Sharon Stone/ “Dopo la malattia molti registi non mi hanno più chiamata. Poi…”

- Anna Montesano

Sharon Stone si racconta alle pagine di Grazia e ricorda i tempi della malattia: “Nessun regista mi chiamava in quel periodo, menomale che…”

Sharon Stone
Sharon Stone (Conan, in onda su TBS)

Sharon Store si è raccontata in un’intervista rilasciata al magazine Grazia. L’attrice 62enne in questi giorni celebra 20 anni dal suo debutto sul set e prossimamente sarà protagonista in due produzioni di Netflix. E proprio parlando di cinema e desideri, la Stone confessa: “Il mio sogno a inizio carriera era uno: lavorare con il regista Martin Scorsese e l’attore Robert De Niro. E l’ho fatto (nel 1995, per Casinò, ndr). Anzi, sono rimasta sorpresa che negli anni successivi altri registi di alto livello non mi abbiano chiamata” – confida al noto magazine, per poi aggiungere – “Sì, sono stata male, ma ero perfettamente in grado di svolgere il mio lavoro. Insomma, che cos’altro dovevo fare? Per fortuna il mondo sta cambiando, ancora una volta”.

Sharon Stone e il post-epidemia: “Ecco cosa cambierà secondo me”

Ricordiamo infatti che Sharon Stone ha affrontato anche un’emorragia cerebrale a causa della quale ha rischiato di morire. Aveva 43 anni quando è rimasta per nove giorni tra la vita e la morte.  A Grazia ha parlato del suo futuro ma anche a quello dei cinema in questo periodo così complicato: “Qui negli Stati Uniti ci sono titoli che sono usciti solo in digitale. In generale abbiamo capito che c’è un mercato fatto di persone disposte a spendere per godersi un bel film in esclusiva a casa propria.” ha ammesso l’attrice. E ancora “Andare al cinema aveva perso mordente anche prima dell’emergenza coronavirus. In futuro immagino che vedere un film in sala diventerà un’esperienza ancora più costosa”. Ma cos’altro cambierà per lei dopo l’epidemia? Sharon Stone spiega: “Il modo di comportarsi della gente, il modo di lavorare, quello di vivere. Con il movimento anti molestie #MeToo avevamo avviato una rivoluzione nel rapporto tra uomini e donne che lavorano assieme, ora c’è un azzeramento ulteriore: è come se l’umanità fosse stata rispedita all’asilo, per imparare a comportarsi. Ed è importante che lo faccia, altrimenti subiremo altre sconfitte“, ha concluso.

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