Silvio Orlando e la malattia della mamma/ “La sua morte per tumore un tabù”

- Dario D'Angelo

Silvio Orlando e la malattia della mamma, morta di tumore quando aveva soltanto 9 anni. L’attore per lungo tempo ha preferito non parlarne perché:..

Silvio Orlando
L'attore Silvio Orlando

Siamo abituati a conoscere un Silvio Orlando ironico e divertente, per quanto nella sua vita attoriale le interpretazioni di carattere drammatico siano probabilmente quelle che più hanno lasciato apprezzare il suo grande talento recitativo. Eppure non tutti sono a conoscenza della pagina tragica che ha segnato la vita di Silvio Orlando, ospite oggi di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Stiamo parlando della malattia della madre, un cancro di cui lo stesso Orlando ha preferito a lungo tacere, tenendo riservato il proprio dolore. Qualche settimana fa, intervistato da Il Corriere della Sera a margine della serata al Festival di Giffoni, Orlando ha deciso però di abbassare le difese: “Per tanto tempo non ne ho mai parlato. Non riuscivo proprio. Il suo tumore era un tabù, era un richiedere pietà e condiscendenza, le cose che detesto di più…Le zie o pseudo zie che ti dicono chiamami mamma…Non ho mai ceduto a queste suggestioni“.

L’infanzia difficile di Silvio Orlando

Un infanzia difficile, come può esserla quella di chi perde la mamma all’età di 9 anni, quella di Silvio Orlando. Alla difficoltà di crescere senza il punto di riferimento materno, infatti, si è aggiunta anche la sofferenza inflitta dalle prese in giro riservategli dagli altri bambini. A quell’età si sa, le parole dei compagni di classe possono essere causa di grande dolore, e Silvio Orlando non era evidentemente provvisto dei mezzi necessari a superare quegli sfottò ingenerosi. A questo riguardo, sempre a margine del Festival di Giffoni, Orlando ha raccontato l’impatto che la perdita di sua mamma ebbe sulla sua infanzia: “Quando sono diventato orfano, a scuola le maestre mi alzavano i voti, le bambine mi davano i bacetti, i bambini mi hanno cominciato a considerare. Il giorno che in classe arrivò un altro orfano, il mio nuovo status scemò“.



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