Smettere di fumare aiuta a battere il cancro ai polmoni/ Studio: sopravvivenza +29%

- Alessandro Nidi

Smettere di fumare dopo avere ricevuto la diagnosi di un tumore ai polmoni regala il 29% di chance in più di farcela ai pazienti: lo rivela uno studio tutto italiano

Sigarette
Sigarette e fumo (Pixabay)

Smettere di fumare aiuta a battere il cancro ai polmoni: questo è l’esito emerso da uno studio ideato e condotto da un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto per la ricerca sul cancro, la prevenzione e la rete clinica di Firenze e dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, che ha trovato pubblicazione sulle colonne del “Journal of Thoracic Oncology”, rivista ufficiale dell’International Association for the Study of Lung Cancer. In particolare, il lavoro effettuato ha consentito di dimostrare che i pazienti con carcinoma polmonare che abbandonano il fumo immediatamente dopo la diagnosi, registrano un incoraggiante +29% in termini di sopravvivenza rispetto a coloro che non si privano delle sigarette e del tabacco.

Come approfondisce sulle sue colonne il “Corriere della Sera”, i risultati dimostrano che smettere di fumare migliora la sopravvivenza globale in modo significativo sia per i pazienti con tumore non a piccole cellule, il più diffuso, sia per quelli con tumore a piccole cellule o con tumori con istologia non precisata. Il fumo di tabacco promuove la crescita, la progressione e la disseminazione del tumore. Inoltre, diminuisce l’efficacia e la tolleranza alla radioterapia e alla terapia sistemica con farmaci e aumenta il rischio di complicanze postoperatorie e secondi tumori primari”.

SMETTERE DI FUMARE PER CONTRASTARE IL CANCRO AI POLMONI DOPO LA SUA DIAGNOSI: LE DICHIARAZIONI DEGLI AUTORI DELLO STUDIO

“Il nostro studio suggerisce che i medici curanti dovrebbero comunicare ai pazienti i vantaggi di smettere di fumare anche dopo la diagnosi di cancro ai polmoni e fornire loro il necessario supporto per smettere”, ha asserito Saverio Caini dell’Istituto per la ricerca sul cancro, la prevenzione e la rete clinica di Firenze, primo autore dello studio. Sono numerose, in tal senso, le ricerche che hanno consentito di appurare che allontanarsi dal fumo in ospedale, in occasione delle cure contro il tumore, può aiutare i pazienti.

In base alle statistiche riferite dal “Corriere della Sera”, quotidianamente in Italia circa 115 persone scoprono di avere un tumore ai polmoni. Ecco allora tornare in auge il discorso legato all’importanza della diagnosi precoce: “I nostri risultati riportano al centro del dibattito la necessità di programmi di screening per il tumore del polmone, il più letale di tutti i tumori e allo stesso tempo il più evitabile – ha evidenziato Sara Gandini, responsabile dell’Unità di Epidemiologia molecolare e farmacologica e professoressa di Statistica medica all’Università Statale di Milano, coautrice del lavoro –. Sappiamo che 9 tumori del polmone su 10 sono causati dal fumo di sigaretta e sappiamo che, se intercettati per tempo, possono essere curati con trattamenti poco invasivi. Disponiamo anche di uno strumento di screening, la Tac a basse dosi, che ha dimostrato in studi internazionali di ridurre la mortalità del 25 % nei forti fumatori”.





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