Disal e collaboratore del Sussidiario, nel ricordo di Ezio Delfino, collega e amico

scuola pellegatta disal 640x300
Al centro, Roberto Pellegatta

Dopo un breve periodo di malattia, ci ha lasciato improvvisamente Roberto Pellegatta, ideatore e primo presidente nazionale dell’associazione di presidi Disal, che aveva fondato insieme ad alcuni colleghi nel 2001 con l’intento di dar vita ad un luogo di solidarietà e collaborazione professionale per sostenere l’attuarsi di una figura direttiva di scuola attenta agli aspetti educativi e generativi di comunità e di apprendimento efficaci.

Docente prima, attivo nell’associazione di docenti Diesse, e poi, dagli anni 90, preside nelle scuole statali, Roberto era autentico uomo di cultura che fu capace di coinvolgere, fin dall’inizio dell’esperienza di Disal nel 2001, molti dirigenti scolastici, coordinatori didattici e docenti, per verificare con loro la proposta culturale di Cesare Scurati, pedagogista tra i primi ad occuparsi della dirigenza educativa delle scuole, e quella di don Luigi Giussani autore de Il rischio educativo.

A Roberto si deve l’impostazione originale e attuale di un’associazione di dirigenti scolastici concepita quale luogo di compagnia professionale al lavoro, di rete di professionisti per l’educazione nella scuola, quest’ultima da ripensare come spazio di progettazione formativa autenticamente libero ed autonomo.

Lungimirante la sua intuizione di costituire un’associazione di responsabili di scuole insieme statali e paritarie, tutti chiamati a giocare le proprie competenze e la propria funzione, indipendentemente dall’ente gestore, per generare comunità educative, comunità di apprendimento, “comunità di destino”, secondo la felice definizione del filosofo francese Gustave Thibon.

Sono centinaia le persone che hanno incontrato in questi vent’anni Disal attraverso i numerosissimi eventi, seminari, corsi di formazione e convegni svolti in tutte le regioni italiane, tutti debitori della felice intuizione associativa di Pellegatta.

Personalità forte, decisa, indomita, teso alla ricerca del bene e dell’unità, ha saputo introdurre e accompagnare alla professione direttiva moltissimi amici e docenti che, ancora oggi, gliene sono grati.

Ha sostenuto con energia e intelligenza la collaborazione tra associazioni di scuola e non solo, consapevole del loro valore sociale quali corpi intermedi e ambiti prossimi alle istanze delle persone, e quali strumenti qualificati per il dialogo propositivo nei confronti dell’amministrazione scolastica e della politica.

Dal 2008 ha diretto la rivista Dirigere scuole, credendo egli moltissimo nell’importanza della riflessione critica sull’esperienza professionale e della comunicazione di pratiche di direzione, coinvolgendo attorno alla rivista medesima un’autorevole rete di ricercatori, di accademici e di esperti, molti dei quali devono all’iniziativa editoriale di Pellegatta la scoperta dell’ambito della leadership educativa quale loro terreno di studi e di innovazione.

L’apertura internazionale, infine, che ha consentito a Disal di incontrare molte scuole, associazioni professionali e reti di istituti stranieri, traduceva il suo anelito europeista e il desiderio di dialogo che lo animava.

Tantissime le attestazioni di cordoglio e di stima espresse da amici, dirigenti ministeriali, accademici e personalità del mondo della scuola, dell’associazionismo e della ricerca. Come quella postata sui social da Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario dell’Università Cattolica di Milano che, guardando alla foto che lo ritraeva insieme a Pellegatta al Meeting 2019, scrive: “Un amico che salutiamo tutti i giorni, nel momento in cui improvvisamente ci lascia, ci porta a ricordarci dell’ultimo saluto, caricandolo di un valore immensamente superiore a quello che quel saluto rappresentava in sé. Pensavo a questo guardando a quella bella fotografia: e quell’ultimo saluto si carica di stima, amicizia, intelligenza, partecipazione, impegno, tutto quello che Roberto semplicemente era”.

Lo salutiamo impegnandoci ora con Roberto, in una collaborazione con lui dai modi nuovi e misteriosi, a interpretare la sua testimonianza e a sviluppare, dentro questi tempi di travaglio e di novità incipienti, la sfida di un’amicizia associativa propositiva e di un protagonismo innovativo negli ambiti educativi.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA