SNARKY PUPPY/ La band americana conquista Londra

- Luigi Viva

Grande successo per la band americana alla Royal Albert Hall sold out da alcuni mesi. Ad aprile 2020 saranno di nuovo in Italia per tre attesissimi concerti

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Foto Luigi Viva

Grande l’attesa, teatro sold out, reparativi minuziosi; l’intera serata è stata  interamente registrata in audio e video. Cd doppio, triplo vinile e dvd verranno a breve messi in vendita nei tradizionali circuiti; a fine concerto è stata messa in vendita una prima tiratura su cd. I presupposti erano quelli delle grandi occasioni, non solo per la prestigiosissima location. Il concerto di Londra ha in qualche modo suggellato l’incredibile storia di una band nata quasi per caso e oramai considerata caposcuola al pari di grandi nomi del passato come Weather Report, Pat Metheny Group etc.

La storia degli Snarky Puppy è una vicenda a lieto fine, in un’ epoca come la nostra, dove non si vendono più cd e non esistono più band stabili che portano avanti il loro discorso musicale. Il gruppo americano con l’aiuto di tutti, fan, amici, è riuscito a ritagliarsi nel tempo un ruolo di primaria importanza diventando una delle band più importanti e di tendenza nel panorama mondiale. Tre Grammy all’attivo, numerosi riconoscimenti come quello dei lettori della rivista Down Beat che li ha eletti più volte miglior gruppo jazz. Un pubblico trasversale il loro che, accanto alla maggioranza di giovanissimi, raccoglie molti under 40 e tanti appassionati di jazz. Una storia straordinaria a dimostrazione che con il talento e il lavoro duro alla fine si riesce a farcela, senza le spinte di alcun potere forte.

“Il concerto di Londra è stato un grande evento per la band. Non ho potuto fare a meno di pensare alla prima volta che siamo venuti in Europa, prenotando concerti tramite un post che ho pubblicato su Facebook chiedendo aiuto a chiunque potesse trovarci un bar dove suonare. Abbiamo avuto anche un incidente e in  quei giorni siamo stati ospiti nella casa dei genitori di Bill Laurance, il nostro pianista londinese. Furono loro a indicarci un nuovo amico che ci aiutò a guidare a sinistra. Incontrammo per la prima volta Mike Chadwick il nostro manager che all’epoca organizzava concerti a Manchester. Sempre in quei giorni ci siamo spostati in Europa per altre serate facendo affidamento sulla gentilezza e sul duro lavoro di persone che ci aiutarono a superare il resto del viaggio. E’ stata una sorta di battaglia, comunque, un bel ricordo. Era il 2012, a ben guardare non tanto tempo fa. Mentre ero sul palco della Royal Albert Hall mi sono reso conto di quanto siano diverse le cose adesso, quanto siamo cambiati e cresciuti sia come band che come individui, e quanto sono grato di aver condiviso tutti questi anni insieme ai miei fratelli e sorelle nella band, ai tecnici e a tanti altri) racconta Michael League.

La line up della band da sinistra verso destra vedeva schierati sul palco: Chris Bullock (sax, flauto), Bob Reynolds (sax), Mike Maher (tromba, flicorno), Justin Stanton (tromba, tastiere), Bill Laurance (piano, tastiere), Michael League (basso), Mark Lettieri (chitarra), Zach Brock (violino), Bobby Sparks (Hammond, tastiere), Shaun Martin (tastiere); dietro di loro alla batteria Jason J. T. Thomas e alle percussioni Keita Ogawa e Marcelo Wolosky.

Partenza con la melodia orientale di Even Us tratto dall’ultimo IMMIGRANCE, impressionante l’impasto della sezione di fiati. A sorpresa in scaletta ecco Intelligent Design da THE WORLD IS GETTING SMALLER album del 2007. League per questo concerto, proprio perché registrato dal vivo, ha giustamente riproposto brani dagli ultimi due album accanto ad altri che non erano entrati a far parte della loro discografia live (la gran parte dei loro album è stata infatti registrata dal vivo in studio). Molto efficiente la nuova sezione ritmica, mai vista all’opera in Italia e composta da Thomas e Ogawa anche se a nostro avviso la combinazione Larnell Lewis, Marcelo Wolosky rimane la più entusiasmante.

Assai riuscita la versione di While We’re Young del trombettista Mike Maher che nell’album IMMIGRANCE era compressa in soli 2’41. Ottima la performace di Mark Lettieri che si è mosso con molta classe e misura, al suo fianco molto bravo Zach Brock al violino sia nei solo che nelle parti di accompagnamento. Su tutti il leader Michael League, con il suo basso ha dispensato finezze a non finire. Attento in ogni frangente ha diretto da par suo, dettando i tempi e i soli agli altri componenti (strumento e solo nello stesso brano cambiano ogni sera). La band, anche nel concerto di Londra, ha comunque fatto dell’insieme la sua forza, l’impasto degli strumenti ha fatto rivivere le grandi big band del passato.

Alma sempre da THE WORLD IS GETTING SMALLER, Bad Kids to the Black, Bigly Strictness, Xavi, Chonks tutti tratti dall’ultimo album IMMIGRANCE, Tarova da  CULCHA VULCHA hanno completato la scaletta prima del gran finale con Sleeper (con Martin scatenato alla talk box) e Shofukan. Ottimo il suono, buona la produzione tecnica, numerosi i fan provenienti dall’Italia. Il tour proseguirà con date in Francia (Parigi già sold out), Monte Carlo, Lussemburgo e Germania con l’ultima data il 30 novembre a Norimberga. Per gli appassionati italiani appuntamento in Aprile.



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