Mihajlovic, verso trapianto midollo?/ Video, “prospettiva migliore per sua leucemia”

- Silvana Palazzo

Sinisa Mihajlovic, il ritorno in panchina secondo l’ematologo è un buon segno ma occorre prudenza: ora la soluzione alla sua leucemia potrebbe essere il trapianto di midollo

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Sinisa Mihajlovic in panchina con il Bologna (Foto: LaPresse)

La presenza, ieri di Mihajlovic nella panchina del Bologna dopo 40 giorni di ricovero in ospedale dove sta lottando con la leucemia ha rappresentato “un buon segnale”. “E’ forte ma serve prudenza”: a parlare al Resto del Carlino è l’ex direttore dell’Istituto Seragnoli del Sant’Orsola dove il tecnico rossoblu si sta curando. “Il fatto che i medici gli abbiano dato il permesso significa che c’è una risposta positiva dell’organismo, vuol dire che con ogni probabilità ha avuto un ripopolamento del midollo”, ha aggiunto l’ematologo. Eppure al tempo stesso si tratta di un malato convalescente, dimesso da poco dall’ospedale e che quindi dovrà avere un po’ di riguardo. “Si tratta di un grosso convalescente, che verrà seguito anche a casa”, ha spiegato l’esperto. In merito alla sua situazione clinica, il luminare ha spiegato: “E’ stato fatto il primo passo verso la guarigione, ma la malattia andrà tenuta sicuramente sotto controllo. Sicuramente un paziente in questa condizione deve sottoporsi almeno a un secondo ciclo di cure, e quindi a un nuovo ricovero, in vista di un trapianto di midollo”. Questa, infatti, rappresenta la soluzione più probabile per i malati affetti da leucemia mieloide. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

POLI “SCIOCCATI”

Tuta, cappellino in testa e col volto dimagrito dopo le chemio, ma lo sguardo sempre fiero. Così Sinisa Mihajlovic si è presentato al Bentegodi per seguire Verona-Bologna dalla panchina. L’allenatore serbo non voleva perdersi la prima di campionato, quindi avrebbe forzato un po’ la mano dei medici, che non erano d’accordo con questa decisione, per lasciare l’ospedale, dove si sta curando dalla leucemia mieloide. Quindi ha raggiunto la squadra a Verona. Qui, stando a quanto riportato dal Resto del Carlino, ha tenuto la consueta riunione tecnica prima di partire per lo stadio. «Siamo rimasti scioccati, non ce lo aspettavamo, anche se ce l’aveva promesso. Siamo rimasti colpiti, ma siamo contenti che sia qui con noi, dimostra di avere un coraggio eccezionale. Ci siamo emozionati al suo arrivo in albergo», il commento di Andrea Poli prima di scendere in campo col resto della squadra. Lì anche Mihajlovic, senza neanche la mascherina sulla bocca che indossava nel pomeriggio all’uscita dall’ospedale. (agg. di Silvana Palazzo)

MIHAJLOVIC IN PANCHINA COL BOLOGNA: È A VERONA

Sinisa Mihajlovic alla guida del Bologna nel match di debutto in campionato. il colpo di scena è stato annunciato pochi minuti fa: il tecnico sarà in panchina. Dopo aver lasciato l’ospedale, Mihajlovic ha raggiunto la squadra in albergo a Verona, quindi stasera guiderà il Bologna dalla panchina. Incredibile sì, ma vero. Questo pomeriggio a sorpresa l’allenatore serbo ha lasciato l’ospedale Sant’Orsola di Bologna ed è andato a Verona per guidare i suoi ragazzi. Dopo 40 giorni ininterrotti di ospedale per la prima parte delle cure contro la leucemia, Mihajlovic regala uno straordinario colpo di scena. Ancora una volta il tecnico dimostra coraggio e grinta. Aveva garantito ai suoi giocatori che li avrebbe guidati nella prima partita di campionato e sarà effettivamente così. Ma Mihajlovic dovrà affrontare tutte le precauzioni del caso in una situazione di salute così delicata. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’allenatore ha passato infatti tutto questo periodo in una stanza del reparto oncologico in quasi totale isolamento.

MIHAJLOVIC LASCIA L’OSPEDALE PER SEGUIRE IL BOLOGNA

Sinisa Mihajlovic non tornerà solo ad allenare dal vivo il Bologna. Il suo nome infatti comparirà nella distinta ufficiale di partita e darà al tecnico le ultime indicazioni pre-partita nello spogliatoio, quindi poi prenderà regolarmente posto in panchina per l’esordio in campionato della squadra. Lo riporta il Corriere della Sera, spiegando che l’allenatore rossoblù cullava questo sogno da settimane. Ne avrebbe parlato a lungo con gli amici e la famiglia, ma soprattutto con lo staff medico che lo segue da giorni. Troppo forte il suo legame con la squadra e i collaboratori, oltre che la passione per il suo lavoro. Il programma della giornata è stato studiato dettagliatamente per evitare rischi e sforzi inutili. Ed è stato concordato con i medici del reparto di Ematologia del Policlinico Sant’Orsola, che infatti lo attendono stanotte al termine della trasferta. La guerra contro la malattia non è finita, ma una prima battaglia personale è stata vinta.



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