SONDAGGI POLITICI/ Crisi M5s, Lega al 30%: moderati al 25% ma sono divisi

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, scontro Renzi-Conte: centro moderato vale 25% ma è diviso. Open-media: Lega al 30% ma in calo, FdI record sfiora il M5s al 14, bene Pd

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Giuseppe Conte al Senato con Roberto Gualtieri (LaPresse)

In attesa della nuova ondata di sondaggi politici che nei prossimi giorni prenderanno in considerazioni gli effetti della “mezza” crisi di Governo dopo lo scontro Renzi-Conte, in una intervista esclusiva al nostro quotidiano il presidente dei sondaggi politici di Tecnè Carlo Buttaroni prova a fare il punto su quanto possa valere oggi il peso di Renzi nell’elettorato oltre al possibile “spazio di incidenza” dei moderati. «Il centro moderato oggi può valere anche il 25-30%, un terzo dell’elettorato sta lì. Ma è diviso, perché a rappresentarlo non c’è più una forza politica onnicomprensiva come la Dc di Fanfani e di Scelba. Adesso la frammentazione determinata dalle trasformazioni economiche ha segmentato anche la rappresentanza politica. Per questo il centro oggi, usando i piani cartesiani e non la meccanica quantistica, lo vediamo più piccolo, angusto», spiega Buttaroni aggiungendo come non sia ipotizzabile a breve un ritorno sulla scena di un partito dei cattolici «La chiave economica prevale oggi su quella “religiosa”. Lo ripeto: Conte rappresenta l’area moderata di coloro che vogliono migliorare le cose e condivide questo spazio con Renzi da una parte, Calenda dall’altra e anche con il Pd. È un’area che può valere tra l’8 e il 10%, anche un po’ di più, ma non è un partito-guida». A domanda secca, Conte, Renzi o Calenda come possibile leader dei “moderati”, la replica di Buttaroni è secca: nessuno dei tre, seppure per motivi diversi «Conte rappresenta quelli che non amano i decibel troppo alti. Renzi ha sicuramente anche i tempi del leader, ma gli italiani lo conoscono troppo bene nei suoi pregi e nei suoi difetti, ed è un limite. Calenda piace, e forse più di altri può sconfinare nel campo attiguo che guarda al centrodestra, ma resta un leader solitario, un generale senza truppe».

OPEN-MEDIA (16 FEBBRAIO): LE INTENZIONI DI VOTO

Nell’ultimo giorno della settimana la media dei sondaggi politici offerta dal quotidiano online “Open” conferma tutti i trend più interessanti degli ultimi giorni, con tutti i nodi più “scottanti” che tornano al “pettine” del Parlamento: la Lega ormai è calata tra il 29 e il 30%, la Meloni è al suo massimo storico, il Pd conferma l’ottimo momento elettorale dopo la vittoria in Emilia Romagna mentre il M5s – nonostante le piazze e le critiche all’opposizione di Renzi interna al Governo – è in crisi nerissima. I sondaggi della Open-media non possono infatti non tener conto degli ultimi stravolgimenti della politica, dal caso Gregoretti che porterà Salvini in Tribunale per il processo fino allo scontro durissimo sulla prescrizione tra Italia Viva e la restante parte di Governo: ne guadagnano Meloni, Zingaretti e in parte Renzi, calano invece Salvini e i grillini. La Lega scende al 30,1% di media con ben tre istituti demoscopici che ormai danno il Carroccio appena sotto la soglia mantenuta nell’ultimo anno ma di contro – con il Centrodestra che dunque non perde terreno – cresce Fratelli d’Italia al suo massimo storico con 12% di media che vede nei sondaggi Demos e Ixé dati che fanno avvicinare Giorgia Meloni sempre più al Movimento 5 Stelle (ancora in crisi e con una media elettorale sul 14%).

SONDAGGI INDEX (13 FEBBRAIO): LE COALIZIONI

Bene ancora il Partito Democratico che resta al 20% dopo tre settimane nonostante le fratture interne al Governo Conte-bis, meno bene invece sempre nei sondaggi politici della Open-media Italia Viva di Matteo Renzi: l’opposizione interna che ha rischiato (e rischia) di portare ad una nuova crisi di Governo per ora non paga dal punto di vista elettorale. I renziani si fermano al 4% di media anche se nei prossimi giorni qualcosa potrebbe anche cambiare vista la costante sfida a distanza Renzi-Conte-Zingaretti interna alla maggioranza. Azione al 2% come +Europa, La Sinistra al 2,9% e Forza Italia al 6% (conferma di “terza gamba” nel Cdx) rappresentano gli ultimi dati delle intenzioni di voto “mediate”: interessante invece il dato delle coalizioni offerto giovedì dai sondaggi politici di Index per Piazzapulita, con il Governo giallorosso (Pd, M5s, LeU, Italia Viva) al 42,2% mentre il Centrodestra di Salini-Meloni-Berlusconi sfida ancora il 50% (48,1%) anche se in leggero calo proprio per le difficoltà della Lega.

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