SEX PISTOLS/ “Lonely boy”, il biopic ‘punk’ di Danny Boyle

- Paolo Vites

In arrivo un film documentario in sei episodi sui Sex Pistols diretto da Danny Boyle

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Johnny Rotten oggi

Fu o no “la grande truffa del rock’n’roll”, come si intitolava il film diretto da Julian Temple uscito nel 1980, in cui Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, racconta la storia del gruppo di Johnny Rotten, da lui messo insieme nella boutique che dirigeva con la stilista Vivienne Westwood. Nel film di allora il gruppo viene definito costruito a tavolino da lui stesso, come un prodotto per scandalizzare e arrivare al successo mondiale, cosa che avvenne davvero. In effetti ascoltando oggi il loro unico disco, Never mind the bollocks, tutto suona tranne che un disco punk, ma un classico disco di hard rock quasi sicuramente suonato da musicisti professionisti e non da quel gruppo scalcagnato guidato Johnny Rotten. Cosa siano stati i Sex Pistols davvero, a fronte dell’autentica ondata punk che spazzò la scena rock di fine anni 70, è un mistero ancora oggi. Forse a dipanarlo ci penserà Danny Boyle, l’indimenticabile autore di quel piccolo capolavoro che fu Trainspotting, ex punk lui stesso. A inizio marzo infatti cominceranno le riprese di Pistol, un film documentario in sei episodi sul gruppo, tratto da Lonely boy, l’autobiografia del chitarrista della band Steve Jones. I protagonisti saranno giovanissimi: Steve Jones sarà il 24enne attore australiano Toby Wallace (già visto su Netflix in The Society).

Il 25enne Anson Boon (1917, Crawl) interpreterà Johnny Rotten, il 26enne Fabien Frankel il primo bassista Glen Matlock. Il secondo, Sid Vicious, sarà interpretato dal 17enne Louis Partridge, il percussionista Paul Cook da Jacob Sleter. Di tutto quel gran marasma che fu il punk, ancora oggi si ricordano soprattutto loro, come dice Enrico Ruggeri in una intervista pubblicata da Il Messaggero, uno dei primi in Italia a imitarli con il suo gruppo, i Decibels: “Genesis e King Crimson: con musicisti del genere era impossibile competere. Poi arrivarono questi ragazzini che suonavano come me o forse anche peggio: fu una rivoluzione”. La rivincita degli sfigati, dice ancora Ruggeri, ma una rivincita finita subito. I Sex Pistols durarono un anno, poi Lydon se ne andò perché stufo e Jhonny Rottern ci lasciò le penne per eroina: “Finì tutto con l’ industria discografica e l’ eroina: quando hai vent’ anni e ti riempiono di soldi, ne esci devastato”.

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