Serie A/ Campionato dimezzato ma tanti gol: emozioni al tempo del Coronavirus

- Alfredo Mariotti

ALFREDO MARIOTTI commenta le poche partite di Serie A giocate nel weekend: preoccupa l’emergenza Coronavirus, pioggia di gol però con Atalanta e Roma

Zapata Serie A Atalanta
Duvan Zapata (LaPresse, 2019)

Continua un campionato di calcio oramai reso irrazionale dalla Lega Serie A, non so fino a che punto spinta dalle autorità di governo. Esiste il grande problema dell’Italia colpita, nella sua parte più industriale, da un virus rapidissimo nel propagandarsi, ma non così letale come i media e la istituzione hanno, forse prese da eccessiva paura, eccesso di zelo e passerella, lasciato passare comunicazionalmente. La Lazio, con una rapida vittoria in venti minuti sul Bologna, è balzata in testa alla classifica essendo stata annullata e rinviata al 13 maggio (!) la gara madre di tutte le gare, il derby d’Italia fra gobbi e bauscia. Ora la Juventus si trova al secondo posto e l’Inter terza a otto punti dalla vetta avendo, in arretrato, anche la partita della scorsa settimana contro la Sampdoria. Capisco che la tegola, arrivata improvvisamente o quasi la scorsa settimana sul campionato, abbia costretto le autorità calcistiche a sospendere le gare che rimanevano da giocare, ma questa settimana si aveva tutto il tempo per definire: o si gioca tutti o nessuno in Serie A. Quale è la ratio della decisione presa? Non si gioca a Torino o Milano ma chi assicura che all’incontro Lazio vs Bologna non assistessero lombardi o veneti?

Non è il caso peggiore perché sento le aziende segnalare che, oltre alle difficoltà economiche, già chiare da qualche mese, nessuno Stato estero accetta la visita dei nostri compatrioti e non c’è alcun rappresentante di azienda estera che accolga inviti in Italia. Purtroppo al problema sanitario, il più grave perché colpisce le persone, si unisce una crisi economica che può divenire devastante per aziende e famiglie. Dobbiamo ricuperare immagine all’estero, siamo un paese esportatore. Suggerisco che le nostre ambasciate organizzino incontri, conferenze stampa, mostrino video per rappresentare la vera Italia, non quella oggi percepita. Il nostro Ministro degli Esteri deve organizzarsi affinché lui stesso e suoi delegati o testimonial credibili girino il mondo per sottolineare che l’Italia non è un pericolo, anzi! Non parliamo poi del turismo, chi verrà da noi? Va fatto un progetto di comunicazione investendo tutto il possibile.

Napoli, una delle più belle città del mondo, non deve veder diminuire la propria attrattività turistica per errate interpretazioni che gli stranieri fanno di quanto da noi comunicato. In questa giornata, la squadra partenopea ha surclassato un Torino in piena crisi. O richiamano Mazzarri dagli ozi di San Vincenzo, oppure la stagione del Torino in Serie A sarà miserrima. Il medesimo discorso vale per Cagliari e tutta la Sardegna. E’ dannoso pensare che le aree colpite siano solo nel nord del Paese; l’Italia è un puntino rispetto al globo terrestre, distinguere la distanza fra Lodi e Cagliari, per un cinese o un americano, è perlomeno difficile. Se sente Italia, vale da Bolzano a Lampedusa. Contro la Maggjca, il Cagliari è passato immeritatamente in vantaggio con una rete splendida di Joao Pedro. Poi la Roma, con doppietta di Kalinic ritornato in goal dopo quasi due anni, ha rimontato. Secondo tempo a fasi alternate e vittoria romana 3-4, atta a tenere in pista i capitolini per la Champions. La squadra è parsa in ottima forma e concentrata, gli isolani hanno avuto momenti migliori. Buona partita di Rog e ottimo Mkhitaryan.

In Lecce vs Atalanta è stata ammirevole la capacità del Lecce di soffrire e di sapersi aiutare l’un l’altro. Finché i giallorossi ce l’hanno fatta fisicamente anche la Dea, complesso nettamente superiore, non ha trovato modo per passare. Dominava in tutti i reparti ma il muro leccese pareva insuperabile. Finché Donati, difensore leccese, anche infastidito dal vento, ha piazzato un’autorete così clamorosa da far impallidire il re dell’autogoal, il cagliaritano Comunardo Niccolai, anni 70. Da quel momento tutto, per l’Atalanta, pareva divenuto facile. Ma i nerazzurri non avevano tenuto conto della resilienza pugliese e della volontà di Donati di rifarsi. Sono andati sul doppio vantaggio ma prima Saponara, magnifica rete, poi una ‘lecca’ di Donati e il primo tempo è terminato sul 2-2. Ad inizio ripresa i bergamaschi sono entrati con impressionante determinazione e hanno fatto uno sfracello del povero Lecce. Punteggio più che tennistico. Con questo è riassunta la triste “mezza” giornata calcistica di Serie A; la confusione è veramente grande in tutti i settori della nostra società. Il calcio, si sa, non è avulso da essa.

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