SICUREZZA ALIMENTARE/ Italia eccellenza europea, ecco i dati che lo provano

- Manuela Falchero

Nella Relazione sui residui di agrofarmaci nei cibi, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare conferma l’alto livello raggiunto dal nostro Paese

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Alberto Ancora

L’Italia brilla in fatto di sicurezza alimentare. A dirlo è la Relazione annuale sui residui di agrofarmaci nei prodotti di largo consumo, pubblicata dall’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che sottolinea come il nostro Paese si ponga al di sopra della media Ue sia in termini di quantità analizzate, sia sul fronte della qualità dei risultati raggiunti.

All’interno dei nostri confini viene infatti analizzato quasi il doppio dei campioni previsti dal programma europeo come requisito minimo. Il che porta l’Italia a occupare la terza posizione in Europa per numero di campioni analizzati. Ma non solo. Lungo la Penisola viene effettuato anche il maggior numero di controlli dei residui di agrofarmaci negli alimenti. Ed è qui che emergono le migliori performance: il 97,6% delle verifiche è risultato sicuro e conforme ai limiti di legge, contro un benchmark europeo pari al 96,1%.

“Il risultato che Efsa ha pubblicato in questi giorni – afferma Alberto Ancora, Presidente di Federchimica-Agrofarma – è frutto anche del grande impegno dell’industria dell’agrofarmaco nella ricerca scientifica, volto a sviluppare prodotti da un lato sempre più efficaci per la protezione delle colture e per la tutela della salute dei consumatori, e dall’altro sempre meno impattanti a livello ambientale. Un impegno cui, va detto, si affianca anche l’alta professionalità degli agricoltori e dei tecnici del nostro Paese”.

Oltre la chimica, spazio alla tecnologia

L’ottimo riscontro incassato dal nostro Paese rappresenta anche il giusto spunto per riflettere sulla strada finora intrapresa e soprattutto sulla direzione che dovrà essere seguita nel prossimo futuro. “Gli eccellenti dati per l’Italia in tema di sicurezza alimentare e sostenibilità – spiega Ancora – ci devono aiutare a mettere nella giusta prospettiva anche i temi del dibattito europeo: è fondamentale tenere conto dei risultati raggiunti nei diversi Paesi e di quanto già fatto dall’industria e dagli agricoltori a livello nazionale”. Da qui, l’auspicio del Presidente di Federchimica-Agrofarma: “Pur condividendo appieno i principi della strategia ‘From farm to fork’, riteniamo che la sostenibilità in agricoltura non possa migliorare attraverso la semplice riduzione di input chimici, ma solo attraverso la promozione dell’innovazione e l’utilizzo combinato di tutte le tecnologie a disposizione, includendo anche quelle digitali, in un approccio sempre più integrato”.

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