SEA WATCH 3/ Vaticano con Carola? “Vita umana va salvata in qualsiasi maniera”

- Davide Giancristofaro Alberti

Sea Watch 3, il commento del ministro degli esteri francesi: “Accoglieremo 10 migranti”

nave gregoretti migranti
(LaPresse)

Si riforma l’asse Berlino-Parigi dopo il caso Sea Watch 3, con l’Italia che sfiora lo scontro diplomatico con Germania e Francia dopo l’arresto di Carola Rackete. Prima le dichiarazioni del ministro degli esteri teutonico, Heiko Mass, che sottolinea “Soccorrere vite umane non può essere criminalizzato”. Poi quelle del ministro dell’interno francese, Christophe Castaner, che dichiara:”La chiusura dei porti è una violazione del diritto del mare”. Queste sortite vengono rintuzzate da Matteo Salvini, che replica:”Non prendiamo lezioni dalla Francia. Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Nel frattempo, come riportato da La Repubblica, anche il Vaticano prende posizione per bocca del Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin:”La vita umana va salvata in qualsiasi maniera. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”. (agg. di Dario D’Angelo)

GERMANIA, “SOCCORRERE VITE NON PUO’ ESSERE CRIMINALIZZATO”

Il ministro degli Esteri della Germania Heiko Mass è intervenuto sul caso Sea Watch 3 e sull’arresto a Lampedusa del capitano Carola Rackete. «Salvare le vite umane è un dovere umanitario. Soccorrere vite umane in mare non può essere criminalizzato», ha dichiarato, come riportato dall’Ansa. Mass ha poi parlato dell’arresto del capitano: «Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse». Anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio ha bacchettato il suo alleato di governo per i toni violenti. «C’è della rabbia e lo comprendo, capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti» che «vanno sempre condannati», il commento del capo politico del Movimento 5 Stelle. Anche il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro si affida alle decisioni della magistratura. «La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano». (agg. di Silvana Palazzo)

FRANCIA: “ACCOGLIEREMO 10 MIGRANTI”

10 dei migranti sbarcati nella notte dalla Sea Watch 3, verranno accolti dalla Francia. Come già anticipato nelle scorse ore dal ministro Salvini, poco fa è giunta anche la conferma dei cugini transalpini, per voce del ministro dell’interno francese, Christophe Castaner: «La Francia è pronta ad accogliere 10 persone tra quelle sbarcate dalla Sea Watch 3 – le sue parole – al pari di altri partner europei che hanno preso simili impegni. Parigi proseguirà nella sua azione di solidarietà con il popolo italiano, ciò non toglie nulla – aggiunge – alla necessità di perseguire in modo concertato i nostri sforzi per combattere l’immigrazione irregolare». Castaner sembra quindi voler replicare alle recenti dichiarazioni di Salvini, dicendo: «La Francia si è presa le sue responsabilità nel Mediterraneo centrale dall’inizio della crisi migratoria ed è falso dire che l’Ue non si sia mostrata solidale con l’Italia in questo contesto». Secondo l’esponente del governo francese è comunque fondamentale mettere in atto un meccanismo di solidarietà che assicuri uno sbarco rapido e in sicurezza nel porto più vicino, delle persone soccorse in mare. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SEA WATCH 3: IRA DI SALVINI

Matteo Salvini esulta dopo l’arresto di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 che stanotte ha sbarcato i 40 migranti a bordo della nave Ong. Sul suo profilo Twitter il segretario della Lega si scaglia ora contro i deputati d’opposizione presenti sulla Sea Watch:”Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine e della Guardia di Finanza in particolare, visto che poche ore fa hanno rischiato la vita per la scelta CRIMINALE della SeaWatch. Da giorni stanno difendendo la legalità e i confini italiani, costretti agli straordinari da una nave pirata e da alcuni parlamentari di sinistra (tra cui un ex ministro) che anziché stare con le Forze dell’Ordine e con l’Italia hanno scelto di schierarsi con una ong tedesca. La Sea Watch ha schiacciato una motovedetta delle Fiamme Gialle. I nostri finanzieri erano in grave difficoltà ma i parlamentari di sinistra applaudivano la comandante fuorilegge, pazzesco”. La replica alle parole di Salvini è arrivata da Matteo Orfini, con l’ex presidente del Pd che ha dichiarato:”A mettere a rischio la sicurezza di migranti,forze dell’ordine ed equipaggio è stata la scelta di Salvini di lasciare 16 giorni in mezzo al mare una barca che aveva bisogno di un porto sicuro.Un ministro sequestratore che non va a processo solo perché si fa salvare dal parlamento”. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI, “MISSIONE COMPIUTA”

Esulta il ministro dell’interno, Matteo Salvini, per come si è conclusa la vicenda legata alla Sea Watch 3. Facendo un breve “ripasso”, la nave ha attraccato questa notte al molo di Lampedusa, con i 40 migranti a bordo che sono stati fatti sbarcare, e la giovane capitana della stessa imbarcazione, Carola Rackete, arrestata. «Comandante tedesca fuorilegge arrestata – scrive il vice presidente del consiglio in quota Lega, sulla propria pagina ufficiale Instagram – nave pirata olandese sequestrata. Maxi multa alla ONG straniera. Immigrati TUTTI distribuiti in altri 5 Paesi (Germania, Finlandia, Francia, Lussemburgo e Portogallo). MISSIONE COMPIUTA. P.S. Vergogna per il silenzio del governo olandese. Tristezza e vergogna per i parlamentari italiani di sinistra a bordo di una nave che non ha rispettato le leggi italiane, attaccando addirittura una motovedetta delle nostre Forze dell’Ordine. Giustizia è fatta. Buon sabato Amici». Soddisfatto quindi il leader leghista, che è riuscito a mantenere i porti italiani inviolati, tenendo fede al proprio patto fatto con gli italiani. Una vicenda che ha fatto molto discutere quella della Sea Watch 3, e che come al solito ha di fatto diviso in due l’opinione pubblica. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SEA WATCH 3: CAPITANA ARRESTATA

La Sea Watch ha attraccato al molo di Lampedusa. Attorno all’una e 50 della notte fra venerdì 28 e sabato 29 giugno, l’imbarcazione della Ong, dopo 17 giorni in mare, ha fatto sbarcare i migranti soccorsi al largo della Libia. Un ingresso che è giunto senza l’autorizzazione da parte delle autorità italiane, invocando lo stato di necessità, come ricorda l’edizione online di Repubblica. Ad un’ora dallo sbarco, gli uomini della guardia di finanza sono quindi saliti sulla nave ed hanno messo in arresto Carola Rackete, la capitana della stessa imbarcazione, con l’accusa di “resistenza o violenza contro nave da guerra”, reato che prevede una pena fra i 3 e i 10 anni. Quindi all’alba è giunta l’autorizzazione e i 40 migranti a bordo sono stati fatti sbarcare e portati presso il centro di contrada Imbriacola. «La comandante Carola non aveva altra scelta – spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sae Watch Italia, come riportato da Repubblica – da 36 ore aveva dichiarato lo stato di necessità che le autorità italiane avevano ignorato». I legali della Ong tedesca invece sostengono: «E’ stata una decisione disperata – le parole di Leonardo Marino e Alessandro Gamberini – per una situazione che era diventata disperata». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SEA WATCH 3: IL COMMENTO DI DIMAIO

“Salvini si metta in fila”, queste le parole della capitana della Sea Watch 3, indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra. Intanto, come riferisce Tgcom24, un migrante è stata evacuato insieme ad un minore per motivi medici. Il vicepremier Salvini si è detto pronto ad autorizzare lo sbarco se l’equipaggio viene arrestato ed i migranti ricollocati. Da parte di Conte, la rassicurazione circa la presenza di alcuni Paesi disponibili alla redistribuzione. Intanto a commentare è anche Di Maio: “Sicuramente l’Italia è diventata il palcoscenico dell’immigrazione. Ma queste sono imbarcazioni che non hanno la possibilità e la facoltà di salvare persone in mare. Ora l’Ue deve battere un colpo e dirci che ricolloca quei migranti e allo stesso tempo queste imbarcazioni vanno sequestrate”, ha detto nelle passate ore. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GDF A BORDO: NODO REDISTRIBUZIONE DEI MIGRANTI

Nel giorno in cui arriva la notizia che Carola Rackete, la capitana della nave della Ong Sea Watch 3 è stata iscritta nel registro degli indagati con un invito a comparire notificatole dagli uomini della Guardia Di Finanza saliti a bordo dell’imbarcazione, si attende di sciogliere il nodo delle ricollocazioni dei migranti. Mentre il Garante per l’Infanzia ha scritto alla Guardia Costiera chiedendo lo sbarco e l’accoglienza dei minori non accompagnati, nelle ultime ore è arrivata la proposta formale della Federazione delle Chiese Evangeliche che si è detta disponibile ad accogliere, a proprie spese, tutti i migranti salvati dalla Sea Watch, e con i suoi vertici che hanno tuttavia voluto sottolineare che trattasi di iniziativa dai connotati prettamente umanitari e senza alcun intento politico. Per quanto riguarda la discussione delle redistribuzioni a livello europeo, dal G20 di Osaka a cui sta partecipando il premier Giuseppe Conte ha spiegato che al momento vi sarebbero tre o quattro Paesi disponibili ad accogliere una parte delle persone a bordo della nave. (agg. di R. G. Flore)

INDAGATA LA CAPITANA CAROLA RACKETE

Un invito a comparire è stato notificato al capitano della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, dalla guardia di finanza. Lo riporta Tgcom24, sottolineando come le fiamme gialle si trovino in questi minuti a bordo della nave Ong ferma a mezzo miglio da Lampedusa per eseguire una perquisizione. In arrivo nella località siciliana anche il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, che nel pomeriggio dovrebbe interrogare la comandante. Nel frattempo Carola Rackete ha anche risposto a chi le faceva osservare che Matteo Salvini la considera la “nemica numero uno”:”Non ho letto i suoi commenti, non ho tempo. Ho 40 persone, più 20 di equipaggio, quindi 60 persone di cui occuparmi. Mi tengono occupata giorno e notte, Salvini si metta in fila. Affronterò tutto con il supporto dei legali della Ong, ora voglio solo le persone a terra”. (agg. di Dario D’Angelo)

VIMINALE: “GARANZIE PRIMA DELLO SBARCO”

Importanti aggiornamenti sul fronte Sea Watch 3. Dopo le parole del premier Giuseppe Conte, arriva la conferma della Farnesina: sono cinque i Paesi europei disposti ad accogliere i migranti a bordo dell’imbarcazione che batte bandiera olandese. Ecco la nota del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: «Un forte grazie ai Governi di Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e al Commissario europeo Avramopoulos per la risposta positiva per le persone a bordo della Sea Watch». Prosegue il duello a distanza con l’Olanda, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha ribadito a Un giorno da Pecora: «Educatamente parlando: il comportamento del governo olandese è vergognoso. Se ne stanno fregando altamente, vedete voi…». Fonti del Viminale precisano inoltre: «La linea dura del governo italiano funziona, in europa qualcosa si muove. e chi ha disubbidito alle leggi italiane, pagherà. Il no allo sbarco e la linea dura del governo italiano e del ministro dell’Interno Matteo Salvini in particolare iniziano a dare i primi frutti. Alcuni Paesi europei stanno confermando la disponibilità ad accogliere rapidamente gli immigrati attualmente a bordo della SeaWatch. Prima di sbloccare la situazione, però, si attendono precise garanzie su numeri, tempi e modi. Il governo è determinato a perseguire chiunque abbia infranto la legge: dovrà pagarne le conseguenze. Rimane vergognoso il silenzio delle autorità olandesi», riporta la Lega. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CONTE: “4 PAESI DISPOSTI AD ACCOGLIERE MIGRANTI”

Potrebbe sbloccarsi a breve la situazione della Sea Watch 3, l’imbarcazione della Ong che da giorni si trova al largo di Lampedusa in attesa dello sbarco. Stamane ha parlato il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che da Osaka, dove è in corso il G20, ha spiegato: «Non posso anticipare nulla – le parole riportate dall’edizione online de Il Fatto Quotidiano – ma posso dire che ci sono tre o quattro paesi disponibili alla redistribuzione dei migranti della Sea Watch». Nel dettaglio, come confermato anche dalla Farnesina, sarebbe in corso la procedura di redistribuzione dei 40 migranti ancora a bordo della nave, fra Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, e pare che anche altri stati dell’Unione Europea abbiano dato la propria disponibilità. Sulla vicenda si è espresso nuovamente anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ai microfoni dell’Agorà, su Rai 3, ha spiegato: «Se l’Ue fa quello che deve fare e l’Olanda pure, se tutti fanno il loro dovere il caso si chiude in qualche ora e gli italiani tornano a occuparsi di altro». Peccato però che i Paesi Bassi non sembrano essere stati molto collaborativi, anche perché gli stessi non hanno nessuno obbligo nei confronti della Sea Watch, anche se questa batte bandiera orange. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SEA WATCH 3: DUE SBARCHI D’URGENZA

Continua a tenere banco il caso della Sea Watch 3, l’imbarcazione della Ong che lo scorso 12 giugno aveva soccorso 53 migranti al largo della Libia, e che si è avvicinata sempre più al porto di Lampedusa, forzando il blocco imposto dal governo italiano. Come riferito stamane da numerosi organi di informazione, due migranti sono stati fatti scendere per via delle loro condizioni fisiche: si tratta di un ragazzo di minore età e di un’altra persona, che sono stati trasferiti a terra. A bordo sono rimasti in 40, ma la situazione sta divenendo sempre più difficile per ovvi motivi: scarseggiano i viveri, il caldo torrido di questi giorni, e il fatto di dover stare a lungo in mare con tutto ciò che ne consegue per chi non è abituato a continuare ad ondeggiare. Matteo Salvini ha continuato a ribadire la propria tesi, specificando che la Sea Watch 3 verrà fatta entrare nel porto solamente se l’equipaggio sarà arrestato e la stessa imbarcazione sequestrata.

SEA WATCH 3: SITUAZIONE DI STALLO

Un’altra condizione fondamentale è che i 40 migranti ancora a bordo vengano ricollocati in tutta Europa. A riguardo si è tenuto un lungo colloquio nella giornata di ieri ad Osaka, in Giappone, in occasione del G20, fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il premier olandese Mark Rutte. La nazione dei tulipani, nonostante la Sea Watch 3 batta bandiera olandese, ha fino ad ora rimandato al mittente ogni proposta di accogliere i migranti a bordo, ma non è da escludere che dopo il vis-a-vis fra i due premier la situazione si possa essere sbloccata. Intanto da segnalare che la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo nei confronti di Carola Rackete, la giovane comandante della Sea Watch, che due giorni fa ha violato il blocco: nei suoi confronti l’accusa è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra.

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