Senegalese picchiato in spiaggia, difeso da figlio aggressore/ “Salvato da un bimbo”

- Niccolò Magnani

25enne senegalese picchiato e insultato in spiaggia perché nero: un bimbo di 8 anni, figlio di uno dei due aggressori albanesi, lo ha difeso “c’è posto per tutti”

senegalese picchiato in spiaggia in Toscana
Mamady Dabakh Mankara, 25enne picchiato in spiaggia a Castiglion della Pescaia (foto Facebook)

Increscioso fatto di cronaca avvenuto nei giorni scorsi in Maremma contro un 25enne senegalese regolarmente residente in Italia da 4 anni: nella splendida spiaggia di Castiglione della Pescaia il Comune ha messo a disposizione alcuni gazebo per contrastare l’estate torrida e succede così che sabato nella spiaggia locale il 25enne Mamady Dabakh Mankara, assunto in una cooperativa di Grosseto che si occupa di ragazzi disabili, viene attaccato, insultato e picchiato per il solo fatto di essere di colore da due albanesi anche loro con il telo sdraiati sotto il gazebo. «Sono frastornato e amareggiato, andrò a fare denuncia dai carabinieri. Fanno male le botte ma ancora di più hanno fatto male gli insulti», ha spiegato il 25enne al Tirreno dopo essersi fatto medicare le ferite curabili in 7 giorni. Botte e insulti davanti agli occhi esterrefatti degli altri bagnanti, con un intervento inatteso da parte di un bimbo di 8 anni, figlio di uno dei aggressori: «Possiamo stare tutti in spiaggia» avrebbe detto il ragazzino cercando di calmare e portare via il padre infuriato contro il senegalese.

«MI HA DIFESO UN BIMBO DI 8 ANNI»

«Qui non ci puoi stare, vai via. N***i di m… qui non ci dovete stare, voi ne** venite qui a violentare le nostre bambine, le nostre donne» avrebbe detto l’aggressore albanese prima di sferrare un pugno sul volto del giovane originario del Senegal. Mamady ora denuncerà i due aggressori e al QN racconta la sua terribile esperienza nella spiaggia toscana: «Quando l’uomo si è avvicinato a me e ai due miei amici, anche loro senegalesi ed entrambi minorenni, e ha iniziato ad offenderci, il bambino che avrà avuto 7-8 anni lo ha seguito e lo ha preso per mano cercando di riportarlo via», spiega il ragazzo confermando il gesto sensibile venuto da un bambino piccolo davanti alla follia razzista del padre. «Ha detto al padre di lasciare stare, che lì c’era posto per tutti e che noi potevamo restarci. Ha provato a fermarlo», spiega ancora Mamady ringraziando quel bimbo di averlo in qualche modo salvato, «l’uomo si è allontanato, ma poi è tornato indietro e mi ha colpito, insieme all’amico che era con lui sotto al gazebo». Dopo l’assalto, altri due ragazzi ventenni toscani sono intervenuti in sua difesa allontanando i due aggressori: «mi ha ferito il comportamento dell’uomo quando sono arrivati i carabinieri in spiaggia», racconta ancora al QN il senegalese, «Ha detto: ’Allora dai, facciamo la pace, ti invito a pranzo’. Come se pensasse che portandoci al ristorante avrebbe potuto rimediare. Questo atteggiamento mi ha offeso e ferito». Raggiunto da Rai News24 per un ulteriore commento, Mamady ha lanciato un breve appello «Nella vita siamo tutti uguali per la pelle, quello che ci distingue è l’uso del cervello».

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