Sergio Rossi morto per Coronavirus/ Re calzature lusso: “Portava l’Italia nel mondo”

- Silvana Palazzo

Sergio Rossi, morto per Coronavirus il “re” delle scarpe italiane. L’imprenditore ricordato con affetto da Riccardo Sciutto: “Un maestro”. Cordoglio anche dal mondo politico

sergio rossi
Sergio Rossi
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Il Coronavirus si è portato via nelle ultime ore anche Sergio Rossi, nome storico del comparto calzaturiero di lusso italiano e apprezzato ovviamente dal pubblico femminile. L’85enne fondatore dell’omonimo gruppo si è spento infatti presso l’ospedale “Bufalini” di Cesena dove era ricoverato. E a ricordarlo in una nota, oltre ai suoi famigliari e a chi ha lavorato con lui per una vita esportando un vero e proprio modello di manifattura in tutto il mondo (fino a quanto nel 1999 non cedette il 70% della sua azienda ai Gucci), è anche la politica. In un comunicato congiunto, infatti, la senatrice Anna Maria Bernini e il coordinamento regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna ha espresso dolore per la sua morte e vicinanza a Nicola per la perdita del nonno. “Sergio Rossi ha testimoniato con la vita la sua dedizione, l’impegno e il sacrificio portando alto il nome del made in Italy nel mondo” si legge nella nota che si conclude auspicando che il ricordo di Sergio Rossi possa sempre restare “vivo e fulgido”. (agg. di R. G. Flore)

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IL CORDOGLIO DEL SUO GRUPPO

Grande cordoglio per la scomparsa di Sergio Rossi, morto all’età di 85 anni dopo aver contratto il coronavirus. Il re delle calzature femminili è stato ricordato con grande commozione da Riccardo Sciutto, CEO del Sergio Rossi Group: «Sergio Rossi è stato un maestro ed è un grande onore averlo incontrato. La sua visione e il suo approccio rimarranno la nostra guida nella crescita del marchio e del business. Amava le donne ed era in grado di catturare la femminilità di una donna in un modo unico». Questo l’omaggio dell’ex ministro Valeria Fedeli: «Aveva contratto il coronavirus. Ci ha lasciato Sergio Rossi, maestro delle scarpe femminili, protagonista del Made in Italy conosciuto in tutto il mondo. Le mie condoglianze alla famiglia, ai collaboratori e dipendenti dello storico calzaturificio». (Aggiornamento di MB)

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ADDIO A SERGIO ROSSI, SCONFITTO DAL CORONAVIRUS A 85 ANNI

È morto Sergio Rossi, il re delle scarpe a San Mauro Pascoli. L’imprenditore è una delle vittime del coronavirus. Non ce l’ha fatta a superare l’infezione da Covid-19, malattia a cui era risultato positivo. Il re delle calzature è morto nella serata di ieri, giovedì 2 aprile all’ospedale Bufalini di Cesena, dove era ricoverato da giorni. Le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate. Tanti i messaggi di cordoglio sui social per la sua scomparsa. Il sindaco di San Mauro, Luciana Garbuglia, sul decano del calzaturiero ha spiegato che si tratta di «una grande perdita per la nostra comunità», ma ha anche evidenziato la sua eredità: «Ci lascia dei valori importanti, un imprenditore che ha dato lavoro ai tanti sammauresi. Ha creato un brand che si è distinto in tutto il mondo, ma voglio ricordare che è stato anche per molti anni presidente del Cercal, per dare impulso all’insegnamento e alla formazione delle nuove generazioni».

SERGIO ROSSI, MORTO PER CORONAVIRUS “RE” SCARPE ITALIANE

La stessa azienda di Sergio Rossi nei primi giorni dell’emergenza coronavirus in Italia aveva deciso di dare il suo contributo. Aveva infatti donato 100mila euro all’ospedale ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano. Il noto imprenditore calzaturiero, uno dei maestri del distretto di San Mauro Pascoli, aveva avviato la sua attività nel dopoguerra. Risale agli anni Sessanta la sua prima collezione che lo fece conoscere in tutto il mondo, permettendogli di diventare uno dei protagonisti del Made in Italy. La celebre rivista Vogue scrisse dell’azienda: «Divenne ben presto sinonimo di qualità italiana e design classico femminile». Sono tante le stelle del cinema che hanno indossato le sue creazioni, a partire dall’attrice Anita Ekberg nella Dolce vita. Commovente l’ultimo saluto della sua famiglia: «Con il fuoco inestinguibile della tua passione, ci hai insegnato che non ci sono limiti per chi ama ciò che fa. Addio maestro».

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