Scuole, studio su riapertura: “rischio nuova ondata”/ Ma Onu: “chiusura è catastrofe”

- Silvana Palazzo

Riapertura scuole, studio su Lancet: “Rischio nuova ondata catastrofica senza test”. Ma Onu lancia allarme: “Chiusura è catastrofe generazionale”

riapertura scuole
Immagine di repertorio (LaPresse)

Con la riapertura delle scuole a settembre si rischia una seconda catastrofica ondata di coronavirus. È quanto emerso da uno studio realizzato nel Regno Unito da un gruppo di esperti dell’University College di Londra e della London School of Hygiene and Tropical Medicine. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Child and Adolescent Health, suggerisce di migliorare i test per evitare questo rischio e scongiurare, in particolare, un numero di contagi 2-3 volte superiore a quanto finora registrato. Lo studio parte da un presupposto: i bambini svolgono un ruolo chiave nella trasmissione. Quindi, per evitare una seconda ondata di infezioni vanno aumentati i test in maniera significativa. Quel che però non è chiaro è se l’aumento dei casi si verifica quando le scuole vengono riaperte per un maggiore contatto tra i bambini o per un maggiore contatto tra gli adulti che tornano al lavoro. Per Kristine Macartney, che ha lavorato allo studio, le strutture educative devono riaprire puntando sul tracciamento dei contatti, ma anche su quarantena ed eventuale chiusura in caso di focolai.

SCUOLE, ONU “CON CHIUSURA CATASTROFE GENERAZIONALE”

Lo studio ha approfondito la trasmissione nelle scuole e nelle strutture di educazione cura della prima infanzia nel Nuovo Galles del Sud e in Australia, durante la prima fase dell’epidemia di coronavirus. Adattando un modello basato su dati del Regno Unito e valutando le politiche di allentamento delle restrizioni, è emerso che la riapertura delle scuole possa comportare una seconda ondata di Covid, a meno che non si intensifichino test, traccia e isolamento. Ma l’Onu lancia l’allarme: con le scuole chiuse si rischia una «catastrofe generazionale». Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in un videomessaggio pubblicato sul suo account Twitter ha spiegato che prima della pandemia di coronavirus c’erano già «250 milioni di bambini che non potevano andare a scuola e nei paesi in via di sviluppo soltanto un quarto degli studenti delle scuole secondarie avevano accesso ad un’istruzione di base».

© RIPRODUZIONE RISERVATA