SERENA DANDINI/ Le origini nobili e la ribellione: “Sono stata anche hippie”

- Rossella Pastore

Serena Dandini parla della sua giovinezza e del suo rapporto col piccolo schermo. Ancora oggi fatica a trovare il suo posto nel mondo (Rai e non solo).

Serena Dandini
La conduttrice Serena Dandini

Le donne, per Serena Dandini, sono come le rose: “sopportano le avversità e rifioriscono sempre, anche senza cure”. È per questo che vuole omaggiarle (e omaggiarsi) con Valorose, il nuovo programma che andrà in onda su Sky Arte sfruttando la sua breve parentesi di assenza dalla Rai. La televisione pubblica le sta ancora stretta. Non è un mistero che mediti di andarsene, un’altra volta, e poi magari di ritornare, un’altra volta, per riconfermarsi come quella rosa (ops, donna) che cresce pure se incolta. “Diciamo che in Rai farò un ultimo tentativo. Il resto è faticoso, non ho problemi a dirlo”. L’unico problema di Serena è sempre stato l’incomprensione: “La prima volta che andai in video mi avevano truccata, vestita, mi guardai allo specchio e mi misi a piangere. Dicevo: ma chi è? Allora, ho fatto il giuramento di Via col vento: giuro su questa terra che, se devo fare tv, devo essere me stessa, se no, soffro troppo. Ribellarsi agli stereotipi, all’inizio, è stato molto duro. Tanto che pensavo di fare solo regia o scrittura, di non apparire”.

Il problema parità per Serena Dandini

A detta di Serena Dandini, in tv non c’è ancora parità. Quello che manca alle donne è “il diritto all’imperfezione”. Ginger Rogers deve fare tutto quello che fa Fred Astaire, ma sui tacchi e all’indietro. “Noi, per essere accettate, dobbiamo fare i fenomeni da circo, essere superbrave e pure superbelle e supermamme. Avremo la vera parità quando saremo accettate coi nostri difetti”. E lei, di difetti, ammette di averne almeno qualcuno: “Intanto, fisicamente non ero mai nello stereotipo televisivo. Già la tv ingrassa di suo, ma io sono pigra, non faccio sport e preferisco vivere. Dopodiché, sono perfezionista, ossessionata dal controllo: cose considerate professionalità in un uomo ed ‘essere rompiscatole’ in una donna”. I pregiudizi sono ancora tanti: “Spesso e volentieri, ai convegni, mi chiedono ‘ma chi scrive le cose che dici?’. Io le scrivo! L’autorevolezza per un uomo è scontata, ci nasce col fiocco celeste. Tu te la devi conquistare”.

La Serena Dandini “ribelle”

Nell’intervista rilasciata a Sette, Serena Dandini parla a lungo anche della sua adolescenza. La conduttrice ha vissuto quel periodo in un contesto particolare, “un mondo di signorine dabbene, di calzini bianchi, di buone maniere”. Un background di un certo livello, insomma, degno di una famiglia nobile in cui era destinata a diventare “contessa”. “Però, ero la più piccola ed ero sfuggita di mano”, spiega ancora Serena. “Per fortuna per la mia crescita mentale, mio padre è un meraviglioso personaggio che si è mangiato tutto e mi ha lasciato in eredità il sense of humor“. Strano a dirsi, ma la Dandini è stata anche hippie: “A un certo punto, ero andata a vivere in campagna. Non mi sono fatta mancare nessuna esperienza della mia generazione: galline, cavalli, cani, senza luce, solo candele e gruppi elettrogeni”.

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