Sidonie-Gabrielle Colette, storia vera Colette/ Dal tradimenti del marito al successo

- Stella Dibenedetto

La storia vera di Sidonie-Gabrielle Colette, la scrittrice francesce che ha ispirato il film Colette, interpretato da Keira Knightley.

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Colette Un amore più forte di tutto

Colette, il film diretto da Wash Westmoreland e che racconta la storia della scrittrice, attrice e critica teatrale Sidonie-Gabrielle Colette, intepretata da Keira Knightley, va in onda oggi, in prima serata, su Raidue. Colette è stata la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere i funerali di Stato. Eppure, di lei, si sa ancora poco. La sua vita è stata intensa e ricca di avvenimenti che hanno contribuito alla sua fama e alla creazione di un personaggio. Ha lottato contro i tabù femminili, non ha mai accettato le convenzioni e le restrizioni morali vivendo la propria vita in totale libertà senza dare peso al giudizio altrui. Tutto ciò non le ha impedito di ottenere importanti riconoscimenti diventando anche Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Una donna simbolo che è diventata fonte d’ispirazione per tante altre, giovani donne.

Sidonie-Gabrielle Colette: la fine del matrimonio e il successo letterario e non solo

Sidonie-Gabrielle Colette era una donna di umili origini che uno scrittore e giornalista 14 anni più vecchio di lei che la tradisce ripetutamente a cui reagisce cominciando a scrivere. Il primo romanzo Claudine a scuola, nascosto dal marito, diventa un enorme successo letterario nel 1900. Mentre il matrimonio va verso la fine, Colette comincia a scrivere di personaggi femminili libertini, si dedica al music-hall, si esibisce nuda e sposa Henry de Jouvenel. Resta incinta a 40 anni senza rinunciare alla propria carriera. Continua ad esibirsi e a scrivere dividendo l’opinione pubblica sul suo personaggio, ma ottenendo anche importanti riconoscimenti fino all’ultimo giorno della sua vita. Colette muore nel 1954 dopo una lunga malattia. A causa dei numerosi scandali di cui era stata protagonista nel corso della sua vita, la Chiesa le negò i funerali religiosi, ma la sua fama e l’incredibile successo che aveva ottenuto le perimisero di essere la prima donna ad ottenere i funerali di Stato.



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