SFOOTING/ “Via col Veneto”, il cinema (senza baci) ai tempi del Covid

- Comic Astri

Non tutto il cinema è stato chiuso con il lockdown. Nuove sceneggiature sono già pronte per la prossima stagione: dal “Paziente zero inglese” a “RoboCov”

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La scena del celebre bacio fra Rhett e Rossella in "Via col vento"

Rhett: Rossella, guardatemi, vi amo più di quanto abbia mai amato qualsiasi donna, vi ho atteso con una pazienza di cui sono stupito.
Rossella: Lasciatemi!
Rhett: È un soldato del Sud che vi ama, Rossella, che vuol stringervi fra le sue braccia, che vuol portare con sé il ricordo dei vostri baci. Non importa che mi amiate, manderete un soldato incontro alla morte con un dolce ricordo. Rossella, baciami, baciami ora!”.

E’ il dialogo che accompagna il bacio più famoso della storia del cinema: Rhett Butler (interpretato da Clark Gable) a quel punto bacia Rossella O’Hara (l’attrice Vivien Leigh). È la scena che ha consacrato il successo planetario di Via col vento…

Già, ma oggi? In tempi distanziati dal coronavirus i baci sono vietati, come ci giustificheremmo davanti all’Oms? Da autocandidatasi regista (e forse anche sceneggiatrice) dell’ordine salutare globale, la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha approvato (e caldeggiato) nuove modalità di saluti alternativi e creativi: tocchi complici con il gomito di sicuro effetto, inchini dal fascino orientaleggiante, sensuali e languide toccate di piedi vellutati. Perciò, la domanda sorge spontanea: anche gli attori dovranno fare attenzione a questo nuovo codice di convenevoli?

Per soddisfare la sete di conoscenza dei nostri lettori, ci siamo recati (con regolare permesso di uscita dalla regione) in quel di Thiene tra le Braccia, amena località nel Vicentino che fa del suo nome un programma per quegli innamorati che vogliano trascorrere giorni indimenticabili.

Proprio qui è in fase di produzione (ben inteso: a porte chiuse e con un rigido distanziamento che gli attori hanno saputo gestire con recitata nonchalance) il film Via col Veneto, adattamento in chiave euganea del celeberrimo kolossal americano. La trama, originalissima, è assai intrigante: Cesaretto Butleroni, un esperto rianimatore di Trebisacce (provincia di Cosenza), si offre volontario, e va a Vo’. La sua missione è facilmente intuibile: mettere la sua esperienza al servizio di una “zona rossa” e debellare il coronavirus. Ma il destino pone avanti a sé la candida Rossella Ocara – o meglio il lattescente scafandro nel quale è perennemente avvolta -, l’instancabile infermiera del reparto di terapia intensiva dell’ospedale locale. L’amore tra i due, nonostante le barriere, scocca nella sala operatoria. La sequenza, e il dialogo che ne segue, pone i due uno di fronte all’altro alla fine di un delicato intervento che li ha visti operare fianco a fianco (ma sempre ad almeno un metro di distanza…).

Cesarhett: (a due metri di distanza) Rossella, toglietevi la mascherina e osservate i risultati del mio test sierologico: sono negativo, perciò più libero di manifestare i miei affetti. Vi amo più di quanto abbia mai amato qualsiasi donna, vi ho atteso in questi tre mesi di lockdown con una pazienza che nemmeno il più spietato dei batteri…
Rossella: (con in mano un batuffolo di cotone idrofilo sterile opportunamente arrotolato attorno all’estremità di una bacchetta di vetro) Lasciatemi fare il tampone!
Cesarhett: È un rianimatore del Sud che vi ama, Rossella, che vuol toccarvi due volte con i gomiti, che vuol portare con sé il ricordo dei vostri guanti in lattice. Non importa che mi amiate, mi basta sapere che se fossi un vostro ammalato mi curereste amorevolmente. Orsù, Rossella, datemi un calcetto con il piede, solo uno calcetto, ora! (Cesarhett solleva la gamba destra, rimanendo rhitt sul piede sinistro per alcuni interminabili secondi, poverhett!).

La magia del cinema! Anche in tempi difficili, continua a farci sognare. Com’è giusto che sia. Il cinema si adatta, e continuerà a narrare le nostre storie e le nostre vicende. Tra visioni del passato, contraddizioni del presente e scenari futuristici e/o fantastici.

Perciò, amici lettori, non vi sarà da stupirsi se dopo l’estate appariranno titoli romantici come Se ti distanzi ti sposo o sentimental-drammatici come Il paziente zero inglese o polizieschi fantadistopici come RoboCov. Non ci dovranno meravigliare le saghe alla Sars Wars, né pellicole dedicate ai più piccoli tipo Peter Pandemia. E anche immarcescibili eroi dovranno rivedere i loro costumi. Che farà l’affascinante James Bond? Verrà dirottato anche lui in corsia in un intrigante Agente 007 – Dalla Rsa con amore?



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