SE LA MONOGAMIA È MAFIOSA/ Dove porta la “logica” pericolosa di Saviano

- Monica Mondo

Se la mafia considera la monogamia intoccabile, allora anche la Chiesa è mafiosa? Una pericola equazione si annida nel non-detto di Saviano

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Roberto Saviano (LaPresse)

Per la mafia il sesso è tabù. Così gli amanti vengono puniti. Titolo a tutta pagina del Corrierone. Sottotitolo: il boss e gli omicidi per chi viola la monogamia. Approfondimento a firma di Roberto Saviano. Chiarissimo: premessa, e logica conseguenza. Se chi è contro la libertà di amare è mafioso o camorrista, la Chiesa è contro la libertà di amare, quindi? È mafiosa, quindi? Che poi, la libertà di amare è una cosa, il sesso libero un’altra, ma questo è troppo complicato spiegarlo a Saviano.

Spiegare che l’amore ridotto a sesso è sfruttamento del corpo, non amore, che l’amore è altro e oltre la sessualità, e la comprende in un rapporto, un legame rispettoso e per questo libero. Che si può essere liberi obbedendo a un altro da te, se lo ami, e rinunciando ad altri per lui/per lei. È una scelta libera, ed è pienezza d’amore, perché non spartito, non ridotto a sentimento labile come le foglie d’autunno, sottoposto a tutte le folate che la vita o il carattere o le situazioni ti suggeriscono.

La Chiesa chiede la monogamia (che brutta parola, si chiama matrimonio), perché sa che di questo l’uomo ha bisogno, di un amore stabile, che ti sia compagno, sostegno, correzione, slancio, sprone per tutta la vita, e oltre la vita. L’antropologia nata dal cristianesimo esalta l’uomo, non lo reprime. Certo, la storia della Chiesa è zeppa di atteggiamenti repressivi, e di riduzioni nefaste della fede a norme, regole, divieti. Quando la fede è adesione a un incontro, che ti cambia la vita al punto che sei disposto a darla, la vita, a un tu, a un Tu di cui ogni tu in relazione è Suo volto. Anche i giacobini volevano la libertà, anche i rivoluzionari russi del ’17, o i maoisti in marcia, e si è visto com’è andata.

Processiamo la storia, ma non la verità. E la verità è che l’amore che sappiamo darci è fragile, e se volubile non dà affatto libertà, ma sofferenza, instabilità, solitudine, delusione. È fragile come noi lo siamo, ma può esser reso solido da un Altro. O dalla scelta laicissima di ogni uomo che riconosce il suo bisogno di non essere soli. Perché non è bene che l’uomo sia solo. E non è bene che si spargano surrettiziamente veleni spacciandoli per inni alla libertà umana. Se parli di morale bigotta, per cui il sesso è male, via con la tiritera dei preti che poi sono pure pedofili, con il moralismo delle scuole cattoliche (perché lo Stato dà loro dei soldi?) e tutte le bugie che appaiono nel mainstream come verità ovvie e acclarate. Ricordiamo a Saviano che tra una fecondazione eterologa e l’altra, oggi i cattolici sono rimasti tra i pochi a valorizzare il sesso, e a farlo.

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