Sondaggi politici/ Lega al 23%, Pd giù al 19%. FdI guadagna il 2,2%

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto aggiornate al 3 marzo: il partito di Giorgia Meloni passa dal 15% al 17,2%. Italia Viva sfiora il 3%, Azione giù al 2,3%

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Matteo Salvini, Lega (LaPresse, 2020)

Dopo aver analizzato i dati di SWG, è tempo di passare ai sondaggi politici di Ipsos per il Corriere della Sera. Primo partito d’Italia si conferma la Lega di Matteo Salvini: il Carroccio si attesta al 23%, -0,1% rispetto alla precedente rilevazione. Brusco calo per il Partito Democratico: i dem di Nicola Zingaretti sono quotati al 19%, -0,9%.

Fratelli d’Italia continua il suo ottimo periodo di crescita: il partito guidato da Giorgia Meloni passa dal 15% al 17,2%. Passo indietro per il Movimento 5 Stelle: i grillini perdono lo 0,9%, esattamente come i dem, e sono al 15,4%. Forza Italia perde diverso terreno: gli azzurri sono al 7,6%. Poi tra i partiti minori di Centrosinistra troviamo Italia Viva al 2,9%, Azione al 2,3%, +Europa al 2,3%, Sinistra Italiana all’1,9% e Articolo Uno-Mdp all’1,7%. Infine Europa Verde-Verdi all’1,6%. Resta elevata la quota degli indecisi: 41%, +1,9% rispetto a un mese fa.

SONDAGGI POLITICI E INTENZIONI DI VOTO

Passiamo adesso ai sondaggi politici di Demopolis per Radio1 Rai e concentriamo la nostra attenzione sui dai del governo Draghi. L’istituto ha chiesto agli italiani quali sono le sfide imprescindibili e prioritarie che l’esecutivo dovrà vincere: l’80% ha citato la sfida sanitaria contro il Covid con la campagna vaccinale, mentre il 76% anche la ripresa economica del Paese. Il 75% ha citato il rilancio occupazionale e protezione dei lavoratori, poi il 67% la gestione efficace dei fondi del Recovery Plan. Infine troviamo la riforma del fisco col 58% e l’organizzazione della sanità territoriale col 53%. Poi i sondaggi politici di Demopolis hanno acceso i riflettori sui partiti che formano il governo: riusciranno a mettere da parte la rivalità per rispondere alle necessità del Paese? Per il 15% sì, per il 33% no, mentre per il 52% solo in parte.



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