Sismabonus 2023 scadenza/ Come comportarsi con i pagamenti? (25 novembre)

- Danilo Aurilio

Il sismabonus del 2023 è in scadenza al 31 dicembre di quest'anno. Per godere di una detrazione fiscale nella sua interezza, occorre conoscere i dettati contenuti nel Decreto

carlo stagnaro (LaPresse)

Il sismabonus 2023 è in scadenza a fine anno (il 31 dicembre è il termine ultimo per fare domanda). Occorre comprendere in che modo muoversi, ponendo attenzione ai requisiti da dover soddisfare e alle disposizioni di Legge che sono altrettanto importanti.

I bonus edilizi possono essere completamente distaccati l’uno dall’altro. Nel caso specifico, il sismabonus ad esempio (regolamentato dal DM n. 58/2017), è differente dalle altre misure ancora oggi attive, che richiedono condizioni ed elementi diversi da dover soddisfare.

Sismabonus 2023 scadenza: attenersi alle regole sul Decreto Attuativo

Per comprendere in che modo affrontare il sismabonus 2023 e la scadenza in essere (che ribadiamo essere fissata al 31 dicembre del 2023), dobbiamo attenerci a quanto descritto dal DM numero 58/2017, che è trascritto in modo differente rispetto alle altre misure (attive o inattive che siano).

Ecco perché generalizzare è del tutto sbagliato. C’è chi sostiene ad esempio, che come il Superbonus al 110%, è possibile approvare la misura anche qualora gli interventi non risultassero terminati entro la data di scadenza.

Stando a quanto contenuto all’interno del Decreto, ecco cosa viene citato:

Le attestazioni di cui al comma 4 (ndr. quelle del direttore dei lavori e del collaudatore statico) sono depositate presso il suddetto sportello unico e consegnate in copia al committente, per l’ottenimento dei benefici fiscali”.

Ecco infatti, che se è pur vero che i lavori potrebbero essere portati a termine dopo la scadenza del Sismabonus, lo stesso non si potrebbe dire per gli attestati energetici da dover presentare, e né tanto meno per i documenti fiscali da dover allegare in fase di domanda.

In termini fiscali infatti, le attenzioni devono essere sono molto più scrupolose. Secondo il principio di cassa, i versamenti già effettuati, dovranno essere dimostrati prima della naturale scadenza del Sismabonus, ovvero al 31/12/2023.

Supponiamo a tal proposito, che il pagamento per i lavori del Sismabonus avvengano nel 2024. A questo punto ci si troverà in questa condizione:

  1. Il 90% pagato nell’anno 2023, potrà essere detratto al 110%;
  2. Il 10% pagato durante il 2024, potrà essere detratto al 70%.

Se invece i pagamenti venissero portati a termine (nella loro interezza), entro la fine del 2023, si potrà godere del 110% su tutto l’intervento.







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