SONDAGGI POLITICI/ Manovra giallorossa: “Il 51% la valuta negativamente”

- Dario D'Angelo

Sondaggi politici, taglio Parlamentari: il 48% contro la legge M5s, per il 21% è addirittura dannosa. Manovra, brutte notizie per il Conte-bis.

Murales a Roma Salvini e Di Maio
Di Maio e Salvini, murales TvBoy a Roma (LaPresse, 2018)

Dopo aver affrontato cosa dicono i sondaggi politici sul taglio dei parlamentari, parliamo della manovra e di cosa ne pensano gli elettori. I dati di Euromedia Research rivelano che il 51% degli elettori ha una percezione negativa della legge di bilancio, mentre il 31,8% ha una percezione positiva. Ecco il commento dell’esperta Alessandra Ghisleri: «La somma dei partiti che sostengono il Governo è molto superiore a quel 31,8%: una buona parte di coloro che votano i partiti di Governo, non hanno una percezione buona di quello che sta accadendo in questo momento. Più che altro non sanno ancora che cosa devono giudicare nella loro interezza: tutto ciò che emerge sono solamente delle indiscrezioni o degli annunci». Poi una battuta sull’influenza di Matteo Renzi sul Conte-bis: «Gli elettori hanno capito perfettamente che è stata una operazione di palazzo: quasi il 50% ha risposto che la parte renziana è fortemente influenzante a livello governativo». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

Rimanendo per un attimo ancora sui sondaggi politici di Termometro – dopo che le intenzioni di voto le trovate direttamene nel paragrafo qui sotto, ndr – la domanda rivolta agli elettori intervistati riguarda l’ultima importante legge approvata dal Parlamento sul taglio di deputati e senatori a partire dalla prossima Legislatura. Voluta fortemente dal M5s, la legge è stata votata praticamente da tutti tranne 14 parlamentari “ribelli” che si sono opposti non tanto per la difesa di una casta ma perché contrari alla semplificazione del “meno parlamentari, più risparmi”. Ebbene, i sondaggi di Termometro hanno allora chiesto agli italiani cosa ne pensassero dello “storico” taglio dei Parlamentari: il 49% ritiene che sia giusta come legge, ma di fatto solo il 24,7% la ritiene utile per i risparmi ad essa collegata. Il 48,7% è invece nettamente contrario alla legge di marca grillina, addirittura un 27% la ritiene pura propaganda del M5s e dell’intera classe politica; infine, un 21,7% che invece lo considera pericoloso e dannoso per il principio di rappresentanza e di democrazia

TERMOMETRO POLITICO (15 OTTOBRE): MELONI AL TOP

La terza ondata di sondaggi politici in questo inizio settimana è forse quella più “roboante”: secondo gli ultimi dati prodotti da Termometro Politico (e mostrati stamani a Coffee Break su La7) la Lega di Matteo Salvini a pochi giorni dalle Elezioni Regionali in Umbria vola al 34,1%, tornando ai livelli praticamente pre-crisi di Governo. Non va per nulla bene il Governo, con Pd e M5s che restano entrambi sotto la quota “psicologica” del 20% (19,4% per Zingaretti 18,2% per Du Maio) mentre il Centrodestra si rinforza non solo col Carroccio ma anche con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che sale fino all’8,1% e Forza Italia che invece si ferma al basso 5,3%. Italia Viva di Renzi in leggero cale si ferma al 4,9%, mentre non fanno certo meglio gli altri due partiti “centristi”, da +Europa all’1,3% fino a Siamo Europei di Calenda all’1,4%. Stessa cifra elettorale invece per i Verdi e La Sinistra, entrambi ad oggi al 2% su base nazionale. (agg. di Niccolò Magnani)

TECNÈ (14 OTTOBRE): LA CRISI M5S

Sempre ieri sera ma cambiando canale, su Rete 4, la nuova puntata di Quarta Repubblica ha messo in primo piano i nuovi sondaggi politici di Tecnè dove viene confermata un nuovo “boom” della Lega ben sopra il 30% ma soprattutto un Governo che paga pegno ancora ai consensi per nulla brillanti di tutte le sue forze aderenti. Pd al 20,4%, M5s al 19,8% e Italia Viva al 4,3%; non cattivi risultati ma comunque inferiore alla forza del Centrodestra sempre con traino leghista. Un passaggio particolare invece evidenziato da Renato Mennheimer per Eumetra sempre durante la trasmissione condotta da Nicola Porro prova a spiegare il perché di una difficoltà così costante per il Movimento 5 Stelle nonostante il nuovo Governo e l’allontanarsi delle elezioni politiche. Alla domanda se i 5Stelle siano diventati anche loro della “casta”, ben il 63% degli italiani ne sono convinti, il 28% li difende mentre il 9% dice di non sapere. In quella netta maggioranza vi sono certamente ex elettori del M5s che speravano in un cambiamento della classe politica e che invece oggi, dopo l’accordo col Pd, si vedono come “traditi”. (agg. di Niccolò Magnani)

SONDAGGI SWG (14 OTTOBRE): LE INTENZIONI DI VOTO

Tornano i sondaggi politici anche in questo martedì 15 ottobre a fotografare una situazione in divenire per i maggiori partiti italiani. La rilevazione più recente è attualmente quella sfornata da SWG per il Tg La7 di Enrico Mentana. L’ormai classico sondaggio del lunedì rende evidente come in quest’ultima settimana siano stati premiati maggiormente i partiti d’opposizione rispetto alle forze di maggioranza, alle prese con le tensioni che caratterizzano la messa a punto della Manovra. Ecco allora che al primo posto troviamo ancora una volta la Lega: il Carroccio di Matteo Salvini torna ad issarsi sopra il 33%, passando dal 32,3% di sette giorni fa al 33,2% attuale, in aumento dello 0,9%, facendo segnare l’incremento maggiore nel corso di questa settimana rispetto a tutti gli altri partiti.

SONDAGGI POLITICI: SWG, PD SOTTO IL 20%

In seconda posizione alle spalle della Lega c’è sempre il Pd: il Partito Democratico scende però al di sotto della soglia psicologica del 20% raggiunta una settimana fa e si attesa al 19,4%, in calo dello 0,6%. Subito dietro il MoVimento 5 Stelle: l’approvazione del taglio dei parlamentari sembra pagare poco dal punto di vista elettorale visto che i grillini salgono di un solo decimale, dal 18,5% al 18,6%. Chi continua a crescere, a conferma che in questa settimana sono state premiate le forze d’opposizione, è Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni passa infatti dal 7,1% al 7,6%. Sembra essere invece già terminato l’effetto novità di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, che al 14 ottobre viene accreditato del 5,3%, in calo dello 0,3% rispetto alla scorsa settimana. Leggero aumento anche per Forza Italia, con Silvio Berlusconi che guadagna lo 0,1% passando dal 5 al 5,1%.

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