Silvio Berlusconi/ “No a governo di unità. Biden alleato strategico, sul Quirinale..”

- Carmine Massimo Balsamo

Silvio Berlusconi sull’emergenza sanitaria in Italia: “Occorreva e occorre lavorare per adeguare le strutture sanitarie, per costruire reparti Covid e terapie intensive”

crisi di governo
Silvio Berlusconi, Forza Italia (LaPresse, 2020)

Tra le Elezioni Usa 2020 e l’emergenza coronavirus, passando sulla gestione del Governo: Silvio Berlusconi a 360° nella lunga intervista rilasciata ai microfoni de Il Messaggero. Il leader di Forza Italia ha esordito con il voto negli States e la vittoria di Joe Biden, evidenziando l’importanza dei rapporti transatlantici per la gestione di importanti sfide come la tutela dei comuni interessi commerciali con la Cina al consolidamento della Nato: «L’America per noi è un grande alleato strategico, con il quale condividiamo valori e interessi. La vicinanza e la gratitudine verso gli Stati Uniti, da sempre garanti della libertà nel mondo, non verranno mai meno».

Silvio Berlusconi non ha risparmiato critiche al Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria, secondo il Cav i giallorossi potevano arrivare più preparati a questa seconda ondata di contagi: «Occorreva e occorre lavorare per adeguare le strutture sanitarie, per costruire reparti Covid e terapie intensive, per predisporre un tracciamento serio e dettagliato, per formare nuovo personale. Continuo a non capire come si possa rifiutare di utilizzare i fondi del Mes che servirebbero proprio a questo scopo».

Questo non è il momento delle polemiche, ha evidenziato Silvio Berlusconi, ma quello di unire gli sforzi guardando al futuro. La priorità diventa la gestione dell’emergenza sanitaria e poi di quella economica, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, che si è espresso così sull’ipotesi di un governo di unità nazionale: «L’unità nazionale deve esistere intorno alle istituzioni. Un governo di unità nazionale non è possibile né auspicabile. Quello che occorre invece è uno sforzo concorde di tutte le forze politiche, ma anche del resto della classe dirigente del Paese, dall’imprenditoria alla cultura, per uscire da questa situazione».

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