Sondaggi politici/ Centrodestra al 48,8%, staccati Pd+M5s. Renzi in crescita

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, le intenzioni di voto fanno risalire la Lega oltre il 31%, scende il Pd sotto 21%, ok M5s al 14,5%. Coronavirus, le aspettative per il post-emergenza.

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Mario Draghi con Sergio Mattarella (LaPresse)
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I sondaggi politici stilati da Termometro Politico evidenziano qualche cambiamento rispetto alle ultime settimane. Come vi abbiamo raccontato, Lega e Movimento 5 Stelle hanno registrato una crescita dopo un periodo di difficoltà, mentre hanno frenato sia Partito Democratico che Fratelli d’Italia. Ma qual è la situazione delle coalizioni? Il Centrodestra si conferma prima alleanza del Paese: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si attestano al 48,8%, ad un passo dalla quota simbolica del 50%. Brutte notizie per Pd e M5s, che insieme non vanno oltre il 35,4%. Considerando anche Italia Viva – al momento “dissidente” tra le forze di maggioranza – la cifra arriverebbe al 39,%. Una differenza considerevole tra quelle che rappresentano al momento opposizione ed esecutivo. Per quanto riguarda invece l’asse “sovranista”, composto da Lega e FdI, è quasi tempo di ambizioni di Governo senza FI: 43,3%. (Aggiornamento di MB)

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SONDAGGI POLITICI, LE RILEVAZIONI SUL CORONAVIRUS

Dopo aver analizzato le intenzioni di voto e l’ipotesi Mario Draghi Premier, continuiamo il viaggio nel mondo dei sondaggi politici con l’emergenza coronavirus ed il sentiment degli italiani. I dati di SWG per TG La 7 parlano chiaro: quando si potrà tornare alla normalità, per il 39% la vita sarà peggiore rispetto a prima dell’epidemia. Una percentuale che riflette l’emergenza economica ed i suoi effetti su lungo periodo. Per il 37% la vita sarà grossomodo come prima dell’epidemia, senza grossi stravolgimenti dunque. Solo per il 12%, invece, la vita sarà migliore rispetto a prima dell’epidemia: poco più di un italiano su dieci si sentirà una persona migliore. Il restante 12% ha preferito non rispondere a questo quesito. Un sondaggio che riflette la preoccupazione degli italiani in merito all’allarme Covid-19, che sta affondando colpi importanti alla salute dei cittadini ma anche al loro portafoglio… (Aggiornamento di MB)°

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SONDAGGI POLITICI SWG: LEGA 31%, PD KO

Con la quarta settimana di quarantena cominciata ieri e con la politica ancora immersa nelle complicazioni dei Decreti e degli aiuti economici da sbloccare, i sondaggi politici condotti da Termometro Politico danno sì una fotografia dell’attuale situazione elettorale ma forniscono “indizi” anche sul giudizio che gli italiani stanno dando ai propri soggetti di riferimento in merito all’intera gestione dell’emergenza coronavirus. E dunque si scorge una Lega che torna a salire dopo le difficoltà del mese di febbraio-marzo (31,2% per Salvini) mentre un Pd che cala al 20,9% dopo i recenti andamenti positivi; al terzo posto troviamo ancora il Movimento 5 Stelle che risale la china lentamente e si attesta al 14,5%, distanziando per il momento Giorgia Meloni a FdI al 12,1%. Sul fronte Centrodestra, da segnalare la discesa continua di Forza Italia che non riesce ad andare oltre il 5,5% mentre tra le forze di Governo Italia Viva di Renzi compie un balzo in avanti al 4,1% e LeU-Sinistra cala indietro fino al 2,4%. Concludono i sondaggi politici di Termometro il 2,4% di Azione-Calenda, l’1% del Partito Comunista di Rizzo, l’1,4% di +Europa e l’1,6% dei Verdi.

SONDAGGI SWG (30 MARZO): DRAGHI O CONTE AL GOVERNO?

Nei sondaggi invece prodotti sempre ieri da Swg per il TgLa7 di Mentana una domanda su tutte ha acceso l’attenzione: «il Governo Conte può guidare l’Italia nel nuovo dopoguerra dopo il coronavirus?». L’emergenza è ancora in corso ma per capire cosa sarà l’Italia di domani, i sondaggi politici condotti da Swg sono perfetti per tastare il “polso” degli elettori con il Governo Conte-2 che non viene esattamente premiato dal consenso attuale. Il 44% è infatti pronto a schierarsi con l’ipotesi Draghi a Palazzo Chigi, mentre il 31% ad oggi sceglierebbe ancora la continuazione del Governo Conte (il 25%, una fetta dunque molto importante, si dice ancora profondamente incerto). Tra i motivi della contrarietà a Draghi e dunque per rimanere con Conte, il 38% spiega che l’ex n.1 della Bce avrebbe tanti appoggi politici e questo non è mai una buona cosa (leggasi governi tecnici e Monti da ultimo); il 24% invece ritiene che Mario Draghi come Premier non abbia lo stesso standing di Giuseppe Conte.

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