SONDAGGI POLITICI/ Salvini ha fallito? Il 45% boccia il leader della Lega

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, Salvini ha fallito? Il 45% boccia il leader della Lega. Manovra: sì per 58% a bonus anti-contante, ma no ad aumenti Iva e tasse verdi.

Salvini ha l'orzaiolo
Salvini con l'orzaiolo in comizio (LaPresse, 2019)

La parabola politica di Matteo Salvini nell’ultimo sondaggio politico di Ipsos. Un elettore su due ritiene che l’ex ministro dell’Interno abbia fallito. Il 45 per cento del campione lo boccia e non da neppure una seconda chance al leader della Lega. Ma l’elettorato comunque resta diviso. Il 44% sostiene che l’ex vicepremier resti un leader vincente. Invece l’11% del campione non si esprime. Il sondaggio di Ipsos parla anche della manovra e del governo, in particolare si concentra sul tenore di vita. Su questo gli italiani hanno un’idea precisa. Per il 51% non cambierà nulla, quindi la situazione resterà invariata. Per il 26 per cento invece potrebbe esserci un peggioramento. Solo il 12 per cento crede in un reale miglioramento del suo tenore di vita. L’11 per cento invece preferisce non indicare una risposta e quindi non si esprime sul tema. Riguardo gli sconti e i bonus che il governo sta valutando per incentivare l’uso di carte e bancomat, per il 51 per cento degli elettori si tratta di una buona idea. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI POLITICI WINPOLL (OTTOBRE): ITALIANI APPROVANO IDEA PAGAMENTI ELETTRONICI

Quasi tre italiani su cinque approvano l’idea di incentivare l’uso dei pagamenti elettronici (58%). Poco più di tre su cinque invece bocciano le tasse sui voli aerei, merendine o carburanti per finanziare gli investimenti nell’economia “verde”. Lo rivelano gli ultimi sondaggi politici, in particolare la rilevazione di Winpoll per il Sole 24 Ore. Una netta maggioranza consiglia al governo Conte di tagliare la spesa pubblica e le detrazioni fiscali per chi guadagna di più prima di toccare Quota 100 o aumentare l’Iva su alcuni beni. Pensioni e tasse sono tabù inviolabili per l’opinione pubblica. Il 49% ha indicato come preferenza i tagli alla spesa pubblica per finanziare la Manovra. Segue al secondo posto, con il 33%, il “taglio delle detrazioni fiscali per i redditi medio-alti”. Al terzo  la “riduzione delle agevolazioni su alcune attività inquinanti come il consumo di gasolio” on il 30%. Solo un elettore su cinque indica come possibile copertura finanziaria la riduzione della dote finanziaria per Quota 100. E solo il 17% è disposto a veder crescere l’aliquota Iva su alcuni beni. (agg. di Silvana Palazzo)

TECNE’ (OTTOBRE): PARTITO CONTE ALL’8%

Secondo gli ultimi dati analizzati nei sondaggi politici di Tecnè per l’Agenzia Dire, è stato chiesto agli intervistati elettori cosa ne pensassero di un eventuale futuro nuovo partito fondato dal Premier Giuseppe Conte: a differenza di quanto raccolto finora dal nuovo partito renziano, fermo tra il 3 e il 5%, le intenzioni di voto per il Presidente del Consiglio sono più rosee, un 8,3% sostanziale che potrebbe cambiare qualcosa negli equilibri già piuttosto delicati della maggioranza giallorossa. Tra coloro che hanno posto in essere la volontà di un partito gestito da “l’avvocato degli italiani”, il 56,6% proviene dal M5s che più di tutti potrebbe vedersi “scippare” consensi laddove nascesse un movimento alternativo ai grillini con a capo il Premier Conte. Altri voti per questo ipotetico nuovo partito arriverebbero dal Pd al 20,7%, poi in maniera più risicata da Italia Viva di Renzi (11,5%) e altri partiti (2,8%). Come ovvio che sia il Centrodestra, dopo lo scontro Salvini-Conte, non si schiera con il Premier mentre è interessante che una fetta degli astenuti cronici (l’8,5%) sarebbe pronto a tornare a votare per Giuseppe Conte.

DEMOS (OTTOBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Su Repubblica gli ultimi sondaggi politici stilati da Demos & Pi offrono una panoramica piuttosto ampia che dalle Europee 2019 ripropongono, lungo l’intera crisi di Governo e nascita del Conte-2, tutte le situazioni e i dettagli partito per partito nella convulsa stagione politica appena andata in scena. Alle soglie delle Elezioni Regionali e della Manovra di Bilancio, il Governo Pd-M5s è chiamato ad un importante primo test politico e si presenta ai nastri di partenza con numeri tutt’altro che promettenti: M5s al 20,6%, in calo rispetto a settembre anche se in crescita del 3% dalle Europee, non riesce a recuperare il terreno perduto e il flusso di voti verso Lega o astensione, ma fa ancora peggio il Pd che al 19,1% attuale vede perdere i voti dei renziani e il buon risultato delle Europee al 22,7%. I sondaggi di Demos danno come sempre la Lega in testa anche se Salvini con il 30,2% perde terreno sia rispetto allo scorso settembre (-2%), sia soprattutto nel pre-crisi quando dal Papeete il Carroccio volava al 35,3% dei consensi.

SONDAGGI DEMOS (OTTOBRE): RENZI “TALLONA” BERLUSCONI

La restante parte dei sondaggi politici di Demos mostra poi il “magma” elettorale dei partiti sotto il 10’%, tutt’altro che “inutile” visto che si sta andando verso una legge elettorale proporzionale: Fratelli d’Italia cresce ancora e si piazza all’8,6%, un boom deciso per un piccolo partito con programmi molto simili alla Lega di Salvini. Dalla Meloni a Berlusconi, il divario cresce e Forza Italia non riesce ad andare oltre al 6,1% nelle intenzioni di voto, addirittura tallonati dal nuovo partito di Matteo Renzi nato dalla scissione del Pd, Italia Viva. Sul fronte sinistre, LeU-La Sinistra nonostante la presenza nel Governo non cresce (2.,4%), Europa Verde al 2,2%, +Europa al 2,1% e segnata dalla divisione interna proprio sull’adesione o meno alla maggioranza giallorossa del Conte-2. La presenza di Forza Italia, della lista Siamo Europei di Calenda e ovviamente Italia Viva di Renzi rappresentano un affollamento al Centro che sarà importante da legge e comprendere in vista dei prossimi mesi di cruciali sfide politico-elettorali.

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