Sofia Goggia “Sciatori gay? Uomini no, devono fare la Streif”/ “Ho esame con Orsini…”

- Silvana Palazzo

Sofia Goggia, bufera per le dichiarazioni sui gay nello sci: “Uomini no, devono fare la Streif”. Poi cita il professor Alessandro Orsini: “Devo dare un esame con lui”. E sull’amore…

Goggia discesa
Sofia Goggia (LaPresse)

Stanno facendo scalpore le dichiarazioni rilasciate da Sofia Goggia nell’intervista al Corriere della Sera. Quando le è stato chiesto se ci sono omosessuali tra gli atleti, la campionessa di sci ha dichiarato: «Tra le donne qualcuna sì. Tra gli uomini direi di no. Devono gettarsi giù dalla Streif di Kitz…». Si tratta della leggendaria pista di Kitzbuhel, che è considerata la più difficile e impegnativa. Quindi, la bufera social è scoppiata a causa dell’idea che i gay non possano competere in sport maschili che sono considerati “pericolosi”. Ma Goggia si è espressa anche sulla partecipazione dei transgender alle gare con le donne: «A livello di sport, un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più. Non credo allora che sia giusto».

Riguardo il femminismo, la sciatrice ha spiegato che le donne devono lottare per i loro diritti, come la parità di retribuzione. «Ma le donne sono donne; gli uomini, uomini. Non mi piace quando dicono: donna con le palle. Perché devi giudicarmi da quello che non ho, che non sono?».

I RAPPORTI CON FEDERICA BRIGNONE

Nell’intervista non poteva mancare un riferimento alle dichiarazioni della mamma di Federica Brignone, che ha espresso dubbi sulla gravità dell’incidente di Sofia Goggia a Cortina dopo la vittoria della medaglia d’argento alle Olimpiadi 2022. «Ci sono rimasta malissimo. E ho chiesto alla clinica di mandarmi il referto, così da farlo vedere. Com’è possibile, mi sono chiesta, che accada questo? Che vengano messi in discussione i medici, i verdetti di strumentazioni all’avanguardia? E questo solo perché l’impresa che ho fatto va oltre gli standard a cui siamo abituati». Per quanto riguarda, invece, i rapporti con la collega, la campionessa azzurra di sci ha intenzione di proseguire «in un rapporto di civiltà», che vuol dire anche imparare da lei. «Da sempre dico che Federica mi ha spronato a dare il meglio di me. Prendo il buono dalla situazione». Del resto, lei è abituata a non “bastarsi”, a non accontentarsi. Anche per questo è diventata un personaggio, il primo nello sci dopo Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. «È il carisma che puoi avere a renderti personaggio. C’è chi vince, anche molto, ma è piatto. Io sono quella che sono anche grazie alle sconfitte e agli infortuni». Con Lindsey Vonn invece c’è un bel rapporto. «Ci scriviamo. È una grande donna. La rivedo mentre dà i consigli alle compagne, sulla linea da tenere, i rischi da evitare. Questo significa essere una campionessa, lasciare un’eredità. Stimo moltissimo anche Deborah Compagnoni. E Isolde Kostner».

L’IMPRESA ALLE OLIMPIADI 2022

Ma inevitabilmente si parla anche di quell’infortunio di gennaio a Cortina che mette a rischio le Olimpiadi. Quando ha fatto la risonanza, l’esito è stato impietoso: «Il crociato è saltato per il 50%, mi sono lesionata tutta: collaterale interno ed esterno, crociato anteriore, capsula, testa del perone, inserzione dei muscoli flessori nel punto d’angolo esterno del ginocchio…», ha rievocato Sofia Goggia al Corriere. Ma i dottori le hanno detto che ce la poteva fare e lei non ha mai smesso di crederci. Si è sottoposta a terapie interminabili, per giorni ha lavorato dal mattino alla sera. Poi è arrivata in Cina e ha dovuto combattere anche «i mostri nella testa, fortissimi». Cioè l’ansia, l’assenza dello skiman che l’aveva seguita, l’ambiente diverso. Ma lei voleva la medaglia d’oro. «Quando all’arrivo vedo che sono prima caccio quell’urlo formidabile, quel grido di liberazione in cui c’è tutta la mia essenza, tutto il sangue che ho sputato in quei 23 giorni, tutto il dolore che prima non potevo permettermi di sentire… ma poi mi dico subito che quattro decimi di vantaggio sulla Nadia Delago sono pochi». Il fatto che però non ci fossero aspettative l’ha sicuramente aiutata a livello psicologico.

DAL PROF ORSINI ALL’AMORE…

Sofia Goggia ha affrontato anche il tema della religione. «Vado in chiesa, in Duomo, da don Fabio. Mi piace pensare che ci sia qualcosa». Invece a proposito dell’Aldilà, la campionessa di sci ha spiegato: «Devo aspettarmi l’Inferno dantesco o la beatitudine del Paradiso? Non lo so. Ho letto “La biologia delle credenze” di Bruce Lipton: parla della traccia che ogni individuo lascia, come se l’universo sentisse il passaggio di ciascuno di noi». A proposito di letture, ci sono quelle per l’università, visto che studia Scienze politiche alla Luiss. «Ora devo dare l’esame con il professor Orsini», svela al Corriere. Si tratta del docente che sta facendo discutere per le sue idee sulla Russia. «Le trovo stimolanti. Dobbiamo sempre preferire la discussione alla propaganda», ha replicato Sofia Goggia. Riguardo l’amore, invece ha rivelato di essere ancora single: «Ho avuto un unico grande amore. Una relazione complicata, finita malissimo. Sono caduta in una di quelle situazioni che mai avrei pensato di vivere. Ho sofferto tanto, mi ha devastata. Ora non ci penso, finché gareggio. Poi magari mi innamoro domani mattina…». Riguardo i corteggiatori, fa sapere di cercare uomini più maturi. Infine, riguardo i figli, spiega che ne vorrebbe: «Sì. Ma magari non diventerò mamma, devo trovare il principe azzurro…».







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