Sondaggi politici/ Lega sale al 23,8%, Pd al 20,8%. FdI e M5s in calo

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto: la Lega torna a crescere, battuta d’arresto per Giorgia Meloni. In calo anche Forza Italia e La Sinistra.

matteo salvini
Matteo Salvini, discorso al Senato (LaPresse, 2020)

Salvini e Zingaretti in crescita, Meloni e grillini in calo: questo un estremo riassunto dei sondaggi politici di SWG per Tg La 7. Le rilevazioni del noto istituto quotano la Lega al 23,8%: il Carroccio resta primo partito del Paese e guadagna lo 0,5% nel giro di una settimana. Buone notizie anche per il Partito Democratico: i dem passano dal 20,4% al 20,8%, confermando un buon trend. Qualche passo indietro invece per Fratelli d’Italia, che perde lo 0,5% ed è quotato al 15,7%. Prosegue il periodo per il Movimento 5 Stelle, che si attesta al 15% con un calo dello 0,4%. Giù anche Forza Italia, che passa dal 6,4% al 6,2%. Poi spazio ai partiti minori di Centrosinistra: Sinistra Italiana / Mdp Art. 1 al 3,6% (-0,2%), Italia Viva al 3,3% (+0,1%), Azione al 3,2% (+0,2%), +Europa al 2,4% (+0,1%), Verdi all’1,7% (-0,2%), Cambiamo! all’1,2% (=). Infine, in calo la percentuale di coloro che non si esprimono, dal 39% al 37%.

SONDAGGI POLITICI: I DATI SULL’EMERGENZA COVID

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei sondaggi politici grazie alle rilevazioni di Demos & Pi per Repubblica. C’è da registrare un calo di fiducia nei confronti del Governo: passiamo dal 71% di marzo al 55% di oggi, -2% rispetto ad agosto. Possono aver influito su questo giudizio le nuove misure restrittive previste dai Dpcm e c’è il rischio che il trend negativo prosegua anche nel corso delle prossime settimane. L’87% degli italiani si dice preoccupato per l’emergenza coronavirus, ma secondo gli ultimi sondaggi la percentuale di giudizi positivi sulle misure di contenimento è decisamente più bassa rispetto a quella della prima ondata. Se il lockdown primaverile era stato approvato dal 94% degli intervistati, le ultime nuove chiusure trovano il consenso del 54%. Quattro italiani su dieci sono invece contrari.



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