SCUOLA/ Una studentessa: tra gel, distanziamento e allarmismo, tornare è una grazia

- Matteo Fantozzi

Ritorno a scuola: parla la 14enne Martina Agrizzi, studentessa del liceo di scienze umane di Chiavari tornata da poco in classe

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Scuola (LaPresse)

Il ritorno a scuola dopo l’emergenza da Covid-19 ci ha portato a farci diverse domande, che si possono riassumere in una sola “ma cosa è cambiato?”. Abbiamo ascoltato in esclusiva le parole di Martina Agrizzi, 14enne di Chiavari, che pochi giorni fa è tornata in classe come non accadeva da oltre sette mesi. Spiega: “È stato molto strano tornare a scuola, visto che in presenza non ci andavamo da sette mesi. Non sembrava nemmeno vero quando eravamo lì, perché con tutto l’allarmismo che c’è stato per il Coronavirus è stata una grazia tornare a scuola”. Certo all’inizio è stato quantomeno strano: “Ha fatto molto effetto vedere che era tutto diverso rispetto all’ultima volta, visto che ora ci sono tutte le norme di sicurezza. Ci fa strano anche per le piccole cose che erano prima normali, tipo dimenticarsi la penna a casa e chiederla al compagno di classe, adesso non si può più. O parlare col compagno di banco da vicino, cosa che ora non si può fare, abbracciarsi senza un motivo, una cosa normale che ora non è più permessa”. Ma nello specifico quali sono state le novità? “Le cose che sono cambiate rispetto alla normalità sono che ora ci sono tante restrizioni rispetto a situazioni normalissime, che facevi senza pensarci. Ora le verifiche, quando si svolgeranno, prima di essere corrette dovranno essere igienizzate e lasciate in un posto per 24 ore e poi potranno essere corrette. Oppure anche semplicemente l’andare in bagno, che prima era una cosa tranquilla, ora si può andare massimo due per volta e soltanto in certi orari”.

“Iniziare il liceo ai tempi del Covid-19”

Ci continua a raccontare la sua esperienza post Covid-19 Martina Agrizzi: “Ho iniziato il primo liceo e prima dell’arrivo del Covid-19 mi ero immaginata un inizio totalmente diverso rispetto a questo. Da quando ho saputo che c’era questo problema ed è iniziata la didattica a distanza pensavo che il liceo sarebbe iniziato online. Fortunatamente è arrivata la notizia che saremmo andati in presenza, mi aspettavo peggio. Sì, ci sono tante regole da seguire ed è molto diverso rispetto ad un anno fa, ma avevo pensato che la situazione potesse essere peggiore”. Tra le altre curiosità emerge quella dell’arrivo in classe: “In classe ci fanno entrare a gruppi, senza far incontrare le varie classi, senza creare assembramenti, usando entrate diverse. Appena arrivi al piano della classe devi igienizzarti le mani e quando sei in classe ti puoi abbassare la mascherina solo quando la prof te lo consente. Ti devi poi igienizzare le mani col tuo gel personale, che è obbligatorio portare da casa. È obbligatorio portare un pacchetto di fazzoletti e una mascherina di ricambio. Prima di partire da casa bisogna misurarsi la febbre, se la temperatura è sopra i 37.5° non si può andare a scuola e si deve chiamare il medico di famiglia”.

E in classe? “Le distanze tra i banchi prima non c’erano, ora ci sono i bollini per terra per stare a un metro l’uno dall’altro. Non si possono più lasciare i libri a scuola. È un po’ tutto diverso. Anche le lezioni sono cambiate, con l’insegnante che deve tenere sempre la mascherina a meno che non sia seduta alla cattedra. Ogni tanto bisogna igienizzarsi le mani, prima di toccare cose come gessetti o computer ecc. Gli studenti devono tenere la mascherina il più possibile così se ti muovi non rischi di contagiare qualcuno col respiro”. Quando le chiediamo quando le cose torneranno alla normalità, Martina è un po’ spiazzata: “Visto che la situazione del Covid-19 è molto confusa, non ho un’idea precisa di quando tutto potrebbe tornare alla normalità. Ci potrebbero volere mesi oppure anni, ma io spero che tutto questo finisca il prima possibile”. Ce lo auguriamo anche noi.

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