SFOOTING/ Da stupefacente ad alienante: meglio il ragù di capra che Kaprio

- Comic Astri

Due piccole notizie di cronaca: l’assoluzione di Kaprio dall’accusa di detenzione di stupefacenti e la donna rapita 52 volte dagli alieni. Con una morale

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(Pixabay)

Amici vaccinati e no, come ve la state cavando? Aficionados attendisti della prima dose, state ingannando l’attesa in modo propizio? Compañeros spasimanti della seconda, siete in procinto di cominciare a immaginare un domani più benevolo? E voi, sospiranti attendisti, virtualmente già in fila al portale informatico, avete già promosso un personalissimo countdown che conduca alla fatidica e liberatoria doppia iniezione?

Ciascuno di noi, affaccendato nelle sue faccende, elemosina un futuro migliore, un ritorno al convulso tran-tran che prima tanto disprezzavamo e oggi appare alla stregua di un miraggio difficile anche solo da immaginare.

Nel frattempo, sospesi fra un campionato di calcio finito in bagarre per un posto in Champion’s e un Europeo che potrebbe anche gonfiarci il cuore d’orgoglio, si resta tutti immersi in questa strana fine primavera, segnata da saracinesche che riaprono (quelle di bar e ristoranti), imposte (nel senso di tasse) che non si abbassano ancora e battenti che si avvicinano alla serrata: le scuole che vanno a chiudere e Mattarella che vuole andare in vacanza (definitivamente, pare).

Politica, economia, cultura, sport, arte? Latitano. E noi con loro. Ancora troppo presto per pensare alle ferie e ai green pass, forse troppo tardi per scovare lo scoop della settimana. Perciò, come potrebbero testimoniare le tantissime consorelle che ancora animano i tanti monasteri sparsi nel mondo, accontentiamoci di ciò che passa il convento: un cappuccino come Dio comanda e un paio di… spuntini di cronaca.

Un’assoluzione stupefacente. Sapete chi è Kaprio? Certamente uno che pensava di averla fatta grossa, a tal punto da sentirsi già nei panni di un Kaprio espiatorio. Eppure la sua “arte” (in tempi di buonismo imperante, concediamoglielo) l’ha salvato. Sofian Naich, questo il suo vero nome, forse non passerà alla storia (noi addirittura ci speriamo) né per i suoi pezzi (è un rapper), né tantomeno per aver preso parte lo scorso ottobre, insieme a qualche suo altro coetaneo torinese, all’assalto delle vetrine del lusso di piazza San Carlo, ma certamente dovrà ringraziare il giudice che lo ha assolto. Non solo dalle accuse di devastazione, ma anche da quelle di detenzione di stupefacenti (si noti, ben 134 volte la quantità massima consentita). La legge ha ritenuto che la droga requisita dalla propria abitazione abbia semplicemente costituito la normalissima scorta che una persona avveduta deve procurarsi, e avere sottomano, per evitarsi difficoltà di approvvigionamento, tipiche di periodi difficili come questo tribolato lockdown. Oltretutto, trattandosi di un artista, l’hashish ne avrebbe stimolato la creatività. Perciò, “… vista la giovanissima età, l’incensuratezza ed il buon comportamento processuale, gli sono state riconosciute le attenuanti generiche”. “Dura lex, sed lex”, si diceva un tempo.

Solo adesso capiamo perché i nostri pezzi sono così scadenti, le nostre battute così poco salaci, i nostri lettori sin troppo pazienti: mai sfasciata una vetrina (al massimo il vetro di una finestra, giocando a pallone), mentre farina e zucchero sono state le uniche polveri che ci hanno sin qui stuzzicato. Proprio per questo abbiamo chiesto un aiutino a Kaprio per aumentare la nostra creatività…

Una signora alienante. Paula Smith è una cinquantenne britannica di Bradford, nello Yorkshire. Fin qui nulla di strano, visto che in quell’angolo d’Inghilterra vivono molte altre donne con lo stesso cognome. Il particolare che ha reso la signora Smith degna di menzione è il suo corpo gonfio di lividi: sarebbe stata rapita dagli alieni un’infinità di volte. “Ho vissuto 52 incidenti paranormali. Non ci sono avvisi e non sento che accadrà nulla. Succede e basta”, ha confidato lei stessa nel corso del programma “Mangiare a ufo”, originalissimo reality dove i concorrenti devono presentarsi senza prenotazione in un ristorante di lusso, riuscire a sedersi a un tavolo, raccontare una storia alla X Files ed essere così credibili da consumare la lauta cena senza pagare.

Com’è possibile che una signora, fosse pure avvenente, abbia potuto destare l’ammirazione di così lontani corteggiatori, disposti a percorrere milioni di anni luce più e più volte, solamente per venire a rapirla? “No, è impossibile”, ci siamo detti.

Nel mentre abbiamo iniziato a vedere mrs. Smith prima avvolta e risucchiata da una luce bluastra, poi sollevata da due entità davvero inquietanti: testa grigia e vagamente triangolare, sormontata da tre antenne verdognole; espressione somatica del tutto assente, priva di occhi, naso e bocca, un corpo etereo di colore indefinibile. Abbiamo anche udito una voce metallica ripetere ossessivamente ipnotici fonemi che indurrebbero a pensare a un linguaggio para-klingoniano…

Ed è proprio a questo punto che “l’aiutino” richiesto a Kaprio ha esaurito i suoi effetti: il risveglio davanti alla tv è stato raddolcito dalle voci certamente più rassicuranti de “La prova del cuoco”.

La morale che se ne può trarre è una sola: al fumoso Kaprio noi preferiamo un più saporito piatto di maccheroni al ragù di capra. Quanto a voi lettori, rassegnatevi: non cercheremo più “aiutini”…

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