Selvaggia Lucarelli Vs Barbara D’Urso/ “Cachet dei suoi ospiti da 7 a 50mila euro”

- Stella Dibenedetto

Selvaggia Lucarelli critica la televisione di Barbara D’Urso in un lungo editoriale e svela i cachet degli ospiti dei suoi programmi.

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Selvaggia Lucarelli contro Barbara d'Urso
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Selvaggia Lucarelli svela i cachet degli ospiti di Barbara D’Urso in un lungo editoriale pubblicato sul portale TPI in cui analizza la televisione della conduttrice di canale 5 che, con i suoi programmi, è ormai diventata la regina di Mediaset. Approfittando della critica mossa da Lucio Presta a Barbara D’Urso e alla sua televisione, la Lucarelli spiega i motivi per i quali considera sbagliata la televisione di Barbara D’Urso in un momento delicato come quello che si sta vivendo a causa dell’emergenza coronavirus. “Possibile che mentre c’è da raccontare il mondo che cambia forse per sempre, Videonews lasci ore e ore di palinsesto a una conduttrice che fa vedere al pubblico come ci si lavano le mani citando la Dottoressa Giò, anziché ai tanti giornalisti che lavorano nei tg, in redazione, dietro le quinte?“, scrive la Lucarelli.

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SELVAGGIA LUCARELLI: “GLI OSPITI DAI BARBARA D’URSO PAGATI 7, 30, 50MILA EURO”

Nel suo editoriale, Selvaggia Lucarelli punta il dito non solo contro Barbara D’Urso, ma anche contro i suoi ospiti che, tuttavia, accetterebbero di partecipare alle trasmissioni della D’Urso per i cachet. Stando a quello che scrive la Lucarelli, infatti, a Non è la D’Urso, gli ospiti riceverebbero cachet che non sarebbero riconosciuti in altre trasmissioni. “La D’Urso può contare su un ventaglio di ospiti terrificanti, avanzi di balera che non hanno nulla da perdere, sintonizzati sul registro delle sue trasmissioni e va bene. Ma qua e là, nei suoi salotti, si intravedono anche giornalisti e/o persone rispettabili”, scrive la Lucarelliche poi svela il valore della somma che sarebbe garantita ai vari ospiti. “lì ci sono cachet che non esistono in nessun altro talk televisivo e se puoi pagare qualcuno 7, 30, 50 000 euro, è anche comprensibile che alla fine chi teme la carestia ceda. Però alla fine i programmi non li fa chi li conduce, ma chi ci va, e quindi i suoi complici sono parecchi“, scrive ancora.

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