SONDAGGI POLITICI, FIDUCIA MINISTRI/ Pd batte M5s: Franceschini 38%, Di Maio al 25,2%

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, fiducia Ministri Governo Conte-2: Pd “batte” M5s, Franceschini al top. Di Maio quinto in calo al 25,2%

Governo Conte-bis
Governo Pd-M5s-LeU: Conte, Di Maio, Franceschini e Speranza alla Camera (laPresse, 2019)

In attesa dei primi provvedimenti economici del Governo giallorosso, la direttrice dei sondaggi politici di Euromedia – Alessandra Ghisleri – ha condotto un sondaggio Minister Monitor in collaborazione con Klaus Davi sul consenso e fiducia dei principali Ministri del Governo Conte-bis. Ebbene guardando le prime posizioni, è il M5s a patire la concorrenza con le personalità del Partito Democratico: su tutti è Dario Franceschini a tagliare per primo il “traguardo” con il 38,2% dei consensi, al secondo posto segue staccato l’ex generale Sergio Costa (M5s), Ministro dell’Ambiente al 33,1%. Al terzo posto il “successore” di Salvini al Viminale, ovvero la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese al 32,8%, mentre appena sotto il podio il Guardasigilli Bonafede (M5s) al 29,3% di fiducia da parte dell’elettorato. La top ten segue poi Teresa Bellanova (Agricoltura, Italia Viva) al 29%, Luigi Di Maio (Esteri, M5s) al 27,1%, Riccardo Fraccaro (Sottosegretario P.Chigi, M5) al 24%, mentre ottavo è il discusso titolare del Miur Lorenzo Fioramonti (Istruzione, M5s). Chiudono al nono posto il Ministro dell’Economia Gualtieri (Pd, 23,6%) mentre al decimo posto si fissa Roberto Speranza (Sanità, LeU) al 23,3%. Al netto della classifica stilata in questi sondaggi politici, un dato resta comunque osservato dalla stessa Ghisleri: neanche il primo per fiducia è lontanamente vicino ai risultati che faceva Salvini e alcuni altri ministri della Lega durante il recentissimo Governo giallorosso, con punte anche oltre il 55%.

SUPERMEDIA YOUTREND (17 OTTOBRE): CENTRODESTRA AL 47,1%

Giorni di alta tensione per il Governo giallorosso, i sondaggi politici evidenziano pessimismo negli italiani sulla durata dell’esecutivo. Qual è la situazione a proposito delle intenzioni di voto? Recentemente Youtrend ha stilato una supermedia che spacca in due l’elettorato italiano: il 47,1% sta con il Centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), mentre il 45,8% sta con i partiti che fanno parte della maggioranza del Conte-bis. Quest’ultima “area” è in calo rispetto alle scorse settimane, senza dimenticare il 2,4% dell’elettorato che fa parte del Centrosinistra ma non della maggioranza di Governo. Intervistato da L’aria che tira, Matteo Salvini si è espresso così: «Non si possono sommare il voto del Pd e del M5s. Se sommassi il voto di Pd e M5s in Umbria, non ci sarebbe storia: stravincerebbe la Sinistra. Ma in Umbria vinciamo noi: molti elettori del M5s non vogliono avere niente a che fare con il Pd e molti elettori del Pd non vogliono avere niente a che fare con il M5s». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI: “IL 57% NON HA FIDUCIA NEL GOVERNO GIALLOROSSO”

Negli ultimi sondaggi politici raccolti tra il 17 e il 18 ottobre da Tecnè per l’Agenzia Dire, il Governo che si appresta ad entrare nelle pieghe della Manovra – tra liti e fratture interne – non raccoglie la fiducia sperata da Conte, Di Maio e Renzi alla nascita, solo due mesi fa, dell’esecutivo giallorosso. Ad oggi il 57% degli elettori intervistati non ha alcuna fiducia sull’operato e il futuro del Governo Pd-M5s-Iv-LeU, mentre è solo il 30,6% a concedere speranza e spazio al nuovo esecutivo: dopo pochissimo tempo dalla sua fondazione, il Conte-bis è ai minimi storici in termini di fiducia per un Governo appena entrato in carica. Pesano in questa “fiducia” i dati di Pd (20,2%) e M5s (19,8%) non brillano ed è la Lega sempre in testa con il 31,6% a rappresentare il maggior “pericolo” a Palazzo Chigi ma anche il miglior collante possibile per rimanere in sella pur con tutte le fratture esistenti tra Pd, Renzi e Movimento 5 Stelle.

SONDAGGI IXÈ (21 OTTOBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Nelle intenzioni di voto prodotte dai sondaggi politici Ixè e presentati nell’intervista esclusiva che abbiamo realizzato con il direttore Roberto Weber, due sono i dati che saltano all’occhio: la Lega è tutt’altro che in crisi, sopra il 30% e un bacino potenziale che può arrivare fino al 40% addirittura nei prossimi mesi; Renzi, nonostante la Leopolda e nonostante un bacino di voti che può superare il 10%, soffre del problema “fiducia” con l’elettorato che non sembra voler concedere altra fiducia all’ex Premier da poco “scisso” dal Partito Democratico. La restante parte delle intenzioni di voto racconta quanto già abbiamo visto in questi primi mesi di Governo Conte-2, con il M5s e il Pd che “giocano” al sorpasso e controsorpasso sia tra di loro e sia sulla quota “psicologica” del 20% su base nazionale: in questi sondaggi Ixè Di Maio torna al 19,7% mentre i dem salgono al 20,4% e recuperano alcuni voti di Italia Viva “rimasta” al 4%.

SONDAGGI IPSOS (20 OTTOBRE): TUTTI I PROBLEMI DI MATTEO RENZI

Renzi e Salvini, sono sempre loro due a rappresentare i vertici “apicali” dell’interesse politico e mediatico rispetto al Governo e all’opposizione di questi primi mesi di esecutivo Conte-bis: i sondaggi politici espressi ieri da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera hanno analizzato quanti siano i problemi per il medio periodo del futuro di Italia Viva e del suo leader che ieri ha chiuso la Leopolda 10, la prima fuori dal Pd. Ebbene, se nei sondaggi il partito viaggia tra il 4 e il 5%, il vero problema è che «per 3 italiani su 4 (74 per cento) non riuscirà a raccogliere molti consensi, rimanendo un partito marginale nella politica italiana. Eppure è opinione largamente diffusa, che Renzi possa rappresentare una spina nel fianco del governo Conte il quale sta facendo registrare un graduale aumento del consenso». Il 63% ritiene che Renzi possa rappresentare un vero problema per Pd e M5s e che prima dopo poi «lascerà il Governo per calcoli politici personali»: al momento però, spiega Pagnoncelli sul CorSera, «Innanzitutto il gradimento di Renzi si attesta su valori molto bassi (solo il 12 per cento esprime un giudizio positivo su di lui). In secondo luogo, non è ancora chiaro agli occhi degli elettori quale sia la proposta politica dell’ex premier, cioè quali siano le novità e l’idea di Paese. Infine, lo stile comunicativo utilizzato da Renzi nel dibattito politico può apparire distante da quello dell’elettorato moderato a cui Italia viva intende rivolgersi».

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