Sissy Trovato Mazza, i genitori/ “Non si è uccisa, serve chiarezza, troppi misteri”

- Davide Giancristofaro Alberti

A Storie Italiane la vicenda di Sissy Trovato Mazza, morta in circostanze non poco chiare dopo un colpi di pistola alla testa

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Sissy Trovato Mazza, i genitori (Storie Italiane)

Continua ad essere un mistero la morte di Sissy Trovato Mazza, la poliziotta penitenziaria morta a novembre del 2019 dopo un colpi di pistola, e che secondo i genitori non si sarebbe suicidata come invece crede la procura di Venezia. Il gip veneziano ha concesso 90 giorni di supplemento d’indagine, e di conseguenza ci sarà ancora tempo per cercare la verità. I genitori della vittima, Salvatore e Caterina, sono stati oggi in collegamento con il programma di Rai Uno, Storie Italiane: “Sono 4 anni che cerchiamo la verità – le parole del padre – ringraziamento la dottoressa Lancieri che ci ha concesso questo tempo, ci sono anomali e bisogna chiarire”. “Mia figlia – a parlare è invece la mamma di Sissy Trovato Mazza – non si sarebbe mai sparata, stava vivendo un periodo meraviglioso e lo manifestava a tutta la famiglia, sono fiduciosa nel lavoro del lavoro della magistratura e di quello degli avvocati e speriamo si venga a capo di qualcosa. Non poteva essere depressa non lo è mai stata in tutto il tempo della sua vita. Mi ha sempre raccontato tutto quello che succedeva, ha subito rapporti disciplinari per le denunce che aveva fatto sl giro di droga, ma voleva andare avanti sulla sua strada”.

SISSY TROVATO MAZZA, IL PADRE: “AVEVA PROGETTI IMPORTANTI, NON SI SAREBBE MAI UCCISA”

Sissy dormiva con il telefonino – ha proseguito il padre – ed è una cosa assurda che non aveva con se il telefonino. Hanno detto che il telefono era in carcere e lì non c’è campo, ma io quando la chiamavo squillava, come è possibile? Poi è andata a fare un servizio da sola, e questa è una cosa anomala: come mai? Io faccio un appello alla testimone che ha trovato Sissy nell’ascensore, voglio sapere che cosa ha visto. Sissy era una ragazza determinata, sportiva, giocava a calcio, correva in motocross, voleva allenava le bambine. Non si sarebbe mai uccisa, non era depressa, si era iscritta all’università 15 giorni prima, aveva progetti importantissimi”.

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