Sondaggi politici/ Lega al 23,3%, in calo Pd e FdI. 54,5% a favore delle riaperture

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto, i dati di Termometro Politico: cresce la fiducia nel premier Mario Draghi, le ultime notizie

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Matteo Salvini (Foto: LaPresse)

Dopo aver analizzato la supermedia di Youtrend per Agi, è tempo di andare a conoscere i sondaggi politici di Termometro Politico. Arrivano delle novità degne di nota dalle intenzioni di voto: in vetta alla classifica troviamo ancora una volta la Lega, il partito di Matteo Salvini si attesta al 23,3%. Subito dietro troviamo il Partito Democratico: i dem di Enrico Letta perdono terreno e sono quotati al 19,4%.

Fratelli d’Italia conferma il terzo posto ma deve fare i conti con un calo: il partito di Giorgia Meloni è al 18,8%. Giù anche il Movimento 5 Stelle, dato al 15,7%, mentre Forza Italia di Silvio Berlusconi non va oltre il 6%. Tra i partiti minori di Centrosinistra troviamo Azione di Carlo Calenda al 3,4%, Italia Viva di Matteo Renzi al 3% e La Sinistra al 2,9%. Chiudono la classifica Verdi all’1,5%, +Europa all’1,3% e Pc all’1%.

SONDAGGI POLITICI: I DATI SU GOVERNO E RIAPERTURE

Continuiamo il nostro viaggio nei sondaggi politici di TP e arrivano delle buone notizie per Mario Draghi: il gradimento nei suoi confronti torna a crescere. Il 54,1% degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nel premier, il 18,3% molta e il 35,8% abbastanza, mentre di parere contrario il 43,6%: il 23,8% ha poca fiducia, il 19,8% per nulla. Uno dei dossier più delicati delle ultime settimane è quello legato alle riaperture, gli italiani hanno le idee chiare: per il 54,5% è giusto riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, considerando che ci sono meno possibilità di contagio. Per il 21% si dovrebbe riaprire tutto, mentre per il 22,5% sarebbe meglio di no, è troppo presto.  Infine, i sondaggi sullo scontro a distanza tra Draghi e Erdogan, con il primo ministro italiano che ha definito «dittatore» il presidente turco: per il 61,3% ha fatto bene, ha detto le cose come stanno.  Per il 28,6% Draghi ha ragione, ma sarebbe stato meglio non usare quei termini, mentre per l’8,2% Erdogan non può essere definito un dittatore.



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