Smart working, circolare Brunetta-Orlando/ “Flessibilità lavoro per evitare contagi”

- Niccolò Magnani

La circolare sullo smart working dopo il nuovo Decreto Covid approvato in CdM: cosa cambia, le regole di Brunetta e Orlando per acuire i contagi

brunetta e orlando
Brunetta (Ministro PA) e Orlando (Ministro Lavoro) - LaPresse

BRUNETTA SULLO SMART WORKING: “MASSIMA FLESSIBILITÀ”

A seguito del Consiglio dei Ministri del 5 gennaio e dopo l’approvazione unanime del nuovo Decreto Covid, i Ministri per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e del Lavoro Andrea Orlando hanno diramato una nuova circolare sul tema dello smart working.

Con l’avanzata dei contagi sempre più ampia in Italia, da più parti era giunto nel Governo l’invito a riportare le lancette indietro di qualche mese, con ritorno allo smart working massiccio tanto nella PA quanto nelle aziende private. L’indirizzo Draghi-Brunetta invece prevede sì massima flessibilità ma non lavoro agile “al 100%”: uscendo da Palazzo Chigi il ministro in quota Forza Italia ha spiegato, introducendo il tema della circolare, «Massima flessibilità per Pa e privati per arginare contagi. Mondo pubblico e mondo privato adotteranno tutti gli schemi di lavoro agile già presenti all’interno delle loro regolazioni contrattuali e normative. Massimo della flessibilità per il privato e stessa cosa per il pubblico». La circolare siglata dai due ministri entra subito in vigore con la pubblicazione del nuovo Decreto anti-Covid: «mettere insieme il massimo di efficienza dei servizi alle famiglie e alle imprese con il massimo della sicurezza, e con il contributo a controllare l’evoluzione della curva pandemica».

LAVORO AGILE, COSA PREVEDE LA NUOVA CIRCOLARE

Nel comunicato poi diramato da Palazzo Chigi al termine del CdM di mercoledì sera si legge come il Governo «è stato informato dal Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il ministro del Lavoro una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile». La circolare nello specifico prevede, visto l’acuirsi dei contagi, «la necessità di utilizzare ogni strumento utile a diminuire le possibilità del diffondersi del virus, ivi incluso il ricorso al lavoro agile, che pure non è stato mai interrotto, ma che invece è stato disciplinato da un quadro regolatorio, sia nel pubblico che nel privato, differenziato ma esaustivo». Per questo il CdM dà mandato a Brunetta e Orlando, tramite la nuova circolare, di «sensibilizzare le amministrazioni pubbliche ed i datori di lavoro privati ad utilizzare appieno tutti gli strumenti di flessibilità che le relative discipline di settore già consentono e che sinteticamente si riportano di seguito». Come poi mostrato nel testo della circolare (qui la versione integrale in pdf, ndr), «ciascuna amministrazione può equilibrare il rapporto lavoro in presenza/lavoro agile secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria situazione, tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel breve e nel medio periodo, e delle contingenze che possono riguardare i propri dipendenti». Infine, sul lavoro privato si arriva al compromesso sancito dal documento finale: «la modalità di lavoro agile può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali e gli obblighi di informativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro di cui all’articolo 22 della legge n. 81 del 2017 possono essere assolti in via telematica, anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro».







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