Sondaggi politici/ Pd (22%) insegue FdI (22,3%). Fiducia Draghi sale al 42%

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto, i dati di Termometro Politico: il 50,6% degli italiani contrario all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato

sondaggi politici
Giorgia Meloni, leader Fdi applaude il Presidente ucraino Zelensky alla Camera (LaPresse, 2022)

Nuovo appuntamento con i sondaggi politici di Termometro Politico. Partiamo dalle intenzioni di voto degli italiani, non mancano le novità rispetto a sette giorni fa. In vetta alla classifica di gradimento troviamo Fratelli d’Italia, stimato al 22,3%. Subito dietro spazio al Partito Democratico: i dem di Enrico Letta sono dati al 22%. La Lega di Matteo Salvini si posiziona terza con il 17,4%, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte non va oltre il 13,1%.

I sondaggi politici di Termometro Politico segnalano Forza Italia di Silvio Berlusconi al 7,6%, mentre la federazione formata da Azione e +Europa si attesta al 4,1%. I Verdi raccolgono un ottimo 3%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi è quotata al 2,5%, esattamente come Italexit con Paragone. Infine, troviamo il Partito Comunista all’1%. Per quanto riguarda il gradimento di Mario Draghi, da registrare un leggero rialzo rispetto alla precedente rilevazione: il 42% ha fiducia nei confronti del primo ministro, mentre il 57,3% è del parere opposto.

SONDAGGI POLITICI: I DATI DI TP

Passiamo adesso ai sondaggi politici legati alla crisi in Ucraina, in particolare alla decisione di Finlandia e Svezia di entrare a fare parte della Nato. Un italiano su due, per la precisione il 50,6%, non è d’accordo: per il 25,4% in altri momenti non ci sarebbe stato nulla di male, ma oggi questa mossa farebbe alzare la tensione tra Russia e Occidente, non ce n’è bisogno; per il 25,2% la Nato rappresenta solo uno strumento dell’egemonia americana, e un pericolo per la pace in Europa. Il 47,7% invece è d’accordo con la scelta di Stoccolma e Helsinki. Per il 28,2% è loro diritto fare parte della Nato se lo chiedono e sarebbe di beneficio alla sicurezza di tutta l’Europa. Per il 19,5% la loro neutralità era la scelta giusta, ma oggi di fronte alla percezione del pericolo russo è comprensibile che vogliano entrare nella Nato. Il restante 1,7% ha preferito non rispondere al quesito.







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