Sondaggi politici/ Lega si porta al 24,8%, Pd in crescita. Meloni scavalca M5s

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto al 6 ottobre 2020: gli italiani bocciano il reddito di cittadinanza e chiedono la proroga di Quota 100.

sondaggi politici
Salvini, Meloni e Tajani: vertice Centrodestra-Governo sul coronavirus (LaPresse, 2020)

Qualche conferma ma anche diverse novità degne di nota nei sondaggi politici di SWG per Tg La 7. Arrivano delle buone notizie per la Lega: a differenza di quanto rilevato da Tecnè, il Carroccio di Matteo Salvini guadagna l’1% nel giro di una settimana e si attesta al 24,8%. Buon momento anche per il Partito Democratico, che passa dal 20,1% al 20,8%. Nessuna novità per Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni resta al 15,8%, mentre il Movimento 5 Stelle continua a perdere terreno, passando al quarto posto: i grillini perdono lo 0,8% e sono quotati al 15,2%. Piccolo passo in avanti di Forza Italia, gli azzurri ottengono lo 0,2% di consensi in più e arrivano al 6%, mentre Sinistra Italiana / Mdp Articolo 1 passa dal 3,5% al 3,4%. Sia Carlo Calenda che Matteo Renzi indietreggiano: Azione è al 3,3% (-0,1%), Italia Viva è al 2,8% (-0,2%). Infine, troviamo +Europa al 2% (-0,1%), i Verdi all’1,6% (-0,3%) e Cambiamo! all’1,3% (-0,2%).

SONDAGGI POLITICI: ITALIANI BOCCIANO IL REDDITO DI CITTADINANZA

Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo dei sondaggi politici e accendiamo i riflettori sulle rilevazioni dell’Istituto Noto per QN. Partiamo dal reddito di cittadinanza, non visto di buon occhio dalla maggioranza degli italiani: i giudizi negativi superano infatti quelli positivi. Il 44% chiede una revisione introducendo dei limiti d’accesso, mentre il 40% vorrebbe che la legge venisse abrogata. Solo per 7 italiani su 100 il reddito di cittadinanza va bene così com’è, mentre il restante 9% ha preferito non rispondere. Passiamo adesso ai sondaggi politici su Quota 100: il 45% degli intervistati ritiene che la riforma delle pensioni vada bene così com’è, mentre per il 20% andrebbe modificata. Un altro 20% sostiene la linea del premier Conte – non va rinnovata – mentre il restante 15% ha preferito non rispondere al quesito.



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