SONDAGGI POLITICI, EMILIA-ROMAGNA/ Testa a testa Bonaccini-Borgonzoni: ma la Lega..

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, il voto “nazionale” delle Elezioni Regionali in Emilia Romagna: Bonaccini-Borgonzoni testa a testa, mentre la Lega..

Salvini e Borgonzoni
Regionali Emilia Romagna 2019, Salvini e Borgonzoni (LaPresse)

Sempre Emg, sempre Regionali in Emilia Romagna, sono interessanti però anche i primi dati che arrivano sullo scontro all’ultimo voto tra i due principali candidati, Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. In attesa di capire cosa sceglierà il M5s come candidato (se aderire ad un nuovo patto civico col Pd o presentare un proprio uomo per le Regionali), i primi dati vedono il 45,5% degli intervistati optare per il Presidente uscente mentre la candidata del Centrodestra unito arriverebbe al 44%. Mancando ancora due mesi, si capisce come potrà essere per davvero un testa a testa senza esclusioni di colpi: il M5s ad oggi vale un 6-7%, anche senza candidato, mentre la somma di tutti gli altri candidati non supera quota 3,5%. I dati d Emg si distanziano da quelli “segreti” commissionati dal Nazareno qualche giorno fa che davano la Borgonzoni in vantaggio tra i 5 e i 7 punti su Bonaccini; secondo l’istituto demoscopico Emg, inoltre, Bonaccini staccherebbe ad oggi la Borgonzoni 53% a 24% su “serietà e onestà” e “preparazione e conoscenza”. Alla domanda “secca”, chi vincerà tra i due candidati, per il 4,37% sarà Bonaccini a trionfare mentre Lega-FdI-FI non andrebbero oltre il 37%.

EMG (6 NOVEMBRE): REGIONALI EMILIA-ROMAGNA, VALENZA NAZIONALE?

Continuiamo il nostro viaggio tra i sondaggi politici attraverso le rilevazioni Emg Acqua per Agorà, programma in onda su Rai 3. Dopo le elezioni in Umbria, la prossima tappa delle Regionali è prevista il 26 gennaio 2020 in Emilia-Romagna: un test importante per i partiti di maggioranza e per quelli di opposizione. La campagna elettorale è già iniziata, ma il voto che valenza avrà? Secondo il 55% le elezioni emiliane avranno un valore nazionale: una opzione che rappresenta quasi in toto – 90% – il pensiero degli elettori della Lega, nonché quello del 49% degli elettori Pd. Per il 41% sono invece solo elezioni locali: spicca il dato degli elettori del Movimento 5 Stelle, l’80% dei grillini ha risposto questa opzione; solo il 6% per gli elettori leghisti. L’istituto sondaggistico ha poi proposto una riflessione sulla caduta del muro di Berlino e gli effetti sull’Europa: per il 45% è peggiorata, per il 44% è migliorata. Intervistati divisi più che mai sul tema, dunque. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI: 88% BOCCIA REDDITO DI CITTADINANZA

Un sondaggio non fa primavera, ma una somma di indicazioni costanti negli ultimi mesi qualche indicazione la offre, aggiunta poi ai risultati per nulla confortanti delle varie tornate elettorali: i sondaggi politici espressi questa mattina da Emg Acqua mostrano la crisi del Movimento 5 Stelle in due delle loro battaglie storiche rivendicate nel programma pre-Elezioni Politiche. Il Reddito di Cittadinanza e la chiusura dei negozi per almeno un giorno a settimana non vengono giudicate bene dall’elettorato intervistato: se per il secondo punto – con il 63% del tutto contrario all’imporre la chiusura dei negozi la domenica – anche la Lega trova un fattore negativo tra i vari positivi che ne compongono il largo consenso, per quanto riguarda il sussidio fortemente voluto da Luigi Di Maio invece la bocciatura è tutta contro il Movimento 5 Stelle. L’88% degli elettori intervistati considera del tutto inefficiente e insufficiente il Reddito di Cittadinanza, mentre solo l’8% si dice soddisfatto; scendono nelle pieghe dei diversi elettorati, non stupisce il 95% di contrari della Lega mentre il 92% del Pd (che al Governo stanno col M5s e hanno confermato nella Manovra i fondi per il Rdc anche per il 2020) e ancor di più l’85% degli elettori M5s certificano il fallimento, almeno per questo primo anno, della misura in sostegno alla ricerca di lavoro.

EMG (6 NOVEMBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Ilva, Manovra, Regionali e leadership: 4 punti di una crisi per il Governo che i sondaggi politici in qualche modo certificano dal punto di vista numerico. Pd e M5s sono in difficoltà e anche nei sondaggi stilati da Emg Acqua (presentati questa mattina ad Agorà su Rai 3) pagano dazio ancora alla Lega di Matteo Salvini, tornata a correre come se non più del pre-Europee. Il Carroccio vola al 34,2%, guadagnano un 1,2% secco in soli 7 giorni, un’enormità che suggerisce la delusione per i casi Ilva e Finanziaria 2020 dell’elettorato italiano. Il Pd regge al 19% (perde lo 0,3% rispetto agli stessi sondaggi del 31 ottobre) ma è il Movimento 5 Stelle che paga ancora lo 0,5% nei consensi, arrivando ad un bassissimo 16,3%: chi recupera ancora e sale al 10% “storico” per l’ex piccola lista del Centrodestra è Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che raccoglie consensi sempre più ampi e incamera uno 0,6% ancora negli ultimi 7 giorni.

SONDAGGI EMG (6 NOVEMBRE): CROLLA LA FIDUCIA NEL GOVERNO

Forza Italia in tutto questo non perde terreno e si profila un 7,2% nei sondaggi politici di Emg, non pagando effettivo dazio alla crescita degli altri due partiti di coalizione: il che conferma, una volta di più, la crisi profonda del Governo che in un colpo solo fa “crescere” tutti gli altri partiti del Centrodestra, più uno. Già, tra le forze del Conte-2 sono tutte in calo tranne una, Italia Viva, che infatti rappresenta l’area più critica alla regia Pd-M5s e nei confronti della Manovra si è già espresso assai contrario a diverse norme studiate da Conte e Gualtieri. Renzi sale al 4,9%, guadagnano lo 0,2%, unici nel Governo a risalire dopo il ko di Ilva, Umbria e Manovra. Chiudono le intenzioni di voto Emg Acqua, Più Europa all’1,85 in netto calo, La Sinistra all’1,6%, Europa Verde all’1,2% e la Lista Calenda all’1%. Guardando poi una seconda domanda dei sondaggi Emg si scopre che la stessa fiducia nel Governo giallorosso è tutt’altro che in salute: il trend di fiducia negativa nell’esecutivo Conte-2 dal 48% del 19 settembre scorso è cresciuto praticamente senza mai fermare la propria ascesa fino all’attuale 54% di insofferenza per il Governo Pd-M5s-Italia Viva-LeU.

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