Siria, intesa Turchia-Usa “Cessate il fuoco”/ Stop guerra con safe zone per Erdogan

- Davide Giancristofaro Alberti

Siria, svolta improvvisa: Usa-Turchia trovano l’accordo sul cessate il fuoco. Pence-Pompeo da Erdogan “tregua di 5 giorni per consentire il ritiro dei curdi”

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Truppe turche sul confine siriano (LaPresse)

Intesa tra Turchia e Usa sulla guerra in Siria, Donald Trump soddisfatto per il lavoro svolto. «Fino a tre giorni fa non sarebbe stato possibile raggiungere questo accordo: ci voleva un po’ di “tough love” per farlo: ottimo per tutti, sono orgoglioso di tutti», il commento del tycoon statunitense, che ha sottolineato poco dopo: «Questo è un grande giorno per la civiltà. Sono orgoglioso degli Stati Uniti d’America, rimasti fedeli nel seguirmi nel percorso necessario ma in qualche modo non convenzionale. In tanti hanno provato a raggiungere questo accordo per molti anni. Milioni di vite saranno salvate. Congratulazioni a tutti». Questo l’annuncio di Mike Pence: «Grazie alla forte leadership del presidente Donald Trump, Stati Uniti e Turchia hanno raggiunto l’accordo per il cessate il fuoco in Siria». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SIRIA, ACCORDO USA-TURCHIA: “CESSATE IL FUOCO”

Novità enormi arrivano dalla Turchia dopo l’incontro tra il vicepresidente Mike Pence, il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Presidente turco Erdogan: Usa e Ankara hanno trovato l’accordo per un temporaneo cessate il fuoco che potrà divenire anche permanente e a quel punto allora saranno «eliminate le sanzioni imposte dal Presidente Trump». Lo aveva annunciato poco prima proprio il tycoon dalla Casa Bianca, «grandi novità dalla Turchia. Grazie a Pence, Pompeo e Erdogan: milioni di vite che saranno salvate». Il vicepresidente americano ha annunciato poco fa una tregua di cinque giorni nel nord-est della Siria provando a porre una fine netta al dramma in corso contro il popolo curdo al confine tra Turchia e Siria: secondo quanto riportato dallo stesso Pence, «il cessate il fuoco consentirà ai curdi di ritirarsi verso aree sicure», con gli Stati Uniti che favoriranno l’evacuazione. Il n.2 della Casa Bianca ha dunque spiegato che la Turchia otterrà una zona di sicurezza concordata con gli Usa di circa 32 km oltre il suo confine con la Siria. Ora si attende la replica di Erdogan e la sua “versione” dopo che giusto poche ore fa aveva annunciato che Ankara non avrebbe mai accettato un cessate il fuoco, cosa invece accaduto giusto qualche ora più tardi. Le speranze per la fine del conflitto breve ma già sanguinoso restano aperte anche se ovviamente non tutto è stato concluso e deciso in questo accordo siglato poco fa da Ankara. (agg. di Niccolò Magnani)

TELEFONATA CONTE-ERDOGAN “ALTA TENSIONE”

Telefonata di oltre un’ora fra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il collega turco, Erdogan. Come riferisce Il Fatto Quotidiano, è stata una chiacchierata in un cui non sono mancati momenti di tensione, soprattutto quando l’Italia ha ribadito la propria posizione in merito al conflitto in Siria, ritenuto “inaccettabile”, invitando più volte al cessate il fuoco. “La protezione della popolazione civile – le parole di Conte a Erdogan – già duramente provata da anni di conflitto, e la risoluzione dei conflitti sono priorità irrinunciabili per l’Italia e per l’intera Comunità internazionale”. Conte, fanno sapere da Palazzo Chigi, ha più volte chiesto al numero uno di Ankara di ritirare le proprie truppe, ed è stato proprio in queste occasioni in cui si sono verificati i momenti di tensione. Il premier italiano ha inoltre ricordato ad Erdogan il suo dovere di “svolgere con responsabilità il ruolo geopolitico e di alleato Nato che la Turchia strategicamente detiene, nell’interesse collettivo di stabilizzazione dell’intera regione”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRA SIRIA-TURCHIA, I CURDI: “USATE ARMI NON CONVENZIONALI”

Si terrà alle ore 14:30, quando in Italia saranno le 13:30, l’atteso incontro ad Ankara fra il presidente turco Erdogan, e la delegazione Usa guidata dal vicepresidente Mike Pence e dal segretario di Stato Mike Pompeo, con l’obiettivo di fermare l’offensiva della Turchia in Siria. Colloqui che non sono iniziati nel migliore dei modi, visto che nella giornata di ieri Erdogan aveva spiegato di voler parlare solo con il presidente Trump, per poi fare marcia indietro. Il meeting è stato anticipato da alcuni incontri perlustrativi avvenuti con il consigliere per la Sicurezza nazionale Robert O’Brien e l’inviato speciale di Trump per la Siria e la Coalizione anti-Isis James Jeffrey. Intanto emergono gravi accuse da parte dell’esercito dei miliziani curdi, secondo cui la Turchia starebbe usando durante il conflitto in corso, delle armi non convenzionali: «Sospettiamo che armi non convenzionali – le parole denunciate via Twitter da parte di Mustafa Bali, capo della comunicazione delle Forze democratiche siriane (Fds) – vengano usate contro i combattenti nella città assediata di Serekaniye». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRA SIRIA, IL MONITO DI MNUCHIN

Proseguono le minacce degli Stati Uniti nei confronti della Turchia a seguito dell’invasione del nord est della Siria da parte delle truppe di Erdogan. L’ultimo monito è quello di Steven Mnuchin, segretario al tesoro americano (l’equivalente del nostro ministro dell’economia), che ha appunto invitato i turchi a cessare le ostilità, altrimenti arriveranno altre sanzioni. Il quotidiano La Repubblica ha poi pubblicato una lettera che Donald Trump aveva inviato ad Erdogan il nove ottobre scorso, il giorno prima dello scoppio della guerra, in cui il tycoon invitava il collega a non fare lo scemo: “Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone – si legge – e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell’economia turca. La storia – aggiungeva Trump – ti guarderà con favore se ti comporti in modo giusto e umano. Ti guarderà come il diavolo se non lo fai. Non fare il duro. Non fare lo scemo!”. Nelle prossime ore, possibile incontro fra Mike Pence, il vice presidente Usa, ed Erdogan ad Ankara. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRA TURCHIA-SIRIA, TRUMP “LA STIAMO GESTENDO BENE”

«Tutti si stanno lamentando su quanto sta accadendo con la Turchia, ma stiamo gestendo la situazione molto bene»: così il presidente americano Donald Trump a margine dell’incontro con il capo dello stato italiano Sergio Mattarella alla Casa Bianca. Il tycoon statunitense si è poi soffermato sulle sanzioni a Ankara e sul ritiro dei soldati dal nord della Siria: «Le sanzioni sono più efficaci per mantenere la stabilità che la presenza delle truppe Usa». E ancora: «Siria e Russia odiano l’Isis più di noi: la Siria può ottenere l’aiuto della Russia e va bene, c’è molta sabbia con cui giocare lì…». Come riporta Sky News, nuovi aggiornamenti sull’asse Usa-Turchia: l’emittente satellitare sottolinea che Recep Erdogan ha cambiato idea e che incontrerà il vicepresidente Mike Pence in visita ad Ankara. Un dietrofront rispetto a quanto sostenuto in mattinata: il presidente aveva infatti affermato di non voler incontrare Pence e che la sua controparte era solo Donald Trump. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GUERRA TURCHIA SIRIA, LEADER CURDO: “MONDO INTERVENGA”

Nuovi aggiornamenti sulla guerra Turchia Siria, il leader del partito filo-curdo Hdp chiede una mobilitazione internazionale per fermare Erdogan: «C’è una crescente pressione internazionale sulla Turchia per fermare l’invasione in Siria e trovare una soluzione attraverso il dialogo. Ma i leader mondiali devono mantenere la pressione su Erdogan, perché se ne avrà l’opportunità cercherà di distruggere tutte le forze curde», le parole di Hisyar Ozsoy ai microfoni dell’Ansa. In vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre prossimi, il premier Giuseppe Conte ha riferito in Senato: «La decisione turca ripropone l’esigenza di una decisione comune, ferma e risoluta da parte dell’Unione Europea. Le preoccupazioni di sicurezza turche al confine siriano devono essere perseguite con strumenti diplomatici, mai con l’opzione militare e nel rispetto del diritto internazionale». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GUERRA TURCHIA SIRIA, RUSSIA INVIA TRUPPE

Il presidente della Turchia, Erdogan, ha affrontato la questione Siria con il collega degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un colloquio telefonico. Il numero uno di Ankara ha spiegato che a giorni andrà a Mosca, invitato da Putin, che nel frattempo ha frenato l’offensiva turca schierando la polizia militare russa come forza d’interposizione, come riferisce l’agenzia Ansa. Arrivano intanto notizie contrastanti per quanto riguarda il controllo della città strategica nel nord della Siria, Manbij, che non sarebbe sotto il controllo delle forze governative siriane. Testimoni oculari all’Ansa avrebbero infatti riferito il contrario, sottolineando come alcune truppe governative sarebbero state allontanate dalla popolazione locale. “In città ieri sera è soltanto entrata per poco tempo una pattuglia della polizia militare russa – fanno sapere riferendosi all’esercito di al Assad – che è uscita poco dopo. Non ci sono truppe di Assad”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRA TURCHIA-SIRIA, ERDOGAN: “NO AL CESSATE IL FUOCO”

La Turchia non è intenzionata ad arrestare la propria azione militare ai danni della Siria. Lo ha annunciato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, confermando quindi l’intenzione di proseguire la propria avanzata: “La Turchia – le sue parole riportate da Repubblica – non dichiarerà mai il cessate il fuoco”. Il numero uno di Ankara ha aggiunto di non essere preoccupato per le sanzioni che gli Stati Uniti hanno deciso di imporre, ed ha spiegato ai giornalisti di ritorno da Baku che l’ingresso delle truppe siriane a Manbij “non è un fatto negativo”, a patto che “i militanti” della stessa zona siano estromessi. Parole che arrivano proprio mentre gli Stati Uniti hanno inviato in Turchia il vice presidente Mike Pence, il segretario di stato, Mike Pompeo, e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike O’Brien, per prova a risolvere la questione.

SIRIA-TURCHIA, TRUMP CONVOCA RIUNIONE ALLA CASA BIANCA

Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha convocato tutti i leader del congresso, democratici e repubblicani, per discutere oggi alla Casa Bianca dell’offensiva turca in Sira; si parlerà in particolare della decisione del tycoon di ritirare le truppe Usa dal nord-est della Siria, e la maggioranza Dem della Camera chiederà che venga presentato “un piano chiaro e specifico per una sconfitta duratura dell’Isis”. Intanto è uscita allo scoperto l’associazione giuristi democratici, che attraverso una nota ha fatto sapere: “Il mondo sta assistendo, quasi impassibile, a un autentico crimine di guerra su vasta scala perpetrato dalla Turchia nei confronti della popolazione curda della Siria nord-orientale. La comunità internazionale – prosegue ancora la nota – assuma ogni iniziativa atta a fermare l’invasione decisa dal presidente Erdogan e utile a bloccare l’invasione e sia ugualmente bloccata immediatamente ogni fornitura di armi all’esercito aggressore turco”, invitando poi l’Italia a dare ogni appoggio possibile al governo siriano.

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