Sondaggi politici/ Caso Open, crolla Italia Viva (3,6%): boom storico Meloni (11%)

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici: il caso Open e il movimento di Calenda affossano Italia Viva di Renzi (3,6%), mentre l’unico partito che cresce è Fratelli d’Italia (boom storico all’11%)

salvini conte terremotati
Matteo Salvini e Giuseppe Conte al Senato durante la crisi di governo (LaPresse)

Il sondaggio Ixè realizzato per il talk show “Cartabianca” fotografa una realtà politica italiana in movimento seppure abbastanza salda nei suoi fondamentali, ovvero la Lega che resta il primo partito nonostante una sorprendente flessione nell’ultimo periodo e il Partito Democratico che si attesta attorno alla soglia fisiologica del 20%, laddove invece il Movimento 5 Stelle continua la propria emorragia di voti e scende sotto i 16 punti. Ma il dato più interessante che emerge dalle prime rilevazioni in cui si pesa anche la consistenza della neonata creatura di Carlo Calenda (0,7%) è il crollo di Italia Viva di Matteo Renzi che, dopo il picco del 4,5% attribuito nelle ultime settimane, è scesa al 3,6%: due sono sostanzialmente le ragioni, ovvero da una parte lo scandalo legato alla Fondazione Open che è ancora in corso e poi l’avvento sulla scena di un competitor quale Calenda che pesca nello stesso bacino elettorale del senatore di Rignano. In attesa di capire se si tratta di una fisiologica flessione o se davvero il partito di Renzi dovrà accontentarsi in futuro di dati a una sola cifra, l’unica forza che continua a crescere e lo fa impetuosamente sono i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che superano pure la storica soglia dei 10 punti e con l’11% non rappresentano più solo la gamba più corta del centrodestra ma forse cominciano ad erodere consenso alla Lega dell’alleato Salvini e non solo più a Forza Italia: un boom quello della Meloni che comunque serve a rafforzare l’impressione che un possibile esecutivo a trazione “sovranista” potrebbe fare pure a meno del “centro” di Silvio Berlusconi, che ha smesso di scendere ma non riesce ad andare oltre il 7%. (agg. di R. G. Flore)

IPSOS (3 DICEMBRE): SU CASO MES CONTE “BATTE” SALVINI

Nei sondaggi politici stilati presentati ieri da Nando Pagnoncelli di Ipsos a DiMartedì si è posto un tema piuttosto spinoso per l’elettorato: il Salva Stati, l’intero caos-caso Mes, è stato messo sul banco del sondaggio per capire dagli elettori se fossero più inclini a seguire la linea del Premier Conte esposta due giorni fa in Senato o se invece prevalesse la tesi del suo avversario, Matteo Salvini. Ebbene, a sorpresa vedendo poi le intenzioni di voto che premiano ancora decisamente la Lega dell’ex Ministro degli Interni, l’elettorato ondato da Ipsos si schiera per il 41% col Premier e solo il 24% con il Segretario federale della Lega. Il 35% si dice sincero nel non capire/sapere bene cosa sia l’intera vicenda del Fondo Salva Stati, ma Di Maio presente in studio alla lettura dei sondaggi politici si lascia scappare un «Conte o Salvini? Non siamo in una partita di calcio. C’è sintonia con il presidente del Consglio sia sul Mes che sulla prescrizione. Salvini delira quando dice che bisogna incriminare Conte per alto tradimento».

IXÈ (3 DICEMBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Le ultime intenzioni di voto presentate ieri a Cartabianca mostrano i sondaggi politici Ixé che sono gli unici – non da oggi – a certificare nel Centrodestra un maggior peso di Fratelli d’Italia rispetto ad una Lega mai vista oltre il 32% (mentre ad esempio per Tecné da tempo il Carroccio si aggira tra il 34 e il 35% su scala nazionale). Al di là del sempre possibile errore statistico, i dati mostrati ieri sera su Rai3 certificano ancora la crisi del Governo Conte-2 nei giorni complessi del Mes, della legge sulla prescrizione, del Decreto fiscale e degli annosi nodi Ilva e Alitalia; il Pd tutto sommato “tiene” e resta al 20,7% mentre il Movimento 5Stelle crolla ancora al 15,9% in netta difficoltà. Salvini resta in testa ma al 31,2%, mentre il dato più clamoroso è Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia che raggiungono l’11% su scala nazionale, dato mai raggiunto prima da un partito che solo qualche mese fa veleggiava al 3-4% su scala nazionale. Forza Italia tiene botta nonostante gli exploit degli altri due partiti di coalizione, con Berlusconi che “fissa” il dato al 7,4%.

SONDAGGI IXÈ (3 DICEMBRE): GLI ELETTORI DELLE “SARDINE”

I sondaggi politici Ixé proseguono poi con un passo indietro importante di Italia Viva di Renzi, calata al 3,6% dopo il “caso” Open e dopo le difficoltà interne al Governo: assai meno impattante rispetto ai sondaggi Swg di due giorni fa l’ingresso di Azione, il nuovo partito di Calenda, che “toglie” ai renziani solo lo 0,7% dei voti quantomeno in queste primissime intenzioni di voto dopo la nascita del nuovo movimento centrista. Chiudono poi il 3% di +Europa, il 2,7% de La Sinistra, l’1,1% dei Verdi e un dato ancora molto, troppo alto, di astenuti-indecisi fermi al 39,3%. È stato poi chiesto, complice proprio il dato della Lega che resta in testa ma non cresce, se il movimento di antagonisti pacifici di Salvini che sta riempiendo le piazze nell’ultimo mese potrebbe avere speranze “elettorali” qualora scendessero in campo: stiamo parlando ovviamente del movimento delle “sardine” che da Bologna nel resto d’Italia ha dato vita e darà vita a numerosi flash mob contro la Lega. Ebbene, i sondaggi Ixé lo danno ad un potenziale 7,5% se si dovessero candidare domani: ancor più interessante però l’origine di quei voti e consensi che avrebbero i ragazzi e le ragazze protagoniste dell’antisalvinismo di piazza. Il 2,4% verrebbe dal Pd, il 2,7% dall’astensione, l’1% dal Movimento 5 Stelle e l’1,4% dall’insieme di tutti gli altri partiti.

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