Sondaggi politici/ Lega al 23,8%, Pd al 20,2%. Per 57,2% Conte si deve dimettere

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto al 23 gennaio 2021: Fratelli d’Italia supera il 17%, Italia Viva e Azione al 3,3%.

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Giuseppe Conte (foto Valerio Portelli LaPresse)

Nuovo appuntamento con i sondaggi politici di Termometro Politico. Non mancano le sorprese nella rilevazione dell’istituto, che conferma la Lega prima forza del Paese: il Carroccio di Matteo Salvini deve fare i conti con un calo del 2% e si attesta al 23,8%. Rimane a distanza di sicurezza il Partito Democratico, stabile al 20,2%. Fratelli d’Italia continua il suo percorso di crescita: il partito guidato da Giorgia Meloni è salito al 17,3%.

Sono 2 i punti percentuali di scarto con il Movimento 5 Stelle: i grillini si attestano al 15,3%, in rialzo rispetto alla precedente rilevazione. Forza Italia guadagna lo 0,3% e si porta al 6,5%, mentre troviamo diverse novità tra i partiti minori di Centrosinistra: Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda sono al 3,3%, mentre La Sinistra non va oltre il 3%. Italexit di Paragone è dato all’1,5%, mentre poi troviamo +Europa all’1,2%, Verdi all’1%, Pc all’1% e Cambiamo allo 0,6%.

SONDAGGI POLITICI: I DATI SUL PREMIER CONTE

Nei giorni della crisi di Governo, i sondaggi politici di TP hanno poi acceso i riflettori sul premier Giuseppe Conte. Il 60,6% degli italiani ammette di non avere fiducia nel giurista M5s: il 9,4% poca, il 51,2% nessuna. Si ferma al 39,1% la percentuale di chi ha fiducia: il 21,6% molta, il 17,5% abbastanza. Una battuta su quanto accaduto pochi giorni fa in Senato, dove Conte non è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta: ebbene, per il 57,2% il premier dovrebbe dimettersi. Per il 40,7% dovrebbe restare a Palazzo Chigi, mentre il 2,1% ha preferito non rispondere. I sondaggi politici di TP hanno poi fatto il punto della situazione sulla ricerca sfrenata di “costruttori” da inserire in maggioranza: per il 24,8% è corretta e legittima, mentre al 20,7% non piace, ma oggi è il male minore a confronto delle alternative. La netta maggioranza degli italiani ha però un’opinione diversa: il 53% la trova immorale.

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