SONDAGGI POLITICI/ Le Sardine non sfondano: “Sono al 4,4%, ecco perchè”

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, elezioni regionali Emilia Romagna: si profila un testa a testa tra Bonaccini  e Borgonzoni, sfida all’ultimo voto.

mattia santori
Mattia Santori, leader delle Sardine (LaPresse)

Le Sardine sono il fenomeno politico del momento e negli ultimi tempi i sondaggi politici le hanno “premiate”. Ma, come riporta Il Giornale, Euromedia Research spegne gli entusiasmi. Alessandra Ghisleri parla di un 4% a proposito del bacino elettorale del movimento anti-Lega e anti-Salvini, sottolineando ai microfoni de La Verità: «È un fenomeno in evoluzione e comunque i dati sui potenziali elettori sono soltanto una esercitazione numerica. Le sardine finora sono un fenomeno di piazza, non sono un partito, non hanno un leader e tantomeno un programma». Prosegue l’esperta di sondaggi incalzata dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: «Come si fa a dire che avrebbero questa o quella percentuale di voti? In base alle nostre rilevazioni possiamo dire che chi li voterebbe, così, a scatola chiusa, senza quelle condizioni che ho detto prima, sarebbe oggi il 4,4%». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI, I DATI SULLE ELEZIONI REGIONALI IN EMILIA-ROMAGNA

Mancano 40 giorni alle elezioni in Emilia-Romagna e i sondaggi politici si affannano nel tentativo di capire chi la spunterà tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. L’ultima rilevazione Tecnè per TgCom24 ci dice che al momento è in testa, seppur di pochissimo il candidato dl centrosinistra. Il governatore uscente viene infatti attribuito del 45% dei voti, una percentuale che ad oggi dovrebbe consentire a Bonaccini di rinnovare il suo mandato alla guida della Regione. Con quaranta giorni di campagna elettorale a disposizione, però, tutto è ancora possibile, a maggior ragione se si pensa che Lucia Borgonzoni, candidata della Lega e del centrodestra unito, viene accreditata del 44%, un solo punto sotto a Bonaccini. Da capire come influirà la presenza del candidato M5s, Simone Benini, accreditato ad oggi del 7%. (agg. di Dario D’Angelo)

SONDAGGI POLITICI EUROMEDIA: QUANTO “PESANO” LE SARDINE

Secondo le stime raccolte da Alessandra Ghisleri nei sondaggi politici Euromedia, ad oggi le Sardine non andrebbero oltre il 4,4% se si presentassero come partito alle prossime Elezioni Politiche: i dati roboanti di altri istituti demoscopici – che fanno riferimento a gradimento e interesse per il neo-movimento per ora a-politico anti-Lega – vengono decisamente ridimensionati dalla direttrice di Euromedia intervistata da La Verità. Dopo il “boom” in piazza San Giovanni per la prima manifestazione nazionale delle Sardine, i riflettori puntati su Mattia Santori e gli altri attivisti anti-Salvini sono ancora più accesi: anche se il sondaggio è puramente teorico (avendo le Sardine per ora escluso l’ingresso in politica, ndr) vengono comunque dati ad un basso 4,4% con maggiori consensi al Sud. Se però si parla di “simpatia”, allora i sondaggi Euromedia inquadrano il 36,9% come grado di empatia per le Sardine, mentre il 31,8% non appoggia le mobilitazioni e non ne approva le posizioni; un italiano su tre ritiene che non abbiano il peso di spostare voti in politica, con il 18,6% convinto che le Sardine possano portare a un calo di consensi per la Lega e per Salvini.

TECNÈ (13 DICEMBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

In attesa di nuovi sondaggi politici che possano far cominciare la settimana politica decisiva (Manovra, Ilva e Banca Popolare di Bari), sono interessanti quelli che hanno chiuso la precedente, ovvero le intenzioni di voto Tecné presentate dall’Agenzia Dire. Una Lega che torna nel suo saliscendi costante nei sondaggi di tutta Italia questa volta in versione “up”: 33,5% per Salvini, nettamente davanti al Partito Democratico che cala fino al 18,8% e soprattutto al Movimento 5 Stelle in crisi nera sotto il 16% (15,8% al 13 dicembre scorso). La crisi di Di Maio prosegue e il rilancio con i nuovi “facilitatori” vedrà solo nel lungo periodo se sarà servito per rivoluzionare la base e la gestione del M5s schiacciato tra Centrodestra e Centrosinistra. Chi invece continua in un cammino finora perfetto in questo 2019 è Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni prosegue il “magic moment” e anche nei sondaggi politici Tecné raggiunge il 10,3% staccando nettamente Forza Italia ferma ancora al 7,9%.

SONDAGGI TECNÈ (13 DICEMBRE): I PROBLEMI D’ITALIA SONO…

Se il Governo Conte in generale non brilla, chi fa una sorta di “opposizione” interna all’esecutivo giallorosso – ovvero Italia Viva – non viene lo stesso premiato dai consensi elettorali: nei sondaggi politici per Agenzia Dire Matteo Renzi trova un altro brusco stop al percorso già complesso di risalita del suo nuovo partito, fermo al 3,8%. Quasi alle sue spalle si trovano tutti gli altri partiti di centro-sinistra che insidiano – a parte LeU-La Sinistra – lo stesso bacino elettorale ‘moderato’ ricercato da Renzi (e anche da Berlusconi). 2,5% per Fratoianni e Bersani, 2,1% per Calenda-Azione, +Europa all’1,7%, Verdi all’1,4%. Nella seconda domanda posta dai sondaggi Tecné si chiede poi, al netto delle costanti frizioni interne alla maggioranza su praticamente tutti i temi caldi della politica italiana, quali siano i problemi avvertiti come più gravi dallo stesso elettorato italico. Ecco che la disoccupazione e la precarietà raccolgono il 74% delle “scelte”, mentre le tasse alte preoccupano il 64,8% degli intervistati: a seguire tutti gli altri problemi considerati “nodali”, dagli stipendi bassi (49%) alla crisi economica (23%), passando per la sicurezza personale (12,8%) e al degrado ambientale (10,2%). Percentuali più basse per tutti gli altri problemi esposti dagli intervistati: inefficienza sistema sanitario (9,8%), caos nella PA (8,7%), il sistema giudiziario che non funziona (6,8%), l’immigrazione al 5,3% e l’inadeguatezza dei trasporti pubblici (2,6%), chiudendo con la mobilità al 2,1%.

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