“Sì a patrimoniale per l’Italia”/ Ocse invoca tassa dopo Corte dei Conti e Sinistra

- Carmine Massimo Balsamo

Torna di moda la patrimoniale, l’Ocse chiede l’introduzione della tassa e il no alla flat tax delle pmi: “Penalizza il lavoro dipendente”

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Immagine di repertorio

Sì alla patrimoniale per l’Italia: questa l’indicazione fornita dall’Ocse. Intervenuto in audizione alle commissioni Finanze riunite di Camera e Senato, il direttore del Centro di politica fiscale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Pascal Saint-Amans, ha presentato una serie di misure che potrebbero risultare utili per la riforma del Fisco.

Nel lungo intervento, Saint-Amans ha messo sul tavolo tre provvedimenti: la già citata patrimoniale sui redditi alti, l’Irpef rivista negli scaglioni più bassi e no alla flat tax per le partite Iva. Per quanto riguarda il primo punto, l’Ocse già aveva chiesto in passato l’introduzione della tassa, ma non per tutti: come spiega Il Giornale, «avere una tassazione dei capitali progressiva significa alleggerirla per alcuni e aumentarla per altri».

Ocse: “Sì a patrimoniale per l’Italia”

L’Ocse ha messo in risalto che negli ultimi anni non c’è stato movimento volto ad agevolare il risparmio e, poiché l’imposizione sul lavoro è molto alta, la ricetta per riequilibrare è la patrimoniale: «Aumentare la fiscalità sul reddito di capitale, evitando la differenza troppo grande con la fiscalità sul reddito di lavoro», ha spiegato Saint-Amans nel corso del suo intervento. E negli ultimi mesi si è parlato spesso di patrimoniale. Beppe Grillo ha inserito la tassa nel nuovo “programma” del Movimento 5 Stelle, ma anche la Corte dei Conti ha chiesto un intervento al governo. Senza dimenticare le mosse da Sinistra. L’ex ministro Provenzano, esponente del Pd, si è detto favorevole a una forma di tassazione sulle successioni che colpisca i grandi assi ereditari, mentre Fratoianni ha giustificato la proposta spiegando che si tratta di una tassa «di buonsenso, non è una rapina a mano armata».



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