SFOOTING/ “Obtorto colon” e “Crasso che cola”: l’estate dei romanzi d’appendicite

- Comic Astri

Per chi ancora avverte i postumi del lockdown o ha fastidiose patologie, oltre ai medicinali, è consigliabile qualche lettura

lavoratori fragili
Immagine di archivio

Gli estenuanti colleghi di lavoro… l’interminabile coda in auto al casello… il maledetto numerino al bancone del supermercato… l’attesa sconfinata in uno studio medico (o peggio, dentistico)… l’ansia da prestazione (non vogliamo nemmeno per un attimo immaginare quale; ma è quella lì)… la sola idea di invecchiare, e male… la temperatura: troppo calda quella estiva, esasperatamente rigida quella invernale; primavera e autunno? Ahimè, non esistono più le mezze stagioni… i bambini dei vicini che urlano… l’assordante silenzio degli anziani… la Ferrari che non azzecca un gran premio… la suocera: ma quella, che c’azzecca mai?

Siete forse diventati intolleranti? E non solo al glutine o al lattosio, ma a tutte quelle situazioni -tipo… vedi sopra – che non possono portare ad altro, se non a stress, affaticamento, nervosismo? Siete, chissà, diventati allergici? E non intendiamo riferirci solo a pollini, peli di animali, muffe, alimenti e farmaci, ma a tutta una serie di frangenti – ben descritti nelle prime righe del pezzo in questione (e scusate l’autocitazione) – dai quali conseguono reazioni del vostro fisico – peraltro già provato dal lockdown e dalla convivenza forzata con persone apparentemente a voi vicine, con le quali in realtà cenate forzatamente (quasi) tutte le sere e nulla più – che potrebbero innescare fastidiose e invalidanti patologie? Se la risposta alle due domande è “si!”, allora abbiamo la soluzione che fa per voi…

Eh no, amici lettori, oramai intenti alla meticolosa composizione delle valigie (le vacanze sono alle porte), stavolta non è così. Gastrite, stipsi e altre manifestazioni intestinali volgarmente denominate squaraus, con le quali convivete fianco a fianco da mesi… quelle ve le dovete tenere. I rimedi rimangono i medesimi, questa non è mai stata una rubrica di promesse miracolose, né è nostra intenzione provarci. Tutt’al più siamo sempre stati prodighi di consigli, e anche in questo frangente faremo la nostra parte.

Perciò se i vostri sintomi sono quelli poco sopra descritti, curatevi con farmaci e, suggeriamo noi, buone letture. Perciò, accanto ai classici medicinali d’ordinanza, è sopraggiunto, ed è l’occasione giusta per proporvelo come formidabile rimedio… il romanzo d’appendicite. Nessun refuso, nessun errore di battuta. Il romanzo d’appendicite – genere letterario very trendy che si è recentemente imposto all’attenzione di critica e pubblico con discreto successo – tratta temi inerenti ai vostri sintomi, fungendo da cura: lotte intestine, contesti per stomaci forti e per lettori affamati di situazioni dove ci vuole fegato per uscire dall’imbarazzo. Siete avidi di titoli? Ve ne spariamo qualcuno, a mo’ di pillola curativa…

Obtorto colon di Tino Ileo, Regina Asciugoni editrice. Romanzo autobiografico, nel quale il giovane IIeo (chissà se il suo nome di battesimo, Tino, è l’abbreviativo di Intestino…) narra i propri tormenti di ragazzo retto, ma diverticolato. Sofferente e irritabile, Ileo affronta le vicissitudini della vita spesso controvoglia: il dolore, triste compagno di viaggio, è un passeggero clandestino destinato a fare lo stesso tratto ceco (scritto senza la “i”, il riferimento è originale, seppure un po’ scontato). Un itinerario alla ricerca di un’improbabile meta, attraverso la quale il termine “cessare” assume significati che vanno ben oltre la soglia di una porta chiusa con la scritta “occupato”. Obtorto colon è un romanzo d’esordio che accompagnerà il lettore dall’abisso della propria condizione, destinata a purgare le malefatte proprie e altrui in un crescendo carico di spasmi. Da leggere in “seduta”.

Crasso che cola di Peter Pancreas, Duodeno Press. Lo storico, originario delle Bermuda (sotto le quali tiene costantemente una pancera, estate e inverno, meglio prevenire che curare), noto soprattutto nei paesi di lingua anglofona, ambienta la propria opera nell’Antica Roma, incentrandola sulla figura realmente esistita di Marco Licinio Crasso, politico e comandante militare della Repubblica romana, console nel 97 a.C., vincitore di Spartaco, che nel 60 a.C. divenne l’autore del cosiddetto primo triumvirato, con Gneo Pompeo Magno e Gaio Giulio Cesare. La vita di Crasso è colta nel suo periodo di permanenza in Siria: tra sfarzi e lotte (immancabilmente intestine) con gli altri consoli, invidiosi della sua fama e della sua ricchezza, Marco Licinio intraprende la campagna militare contro i Parti, nella quale prende le Parti (non si equivochi: non prende le parti di alcuno, bensì rapisce le loro mogli: loro… dei Parti!). In un’estate afosa e rovente, Crasso, sofferente per una calura quasi maledetta, si ritrova spesso a riflettere al proprio destino: un sudore – abbondante e copioso, carico di angosciosi dubbi – che dà il titolo al romanzo.

Il colon infame di Peris Stalsi, edizioni Fave di Fuca. La vicenda narrata dallo scrittore rumeno, peraltro nota, fa riferimento a un processo del 1600 intentato a Milano contro due presunti untori, ritenuti responsabili del contagio, causato, quanto meno a detta delle implacabili istruttorie del tempo, dall’utilizzo di misteriosi intrugli somministrati con l’inganno a un gruppo di contadini della provincia. Gli effetti gastrointestinali devastanti sollevarono una rivolta popolare dai drammatici effetti. L’accusa in seguito si rivelerà del tutto infondata, e la calunniosa vicenda verrà alla luce molti anni dopo. Solo in punto di morte una donna di malaffare, tal Aloe Vera Riccadifibre, rivelerà a un giudice, suo amante giovanile, la tragica colpa: essere stata lei stessa la causa della ferale pandemia. Tuttavia, il processo che porta all’ingiusta condanna dei due poveri innocenti, conduce gli sventurati a un terribile supplizio: costretti per un lustro a sottoporsi alla quotidiana somministrazione rettale di Piramidone, analgesico-antipiretico di antiche origini egiziane; scagliato dai carcerieri con una balestra a un decimo di miglio (poco meno di 200 metri… che avessero già al tempo problemi di distanziamento sociale?): scopriranno a loro spese come anche un antidolorifico può procurare penose torture…

Con questi consigli di buona lettura, i comicAstri vi augurano buona estate e vi danno appuntamento a martedì 25 agosto per una nuova stagione di Sfooting.

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