Serie A/ Inter “normale” ma arriva comunque il poker, Milan davanti “di rigore”

- Alfredo Mariotti

Serie A, il punto di Alfredo Mariotti sulla 20^ giornata di ritorno: il Milan vince anche a Bologna ma l’Inter tiene il passo con il poker al Benevento, anche la Juventus non vuole mollare.

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Serie A, 20^ giornata: l'Inter ha schiantato il Benevento (Foto LaPresse)

Suona la campanella per l’inizio del girone di ritorno in Serie A e, come in quello d’andata, il Milan riceve l’opportunità della prima rete su rigore: tredicesimo in questo campionato. Il grosso svedese se lo fa parare ma Rebic ribatte in rete. Da meravigliarsi: il rigore c’era. Il primo tempo stava trascorrendo tranquillo, i casciavit – superiori nel giro palla – stavano giochicchiando meglio del Bologna che però si difendeva con sufficiente tranquillità. Fino al rigore assegnato per un inutile fallo su Leao che l’ha sbloccata, la partita pareva indirizzata allo zero a zero. Appena iniziata la ripresa subito altro rigore per i rossoneri trasformato da Kessie. Altri dieci rigori e lo scudetto sarà al sicuro. Poi finale da brivido: con il Bologna che attaccava, i milanesi sono parsi in piena crisi e, dopo aver ottenuta una bellissima rete, i felsinei hanno avuto un paio di occasioni per pareggiare. Donnarumma migliore in campo. Comunque Pioli è riuscito a trasformare il Milan: è di gran lunga la squadra che avanza con il miglior palleggio, invidiabile velocità e compattezza nel difendersi.

Nel contempo il presidente Fico ha iniziato gli incontri per capire se nel Parlamento esiste una maggioranza che possa costituire il Governo. Però una domanda: le persone che salgono al Colle chi rappresentano? L’impressione è che i vecchi corpi intermedi, i partiti, intesi come entità capaci di rappresentare i bisogni della società, non esistano più per cui fare politica all’interno degli attuali gruppi pare un passaggio per accedere a posti di potere. Fare il parlamentare non è più un punto di arrivo ma un mezzo. La forza oggi è più nei sistemi finanziari e governare può rendere più agevole esserne in contatto e poter trattare per discutere l’utilizzo di tutti i fondi che l’UE ha reso disponibili affinché il COVID non affossi gli stati. Il Paese è in profonda crisi economica e, come sempre, lo comprendiamo guardando il calcio.

Non c’è più un centesimo, nessun colpo pagato “in contanti” avverrà in questa sezione di calciomercato, le squadre sono costrette a implorare i fondi di investimento di salvarle. La Serie A sopravvivrà con i diritti televisivi, se le famiglie disporranno di denaro per rinnovare gli abbonamenti a Sky &co, ma tutto il resto dello sport rischia di sparire distruggendo migliaia di posti di lavoro. Questo campionato potrebbe essere indicativo per il futuro, oggi spettatori impossibilitati a frequentare gli stadi, domani non più disponibili a spendere per partecipare.

Fingiamo di godere e divertirci con quello che abbiamo. Così hanno fatto i tifosi delle gobbentruppen a Marassi sparando fuochi artificiali fuori dallo stadio. La partita di Serie A contro la Samp non ha aggiunto nulla di considerevole nel giudizio che si ha della Juve: i blucerchiati sono stati dei buoni sparring partner. Hanno sparato qualche colpo ma preso un sacco di botte. Dopo venti minuti Chiesa li aveva già perforati e loro non hanno mai dato l’impressione di poter recuperare, anzi hanno continuato a subire il pressing dei torinesi. Solo nella ripresa i genovesi hanno avuto una decina di minuti di sussulti, poi raddoppio juventino. Buono il rientro di Chiellini che pare totalmente ricuperato, Ronaldo ha giocato meglio da rifinitore che da goleador.

Diversa la gara dei bauscia: senza fare grandi cose hanno segnato sei reti di cui due annullate, colpito un palo e mostrato un ottimo Eriksen che, posizionato davanti alla difesa quale regista, ha distribuito palloni e tirato a rete mostrando gran parte della sua classe. Potrà giocare in sostituzione o assieme a Brozovic, e per la Beneamata è un grande valore aggiunto. Non ha giocato benissimo Lukaku ma ha realizzato una doppietta con una seconda rete da cartolina. Il Benevento si è presentato cercando di fare gioco ma troppa la differenza in campo fra le due squadre. Comunque si è mostrato un buon complesso che potrà raggiungere il traguardo che si è prefisso, la salvezza in questa Serie A.

Doccia gelata per Gasperini: la Dea ha dato l’impressione di essere entrata in partita, contro la Lazio, solo a metà ripresa. Però, dopo aver dimezzato lo svantaggio, si è buttata tutta in avanti sicura di trovare il pareggio e, così facendo, ha concesso spazio ai biancocelesti per possibili contropiede. Gli uomini di Simone Inzaghi ne hanno subito approfittato per chiudere l’incontro con una facile rete di Muriqi. L’Atalanta non aveva i due esterni d’attacco titolari e si è visto. Si fa sempre più difficile la posizione del Parma: contro il Napoli non è esistita se non per mezz’ora nella ripresa. Non ha attacco e senza goleador è impossibile vincere. Con il Crotone è sicuramente la maggior candidata alla retrocessione. I partenopei passavano fra i ducali come il coltello nel burro; in occasione della prima rete degli azzurri Elmas, non un Messi, ha dribblato quattro parmensi in un fazzoletto di terreno e messa la palla in rete indisturbato. Il Napoli non ha fatto niente di speciale, si è allenato per affrontare l’Atalanta, in settimana, per la Coppa Italia.

La Maggica ha sotterrato il Verona in dieci minuti: dal ventesimo al trentesimo ha mollato tre schiaffoni al pur ottimo portiere veronese. Purtroppo si è infortunato Smalling che, solita fortuna dei gobbi, sarà assente contro la Juve nel prossimo turno. La Roma deve risolvere il problema Dzeko: non può tenerlo fuori per tutto il resto del campionato di Serie A. C’è da dire che i sostituti stanno giocando alla grande ma il bosniaco, sia per i colpi di testa che per far risalire la squadra, è un plus irrinunciabile.

Non possiamo concludere senza toccare il tema della tragedia mondiale: il covid. È stato fatto un grande sforzo per rendere disponibile il vaccino per abbatterlo ma ora ci si accorge che non ci sono abbastanza siti produttivi per rispondere adeguatamente alla domanda. Bisogna muoversi subito, non debbono esserci brevetti o licenze che tengano. Gli studi sono stati fatti utilizzando finanziamenti statali e nell’interesse di tutti i cittadini del mondo. Ciò detto, le aziende che hanno sviluppato i vaccini debbono, giustamente, ricevere redevances ma la produzione deve essere possibile in tutte le imprese farmaceutiche organizzate e capaci di prepararlo. Abbiamo bisogno, se si vogliono salvare vite umane, di affrettarci, affrettarci, affrettarci!

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